domenica 31 maggio 2020


(l' autore del dipinto è  Vladimir Volegov )


Ciao Cris, come stai?
Ciao Nair, mah, beh, intanto ti dico che ora, mentre ti sto rispondendo, tengo ben stretto tra il pollice e l'indice della mano sinistra  per evitare che cada e mi si spiaccichi sul  pantalone, un fantastico, ma che dico fantastico, un mega delizioso gelato Magnum, ricoperto di cioccolato fondente, che io adoro proprio il cioccolato fondente. E' un casino però digitare sulla tastiera solo con la mano destra. Aspetta che finisco di ingozzarmi e poi arrivo, eh!

Eccomi.
Non so che risponderti. Davvero Nair.
Vorrei dirti, come dico di solito quando qualcuno me lo chiede:"  Sto bene, grazie!", vorrei anche aggiungere il mio sorriso, che quello non manca mai dopo il sto bene grazie, ma non mi viene spontaneo, che ci posso fare!, vorrei anche allargare le braccia per poi chiuderti dentro il mio abbraccio, ma non si può, anzi si, ora che ci penso con te si può, e allora ti stringo forte, dai, si, eccoti qui, abbracciata  a me. Sei contenta? Si che lo sei. Lo so che anche tu come me ti sciogli dentro un abbraccio, si, ci stai divinamente.
La vita sta andando avanti, Nair, con le difficoltà di questo terribile momento. La Vita ci prova sempre, è brava la Vita, non molla mai, fino alla fine. Forse è per questo che io mi aggrappo a lei con tutte le mie forze.
Ho sempre tutto sotto controllo come al solito, da quel lato non è cambiato nulla, altrimenti  se non fosse così non sarei Cristina. Forse hanno ragione  i miei collaboratori in azienda a chiamarmi rottweiler. Si. Credo che non abbiano poi tutti i torti. Sono una gran rompicoglioni. E' vero.
Ho molte preoccupazioni in più di quelle che avevo tre mesi fa, Nair.  Con il lavoro è molto dura sai. Non so se ce la farò a tenere in piedi l'azienda. La prossima settimana saremo ancora in cassa integrazione perchè lavoro non ce n'è. Molti clienti non riescono a pagarmi ed hanno chiesto di spostare i pagamenti. Insomma è un gran casino. Sarà dura venirne fuori. Molto dura. 
Tu che dici Nair? Ce la farò? Tu che mi conosci bene, eh? Dimmi? Ce la potrò fare? 
Nel frattempo, il virus bastardo è sempre ancora in agguato, si nasconde ancora nei posti più impensati. Maledetto. 
Fa presto Zaia a dire che da lunedì possiamo fare a meno delle mascherine. Tanto, che je frega a lui. Ha fretta di andare a votare.  Questo gli interessa. Punto. Ma tanto lo sa che vincerà ancora lui. Di che si preoccupa? 

Quelli li, basta che abbiano un prurito sul naso che hanno subito il tampone pronto, sono iper controllati, iper coccolati, iper tutelati, iper di tutto insomma. A noi invece chi ce lo fa il tampone? Aspetta e spera.  
Tamponate quante ne vuoi. Come quel/quella deficente scostumato/a che sabato scorso al parcheggio del supermercato mi ha tamponato l'auto ma si è guardato/a bene dal segnalarmelo, ha preferito svignarsela quatto/a quatto/a. Che ghe vignesse el sgranfo! si dice dalle parti mie, che tradotto significa: Che le venisse un crampo! 
Spero che i Veneti abbiano più giudizio del nostro governatore e continuino ad usare le mascherine anche all'aperto. Dobbiamo proteggerci. Dobbiamo farlo. Dobbiamo. Dobbiamo.


Vabbè.
Ciao Nair,
grazie di avermi chiamata. Fa bene parlare di qualcosa. Di tutto. Di niente. Insomma, sentirci di tanto in tanto fa bene.
Domani, visto che non sarò in ufficio, se spunta un pò di sole faccio sicuramente un salto al mare. 
Solo per camminare lungo la riva. Per poche ore.  
Solo per ricevere un pò di pace, un pò di benessere, un pò di amore.
Il mare sa dare anche amore. Si.
Ho bisogno di lui. Davvero.

(Non so se l'ho mai fatto, ma volevo scusarmi del fatto che, in questo blog c'è sempre la musica in sottofondo. So che a qualcuno può dare fastidio e mi dispiace, ma io non ne posso davvero fare a meno. La musica è un tutt'uno con me. Non possiamo separarci. E' anche Lei la mia voce. Ci vogliamo davvero molto bene. Anzi, ci amiamo.)

domenica 17 maggio 2020



«Quando inizio un concerto io dico sempre ciao! È una parola bellissima!».


Vuoi sapere come mi sento, Ezio? Più orfana.
Si. E' così che mi sento.
Ciao Ezio.
Ciao.
Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao. Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao. Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao. Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao. Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.
Ciao all'infinito, Ezio.

lunedì 13 aprile 2020



Uno starnuto mi manda in crisi.
Un colpo di tosse mi mette il panico.
In coda al supermercato mi sento svenire.
Sono in costante preoccupazione per tutti.
Li tengo costantemente d'occhio:ti sei messo l'igienizzante nelle mani? hai il flaconcino in macchina? non l'hai finito, vero?  hai la mascherina? Hai i guanti? ti raccomando la distanza di sicurezza... giurami che stai attento... giurami giurami giurami...; mamma se tossisci mettiti il fazzoletto davanti alla bocca, quante volte te lo devo dire cazzo, quante volte quante volte quante volte??? possibile che non hai nessuna attenzione per noi, per me? ???? Non vedi io come sto attenta a tutto???
Mia madre mi cerca con gli occhi. E' quasi cieca del tutto, riesce a malapena a intravvedere la sagoma del mio corpo. Non so quanto pagherebbe per potermi guardare negli occhi, forse non mi riconosce più nemmeno lei.
Vorrei che mi dicesse una parola rassicurante, ma non l'ha mai fatto in vita sua, non ne è capace.
Non voglio diventare come lei. Devo smetterla. Hanno bisogni di una me diversa. Hanno bisogno della  me precedente.
La sto cercando anch'io. Chissà se lo capiscono che ne ho bisogno anch'io, che la sto cercando disperatamente.
Non riesco a trovarla, cazzo cazzo cazzo.... Dov'è? Torna ti prego. Torna da me splendida Cespuglietto, torna, fallo per me, fallo per loro...
Maledetto. Sei un maledetto.  Vattene. Lasciaci in pace. Viscido marciume. Te la prendi con i più fragili, con i più indifesi. Schifoso. 





... le immagini... le ho postate perchè... non  so nemmeno io perchè, o si, forse si.
L'alberello rosa è stato il primo a fiorire, e in un momento di lacrime mi ha strappato un sorriso dal sapore dolce, quasi avesse capito che avevo bisogno di un pò di dolcezza.

E l'altra immagine, perchè... mi mancano tanto gli abbracci ed ho un bisogno immenso sia di riceverli, ma anche di darli, si.
Forza Forza Forza. Dobbiamo uscirne. Si. Dobbiamo farcela. Dobbiamo.

Ho scritto a ruota libera, senza nemmeno rileggere. Non so cosa ne sia uscito, ma va bene così.

Un bacio. Da qui è possibile. Si che è possibile.
Un sorriso. Si, eccolo, voglio provarci, è sempre stato bello il mio sorriso. 

Un abbraccio forte, immenso, pieno di calore.. Anche questo da qui è possibile.
Ciao.

domenica 2 febbraio 2020


"La Ragazza con la treccia" dipinto di Anna Kappler


E' un dipinto che ha qualcosa di me.
La treccia.
L'ho portata per molti anni.
Da bambina.
Da ragazza.
Da giovane donna.
Anche da donna matura.
Si. A volte non resisto.
Porto le mani dietro la nuca e intreccio i capelli.
E' come una necessità.
Un modo per ritrovarmi.
Un modo semplice per volermi bene.