domenica 20 settembre 2015




Questa settimana, al lavoro, mi sono sentita  sola contro tutti.
Sto malissimo “”dentro”, sapendo che non mi sopportano per ciò che, guardandoli in faccia uno ad uno, ho detto loro.
Ed è  deludente, molto sconfortante, si,  che, invece di discutere, dare spiegazioni, dire le proprie ragioni, provare a dare altre interpretazioni, abbiano  pensato bene, dipendenti e socio compreso, di isolarmi.
Ma io devo andare avanti lo stesso facendo finta che il loro atteggiamento non mi sfiori nemmeno di striscio.
Guai se faccio  trasparire  anche un minimo  accenno di dolore. Sarebbe la fine.
Se solo avessero un briciolo di coscienza, e forse  anche un pochino  in  più di intelligenza, dovrebbero ringraziarmi  per come sono, anche quando, come in questo caso, ho dovuto essere: diretta, graffiante e odiosa, si insomma, una gran rompicoglioni, lo so.  Ma a fin di bene.
Peccato non l’abbiano capito.
Avrei voluto che, invece di  pesare le parole, le avessero analizzate e si fossero soffermati nei significati. Ma evidentemente alzare un muro risultava decisamente più facile.
Accidenti...vorrei che si  fidassero di me.
Ma  perchè per noi donne, arrivare ad ottenere degli obbiettivi con risultati soddisfacenti  nel lavoro  è sempre  così dannatamente complicato e difficile...???
 

15 commenti:

  1. Mi sono trovato parecchie volte, in passato, a sostenere qualcosa pur trovandomi in minoranza o da solo, ho sentito la solitudine, la diffidenza, l'incomprensione, anche la rabbia e l'invidia che mi si stringevano addosso perché stranamente i muri più alti si alzavano quando avevo ragione, quando stavo guardando più lontano degli altri.
    Col tempo ho imparato a capire e ad accettare un po' di più anche i sentimenti più forti che può esercitare il proporre qualcosa che gli altri non vedono, non intuiscono, non accettano, col tempo ho imparato a rispettare un po' di più lo scetticismo e la diffidenza, col tempo ho imparato a comunicare un po' di più nonbtanto le mie idee, quanto le mie passioni per le idee. Col tempo ho imparato a capire che il mio rapporto con le persone vale più di qualsiasi idea, più di qualsiasi appello alla giustizia e al buon senso, di dimostrazione razionale, come se la vita fosse un'equazione.
    Bella la nuova immagine sullo sfondo, e quella mano che solleva la gonna rossa :-).
    Ciao

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  2. Ho ancora l'animo in guerra, Garbo... e non riesco a risponderti come si dovrebbe. Tutto ciò che tu hai imparato dopo, io invece credo di averlo messo in pratica da sempre, ma evidentemente non è servito. Forse, se al posto mio c'era un "uomo", tutto sarebbe stato diverso.
    Avrei bisogno di un abbraccio in questo momento. Ma quando ne ho bisogno non arriva mai.
    Sono quasi le dieci del mattino e ancora non sono in ufficio.
    Vabbe, ora vado.

    Si, piace molto anche a me questa immagine. Mi assomiglia, credo. Il rosso è il mio colore.
    Ciao. Buona giornata. E grazie per come sei.

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  3. «Niente è più ripugnante della maggioranza: giacché essa consiste in alcuni forti capi, in bricconi che si adattano, in deboli che si assimilano, e nella massa che trotta dietro senza sapere minimamente quello che vuole.» Johann Wolfgang Goethe

    «Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.» Berthold Brecht

    «Ma i moralisti han chiuso i bar / E le morali han chiuso i vostri cuori / E spento i vostri ardori / è bello, ritornar normalità / è facile tornare con le tante / stanche pecore bianche. / Scusate, non mi lego a questa schiera: / morrò pecora nera.», Francesco Guccini, Canzone di notte n. 2, 1976.

    «Sà cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sà che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza...e quindi...», Nanni Moretti, Caro Diario, 1993.

    Ciao ;-)

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  4. obliavo l'ultima citazione, la più importante

    «Vaffanculo alla maggioranza!», Roberto Benigni, Il mostro, 1994.

    Ciao

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  5. Grazie Antonio, mi hai fatto proprio un bel regalo :-) !
    Adesso mi stampo tutte queste citazioni e le appendo sulla porta del mio ufficio. Si, sulla porta. E l'ultima, quella di Benigni, me la stampo in grassetto.
    Sai Antonio, anch'io come Moretti in Caro Diario, con le minoranze, mi ci son sempre trovata da Dio. Diciamo che... è più stimolate, vorrei dire...più verace, più passionale... (anche se stavolta... ci ho sofferto un tantino di troppo, ma va bene così).
    Ti abbraccio.
    Buon week end.

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  6. Difficile commentare questo post, ma mi va di farlo, perché sei una bella persona. Credo che imporsi un atteggiamento, il "dover essere" sia un errore quando si vuol essere diretti e trasparenti. Si finisce per essere schermati e "pedagogici". Se poi si "vuol essere odiosi", il risultato è che si è odiosi. E' brutto dire cose spiacevoli, correggere, limitare, sanzionare. Ma ciò può diventare una risorsa per l'altro se lo si fa con "amore". Riderai, penserai, "guarda che cretino questo...", Mi rendo conto che l'altro capisce che la tua è una critica costruttiva, uno stimolo utile, una sferzata vibrante ma vivifica, se ti conosce e sa come sei fatto e se sa che ti guida l'amore e non l'odio. Se sei stata isolata è perché LORO non sanno che ti guida l'amore. L'amore, nelle organizzazioni, non è smancerie, fiori freschi sul tavolo, pizzate finte prima delle feste, o cercare di illudersi che le cose vanno bene quando vanno male, l'amore è desiderio di crescere assieme. Credo che, leggendoti, tu abbia un grande desiderio di crescere e di condividere. Fallo capire ai tuoi collaboratori. Scopriti coi tuoi collaboratori, amali e fatti amare. Anche quando c'è da mettere i puntini sulle "i". Un abbraccio!

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  7. Ciao Bruno, ti ringrazio delle parole che mi hai lasciato. Sono un dono prezioso. Davvero.
    Ti abbraccio anch'io.

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  8. https://www.youtube.com/watch?v=wvbkI9yCgW4

    Buon fine settimana :-)

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  9. Garbo, non puoi sapere quanto io ami questa canzone e cosa significhi per me...
    Sono sincera, mi sono commossa tanto.
    Grazie.
    Ti abbraccio forte.

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  10. A volte si è soli, ma si è nel giusto. Spesso nel lavoro ognuno volutamente o inconsapevolmente si crea un orticello, un piccolo gheriglio dove chiudersi nelle proprie comodità e abitudini. In certe situazioni occorre cambiare nel profondo le proprie consuetudini, ecco se il tuo graffiare è servito per richiamare ad una maggior consapevolezza il team al lavoro è non solo stato necessario ma indispensabile. Vedrai che le persone serie digeriranno tale asprezza e ti seguiranno con intelligenza.
    ciao una lieve carezza
    Sulf

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  11. Sulf, hai capito perfettamente, come ne fossi stato spettatore.
    Sono stati proprio quegli "orticelli" a farmi esplodere. Non potevo più sopportarli. Non sono questi i tempi per potersi permettere furbe comodità in un posto di lavoro, soprattutto in una piccola azienda che deve lottare con ogni forza per rimanere i piedi.
    Spero con tutta me stessa che l'abbiano capito. Si. Credo proprio di si. Me lo stanno anche dimostrando.
    Ti voglio bene.
    Ciao.
    Cri

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  12. Cara amica,èarduo commentare il tuo post,farse perché sono un maschio e le problematiche di convivenze lavorative sono certamente più lievi.Ho diretto uno studio di creatività pubblicitaria con diversi dipendenti in maggioranza femmine con giuste pretese artistiche,difficili da gestire,ma ho sempre fatto e detto ciò che io ritenevo la cosa migliore per la società,sono,come te stato inviso a molti/e ma ho tirato sempre diritto incurante del altrui giudizio.Tu puoi fare solamente altrettanto,se la tue scelte e le tue rimostranze sono giuste,con il tempo ti sarà riconosciuto il tuo valore.Della simpatia del prossimo f.....e.
    Un abbraccio amichevole,fulvio

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  13. Grazie dei tuoi consigli Fulvio.
    Pensa, anch'io lavoro nel campo della grafica e della pubblicità^.^.
    Più che fare riconoscere un mio "valore", devo fare di tutto per tenere in piedi l'azienda, e garantire non solo il mio futuro ma anche il loro, perciò tiro avanti per la mia strada e se a loro non va bene così... possono guardare in giro ... magari trovano di meglio.
    Avrei da scrivere fiumi di parole su questo argomento, davvero.

    p.s. chiedo scusa se rispondo con giorni di ritardo ... ma da circa tre settimane mi reco con una certa frequenza e a qualsiasi ora del giorno o della notte, sale d'aspetto del pronto soccorso, reparti d'ospedale per accertamenti, etc etc.... Il Musone (mio marito) non sta bene...
    Vi abbraccio.

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  14. Mi dispiace, Cri, un forte abbraccio e i miei più cari auguri di guarigione.
    Ciao

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  15. Garbo, grazie.
    Va un pò meglio.Si. decisamente meglio. Il Musone è un Guerriero. Passerà anche questa Lo spero tanto.
    Ti abbraccio forte anch'io.

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