sabato 1 dicembre 2007

 
 
Caro Enzo,
volevo dirle che, il vuoto che ha lasciato si sente davvero tanto.
Lei mi manca molto. Mi manca il suo stile semplice e privo di arroganza ma così elegantemente chiaro e diretto, mi manca l’umanità che riusciva a trasmettere.
Mi manca la Sua sincerità, la sua onestà e libertà di pensiero, libertà che purtroppo la maggior parte dei suoi colleghi si guarda bene dal mettere in pratica.
Penso a come avrebbe commentato gli avvenimenti di questi giorni. Ce ne sono parecchi sa? E purtroppo uno peggio dell’altro. L’Italia affonda giorno per giorno. Chi ci governa non ne è all’altezza e il cavaliere molto presto arrafferà tutto di nuovo.
Un pò le facciamo pena, vero?
Sa Enzo, in questi giorni ho riletto il suo libro:Lettera d’amore a una ragazza di una volta. Un libro profondo, che mi ha emozionata e commossa tantissimo. Non poteva fare dono migliore alla sua Lucia!
Un immenso e appassionato dono d’Amore che contiene, anche se a tratti un po’ malinconica, tutta una vita. La Sua vita…anzi la Vostra Vita.

Nel sottofondo musicale  volevo dedicarle My Way, ma poi ho pensato che forse Lei avrebbe preferito una canzone per la sua Lucia. Ne avevo scelte due: La Cura di Battiato, che credo sia l’essenza dell’amore … e poi… "Mai più come te"  di  Claudio Baglioni…
Ho scelto : Mai più come te, perchè ...nelle parole di questa canzone c'è la tenerezza che anche nel suo libro ho incontrato.
"CARA LUCIA, NON ho altro mezzo per rivolgermi a te e ti scrivo una lettera che non leggerai mai. Ma è un modo per stare ancora un pò con te: quei sessantadue anni sono passati così in fretta e tu eri una ragazza con un cappellino marrone, un golf a strisce grigie e marrone e una bella faccia pulita. Sessantadue anni: sono più di ventiduemila giorni. A scriverlo appaiono un'eternità, un tempo quasi infinito, eppure ora, mentre li guardo da lontano, mi sembra che siano stati brevi, troppo brevi. Sono passati così velocemente che non c'è stato per noi, nemmeno il tempo per commettere gli errori della giovinezza. Il destino ha voluto che la nostra generazione abbia dovuto affrontare anni tragici e drammatici:la guerra, ad esempio. E’ vero: “ Sono così brevi i giorni dei vent’anni”. Lo ha detto Renato Serra che morì, nel 1915, su Podgora. Ed è stato così anche per noi.
Ora tu mi hai lasciato e poco dopo ti ha seguito anche Anna, la nostra ultima figlia, aveva soltanto quarantasette anni. Ormai buona parte della mia vita – sto giocando i tempi supplementari- è fatta di ricordi. Io mi ritengo un superstite e, per rivivere la nostra storia, non mi rimane che la memoria. Non so più chi l’ha detto, ma mi sembra vero: “ I ricordi sono la nostra fortuna: c’è in loto tutta la bellezza del mondo. Odio il pensiero di perderli, di lasciarli svanire. Già, chi non ha memoria non ha vissuto. Sono come un film montato senza seguire un filo di racconto: basta una goccia che scivola sul vetro, il sorriso di una ragazza, l’odore nauseante dei fiori che marciscono: ripensa alla morte. O a un nome.
Una volta, scherzando con un amico, dissi che il tempo che mi aspettata si poteva misurare anche in panettoni: tenendo conto delle statistiche allora ero ancora in credito con l’esistenza di sei o sette. Oggi quanti ne rimangono?
Nei miei ricordi, per quanto riguarda la cosiddetta “ vita professionale”, non c’è rimpianto; sono sicuro di aver ricevuto più di quello che mi aspettavo. Ho visto il mondo, ho incontrato gente e devo molto al mio prossimo. Ma il destino è stato crudele con me, e mi ha fatto pagare tutto, quanto tu e Anna mi avete lasciato.
Sorridevi, lo sai?, quando ti dicevo che qualche notte, quando il sonno tardava a venire, facevo gli appelli; una terza B, un battaglione allievi ufficiali: da Abbondanza, era così bravo in matematica, a Zanelli Dario, giornalista. Già allora molti, troppi risultavano per sempre “assenti giustificati”.
Adesso che il sonno non può più consolarmi, voglio parlarti, scriverti questa lettera perché i nostri giorni - miei, tuoi e delle nostre figlie - non vadano perduti, perché la nostra storia e la nostra separazione hanno dimostrato come avesse ragione quel poeta che scrisse: "
Questo è il dolore della vita: che si può essere felici solo in due"....

...Cara Lucia, ascolta: è il vento. Arriva dal torrente che corre sotto la nostra casa e si infrange sui sassi macchiati dal muschio. E si spegne sui muri di pietra che i miei vecchi murarono per farne un rifugio, quello che oggi accoglie anche i nostri nipoti. Ci sei entrata da ragazza e da giovane sposa: ha protetto le nostre paure e le nostre ore felici. Ora, con Anna, sei tornata quassù per sempre. Non so se è vero che risorgeremo, ma so che l'appuntamento potrebbe essere qui. Chissà se mi puoi sentire: io non ti ho mai cercata tanto. Dicono che il primo amore non si scorda mai, soprattutto, penso, quando è anche l'ultimo
"

Grazie Enzo, grazie di esserci stato. Grazie di “esserci” ancora in molti cuori...anche nel mio.
Nair

1 commento:

  1. #1 02 Dicembre 2007 - 07:56

    Nair, mi hai commosso profondamente...ti abbraccio ma rimango silenziosa e ti stringo forte le mani.

    Blue
    timeline

    #2 03 Dicembre 2007 - 17:00





    Buona settimana!


    ariadeimari

    #3 05 Dicembre 2007 - 11:08

    Grande, "Signora Musica".
    Mario
    Mille962

    #4 06 Dicembre 2007 - 13:18

    Ciao. Ti lascio un sorriso per questa giornata, ma dove sei finita?

    Maria Grazia.
    utente anonimo

    #5 06 Dicembre 2007 - 22:29



    Eccomi !

    Mi ci mancava solo l'influenza e lei puntuale ieri è arrivata (a rompere le palle).

    Il bollettino medico è il seguente: febbre 38,5, emicrania insopportabile ( ma ora finalmente è passata),starnuti a raffica, tosse secca fastidiosissima.

    Ho voglia di coccoleeeeee, uffa!

    Abbraccione grande...

    Nair
    SenoraNair

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