domenica 24 giugno 2012




E’ un delizioso mattino d’estate,
e quando, verso le sei e qualcosa  il letto non ne ha voluto più sapere di me e a passi lenti e ancora assonnati sono andata a stendermi sull’amaca legata  tra i ciliegi in giardino, il mio animo ha dovuto per forza fare un sano tentativo di far pace con la vita. 
E così, tra una slenguazzata di Sally, tra una scodinzolata di Jo, tra una scena di mamma merla che insegnava a zampettare ai suoi piccoli, tra le gazze ladre che giocavano a rincorrersi, tra il cuculo che con tutta probabilità mi spiava di nascosto tra i rami e comunque cuculava discretamente, tra il ciabattare inconfondibile della Ada, che lungo la stradina, con un mazzolino di rose bianche in mano si dirigeva come ogni domenica verso il capitello della Madonnina,  tra i lilium gialli che sono finalmente fioriti, tra l’inebriante  profumo del gelsomino che, anche se al mattino è più delicato,  rimane comunque intrigante e, volenti o nolenti, rimette in moto i sensi, tra una brezza leggera e vogliosa di dispensare carezze non solo alla mia pelle ancora pigra, ma anche alle fronde degli alberi che per ringraziarla si esibivano in una danza buffa e allegra, tra il cielo che già a quell’ora era di un azzurro così intenso da desiderare di toccarlo, tra un sogno apparentemente chiuso a chiave e dimenticato, ma in realtà sempre vicino a me, che sfiorava i miei pensieri come il tocco delicato di un bacio,  tra  i raggi di sole che si prendevano cura della pace e della magia di quel momento, si…insomma tra tutte queste piccole cose vissute alle sei del mattino sopra un’amaca dondolante, ho capito di essere una persona fortunata e... felice.
Cri

2 commenti:

  1. Lei sei del mattino - soprattutto su un'amaca come te - sono un'ora meravigliosa!

    Un bacio.

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  2. Ne sono felice, ma parecchio parecchio...

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