sabato 28 gennaio 2006

Ricordo che...
Undici Minuti, fu un libro che lessi tutto d'un fiato. Non lo apprezzai più di tanto, mi dissi che
Coelho sapeva scrivere di meglio.
Ma forse meritava di essere   riletto  più lentamente, più serenamente, e meno male che lo feci.
 Fu infatti  questa seconda volta che nella storia di degrado di Maria  riuscii  a carpirne la  "dolcezza e le emozioni"
Mi  piacque molto. E' un libro che, senza alcuna ipocrisia, volgarità o giri di parole,  parla di sesso e di piaceri,
si imbatte nei  sentimenti per poi arrivare all'Amore.
Scrive Maria: "Il mio obbiettivo  è comprendere l'Amore"...
Ed io le rispondo:" Certo Maria... a chi lo dici..., è quello che vorremmo tutti! "
Nair
(dal diario di Maria - Undici minuti  di Paulo Coelho)
[...Oggi, mentre passeggiavamo in riva al lago, lungo quello strano Cammino di Santiago, l'uomo che era con me - un pittore, una vita diversa dalla mia - ha lanciato un sassolino nell'acqua. Nel punto dove è caduto, sono comparsi dei piccoli cerchi che si sono ampliati, espansi, fino a raggiungere una papera che passava di là per caso e non aveva niente a che fare con quel sasso. Invece di essere spaventata dall'onda inattesa, ha deciso di giocarci.
Qualche ora prima di questa scena, ero entrata in un bar e avevo udito una voce - ed era stato come se Dio avesse lanciato un sassolino là dentro. Le onde di energia hanno raggiunto me e un uomo che si trovava in un angolo, intento a dipingere un quadro.
Lui ha sentito la "vibrazione", e anch'io. E ora?
Il pittore sa quando incontra un modello. Il musicista sa quando il suo strumento è accordato. Qui, davanti a questo diario, ho la consapevolezza che certe frasi non siano scritte da me, ma da una donna piena di "luce", che sono io e... che mi rifiuto di accettare.
Posso continuare a vivere così. Ma posso anche, come la paperella del lago, divertirmi a gioire con l'onda che è arrivata all'improvviso e ha smosso l'acqua.
Esiste un nome per questo sasso: "Passione".
Una parola che può descrivere la bellezza di un incontro fulminante fra due persone, ma non si limita a ciò. Si trova nell'eccitazione dell'inatteso, nella volontà di fare qualcosa con fervore, nella certezza che si riuscirà a realizzare un sogno.
La Passione ci fornisce alcuni segnali che guidano la nostra vita: tocca a me saperli decifrare.
Vorrei credere che sono innamorata. Di qualcuno che non conosco e che non rientrava nei miei piani.
Tutti questi mesi di autocontrollo, di rifiuto dell'amore, hanno prodotto esattamente il risultato opposto: farmi coinvolgere dalla prima persona che mi ha dedicato un'attenzione diversa.
Per fortuna, non ho avuto il suo numero di telefono, non so dove abita , posso perderlo senza colpevolizzarmi per essermi fatta sfuggire l'occasione.
E in tal caso, anche se ormai l'avrò perduto, mi sarò sempre guadagnata un giorno di felicità nella mia vita.
Considerando com'è il mondo, un giorno di felicità può dirsi quasi un miracolo. ..]
(On Air... Chiedimi se sono felice - Samuele Bersani)

1 commento:

  1. #1 28 Gennaio 2006 - 23:08

    Il mio num. ce l'hai, perciò non mi perderai... eheheh!!!!
    Non sarà passione, ma il cuore vivrà di meraviglia comunque ^.^
    alfiererosso

    #2 29 Gennaio 2006 - 18:00

    Hai ragione, Alfiere!
    Una bella Amicizia regala gioia al cuore, ed io sono felice di questo^__^!

    OT: Ti ho letto nella mia comunità, non ho ancora potuto salutarti da li perchè non riesco ad accedere, non mi si aprono i post per le risposte, e non riesco ad entrare nemmeno nel tuo blog, anzi,la pagina mi si apre, ma appare tutta nera. Booohhh!!! Sarà tutta colpa di questo catorcio da cui digito.
    Ufffff!
    Ciao Alfiere.
    Nair
    SenoraNair

    #3 30 Gennaio 2006 - 10:07

    Ti leggo solo adesso, scusami.
    Il mio primo Colho fu "Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto" (chiodo fisso, il mio?). Da lì ti incollo, a corollario, questa frase:
    "So che l'amore è come le dighe:
    se lasci una breccia dove possa infiltrarsi un filo d'acqua,
    a poco a poco questo fa saltare le barriere.
    E arriva un momento in cui nessuno riesce più a controllare
    la forza delle barriere.
    Se le barriere crollano,
    l'amore si impossessa di tutto.
    E non importa più cio' che è possibile o impossibile,
    non importa se possiamo
    continuare ad avere la persona amata accanto a noi:
    amare significa perdere il controllo."
    Masso57

    #4 02 Febbraio 2006 - 22:51

    Deposito una carezza per te, forse distratta e frettolosa ma sincera.
    Non passi più sul Messenger? ...e Chioma d'argento come sta? ^.^

    alfiererosso

    #5 04 Febbraio 2006 - 14:01

    Si, in ritardo anch'io, ma non perchè non ti ho letto, Masso.., no davvero. Forse perchè, sto diventando una persona websilenziosa. Credo dipenda dallo stato d'animo attuale. Il pezzo di Coelho che hai citato è bellissimo, e quel: "amare significa perdere il controllo"... credo sia assolutamente vero.

    OT: Alcune sere fa, a Striscia la Notizia, hanno inquadrato in un campo di calcio, una gigantografia dell'immagine che tu usi nel tuo profilo (l'Albertone davanti al piatto di spaghetti), in casa stavamo cenando, alchè quando io l'ho vista ho gridato:" Guarda Massooooooo!!!" e sono scoppiata a ridere. I miei tre uomini mi hanno guardata un pò allibiti e probabilmente si saranno chiesti anche se le rotelle erano al loro posto, poi uno dei miei figli si è fatto coraggio e mi ha chiesto:" Ehm...scusa.. ma chi è Masso???"
    Ahahahahah^__^!
    Ciaoooooooooooooooooo^__^
    SenoraNair

    #6 04 Febbraio 2006 - 14:36



    Ciao Alfiere!

    Grazie per la carezza^_^!.
    (frettoloso è stato il tuo pensare che nessuno si preoccupasse di avvertirti... come vedi..a modo mio ...io l'avevo fatto da questo spazio, ma non avevo capito che il problema nasceva proprio dal tuo blog, pensavo invece fosse il mio catorcio che non funzionava)
    Con Messenger lo sai anche tu che ho poca dimestichezza. Non mi collego praticamente mai.
    Meglio quattro chiacchere al telefono una volta ogni tanto. Sono più salutari, spontanee, gioiose.
    Chioma d'Argento... ora è a casa. Non ho accettato che lo ricoverassero in lungodegenza, mi supplicava di riportarlo a casa, e così ho fatto, l'ho portato a casa... ma non immaginavo fosse così dura la situazione che mi si presentava. Pur avendo l'aiuto dell'ASL, è un impegno molto grande... ed ora.... ho tutta la famiglia contro. Pensa tu che bene che sto!!!

    Cià Alfiere, un bacione!

    Nair
    SenoraNair

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