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sabato 13 maggio 2023



Lascia passare il vento senza domandargli nulla. Il suo significato è solo il vento che passa.”
(F. Pessoa)

domenica 6 novembre 2022



E' ingiusta la Vita.
Rinuncio a capirla. Rinuncio a capire perchè mi abbia scelta per testare la resistenza al dolore.
Eppure non ne ho di colpe. So di non averle. Non è presunzione. E'  proprio così.  Voglio dire... a che prò?  L'ho sempre così tanto amata, vissuta intensamente , rispettata. 
Non credevo mi facesse anche questo. Non credevo arrivasse a tanto.
Mi ha portato via Occhi Azzurri.  Senza se e senza ma ha deciso che avrei dovuto continuare il percorso che mi ha assegnato senza di Lui.
Vorrei odiarla per avermi fatto anche questo. Si. Vorrei odiarla tanto. Vorrei odiarla all'infinito.  Vorrei disprezzarla e vomitarle addosso in ogni momento.
E invece no. Non la odio. Non ci riesco. Anzi, mi umilio difronte a Lei. Le mostro le mie lacrime che arrivano puntualmente al mattino quando mi sveglio e poi alla sera,quando chiudo l'azienda e salgo in macchina per far rientro a casa. Le lacrime mi rigano il volto lungo tutto il tragitto che mi riporta a casa.  Durante il giorno non posso lasciarmi andare. No. Non posso permettermelo. 
"Sei una donna forte, Cristina", " Sei una roccia"... me lo dicono in continuazione tutti.  E io  devo crederci. Devo crederci. Si. Devo non perderla di vista questa fantomatica Forza che  sembra sia  l'unica concessione che la Vita si degni di offrirmi.
Ma il dolore  che  mi porto appresso ... è davvero straziante. 

 

domenica 24 aprile 2022



C'era il sole  quando l'ho fotografata, ora se n'è andato ed è arrivata la pioggia.
Ma lei sventola ugualmente. 
Approfitta di quel pò di vento, se ne frega della pioggia, e sventola come niente fosse libera nell'aria.
E' l'unica  lungo la piccola via di campagna in cui vivo. Nelle altre case sventola quella del leone di Venezia, ma nella mia no.
Nella mia c'è lei.

PACE.
Così semplice da pronunciare. Così facile da scrivere, solo quattro lettere: datemi una P datemi una A datemi una C datemi una E, ed è fatta.
Ma  perchè è così maledettamente  difficile meterla in pratica? 
Perchè non ci si prova con un pò di convinzione? 
Che male potrebbe fare un mondo in cui ci fosse la Pace a regnare sovrana? 
Sai quante  teste di ca..o rimarrebbero delle  misere nullità!
L'essere umano invece di amarla sembra ne sia schifato.
Ma che brutta razza maledetta siamo noi esseri umani?
E' da chiedercelo. E' da chiedercelo veramente.

domenica 12 settembre 2021


(Dipinto di Vladimir Volegov)

"una pausa caffè intensa, la luce sul viso dà profondità di pensiero, c'è una passione e una riflessione sulla vita essenziale, straordinariamente intima."  
(Sulfureo)

 
26 Settembre

Non trovavo lo spunto per trasferire i pensieri alla tastiera. Meno male che ci ha pensato Sulfureo.
Mica è facile raccoglierli, passarli al setaccio uno ad uno, convincersi che è il caso, di tanto in tanto, concedere loro qualche spazio di libertà, e dettarli al pc come meglio si può. Quando si sta troppo in silenzio tutto diventa più difficile nel comunicare.
Il fatto è che... se la Vita scorresse serenamente, tutto diventerebbe più semplice, anche comunicare, rapportarsi con gli altri, condividere.
E' che ... quando non c'è nulla che va bene, proprio nulla, non si ha proprio voglia di liberare i pensieri, è  come ... un modo per... non dare fastidio agli altri. Si.

Così, capita che  all'improvviso un'immagine ti cattura, la osservi in ogni suo particolare, ti accorgi che quel codino raccolto dietro la nuca e quella specie di frangia che scende scomposta lungo la guancia li hai portati anche te per tutta l'estate, perchè hai fatto la gran cazzata di tagliare i capelli  e finchè non ti ricrescono, visto che se li tieni sciolti sei un mostro, li devi per forza tenere raccolti con quel codino e quella frangia scomposta chissà per quanto tempo ancora.
E poi quei minuscoli brillantini all'orecchio, sembrano proprio tali e quali a quelli che pure tu porti da molto tempo e non li toglie mai, nemmeno quando fai la doccia, sono per te una specie di amuleto inseparabile, quasi che  senza di loro ti sentissi persa, o nuda.
E quel vestito rosso. E' il tuo. Uguale proprio. L'hai indossato molte volte questa estate. E' stata lei, la signora del quadro a copiartelo. Ne sei certa. Il rosso è il tuo colore. Lo porti con naturalezza e disinvoltura, perche è il colore che parla di te, ti mostra come sei veramente.
E che dire di quel tavolino, quella tazza di caffè appena assaporato in piena solitudine, quel braccio appoggiato al terrazzo che sembra proprio quello di casa tua, si, quello dove ti apparti nei rari momenti che trovi per te e lasci che lo sguardo si perda tra il verde degli alberi e rincorra i tuoi sogni.
E allora  posti  quell'immagine nel tuo blog.
E la lasci parlare per te.

giovedì 31 dicembre 2020





Finalmente te ne vai, non ti reggo più.
Metti tutto in valigia e sparisci. 
Vattene miserabile.
Di te purtroppo ricorderò tutto il male che hai dispensato.
La beffa è che non potrò mai dimenticarti.
Non illuderti, anche se non ti dimenticherò, ti odierò.
Vattene 2020.
Vattene all'inferno.


 

domenica 29 novembre 2020


 













Questo è il mio vivere.
E' il mio angolo di paradiso.
E' lo spazio della mia vita, che mi vede come sono realmente.
Hanno nome, respiro, occhi, sorrisi, lacrime, etc.. queste immagini: si chiamano Cristina.
Fuori fa freddo, si, ma guarda che mattino splendido mi ha regalato questo 29 novembre, come facevo a non portarlo anche da te, caro Blog!
Si, ok, ci sono le foglie da raccogliere, ma nessuno ne ha voglia, accidenti, nemmeno i gemelli. A dire la verità sarebbe compito loro, visto che il Musone, con tutti i problemi di salute che ha, non può di certo prestare le sue braccia alla terra e al fogliame da raccogliere. Gli altri anni ho sempre dato anch'io il mio aiuto, ma quest'anno nemmeno io ne ho voglia. Chissà se il mio angolo di paradiso mi perdonerà? 

Manco da tanto tempo, lo so.
Potrei elencarti 1000 motivi, potrei nascondermi dietro 1000 giustificazioni, ma che importanza potrebbero avere? Sono qui. Come uso fare spesso in questi ultimi anni quando voglio parlarti di me: con le immagini.
Ecco vedi, quando porto da te immagini come queste, vuol dire che la serenità ha dato un calcio ai problemi della vita e mi ha preso per mano. Chiamalo niente se hai il coraggio!
Allora? Da dove partiamo?
Beh, intanto voglio assolutamente sapere come se la passano i pochi Amici, che saltuariamente sostano a prendere un caffè nel cucinino di Ad un passo dai Sogni ^.^ .
Come state? E' da molto che non vi sento. Il virus maledetto vi ha lasciato stare? Come va la vostra vita? Il vostro lavoro? Tenete botta? ( si dice così dalle mie parti, quando si è costretti a stringere i denti e non mollare). Non ci crederete, ma mi capita a volte di pensarvi. Anche se non vi conosco personalmente. Vi vien da ridere? E perchè?  Secondo me capita anche a voi di pensare a me qualche volta. E' una forma d'amicizia strana, a scatola chiusa, ma neanche tanto chiusa direi, manca solo la voce, lo sguardo, le smorfie, ma per il resto c'è tutto: i consigli, le parole di conforto, gli scherzi, le battute ironiche, i pensieri malinconici, quelli gioiosi. ^.^
Mancano gli abbracci, lo so. Ma quelli mancano anche nel reale. A me mancano tanto. Tanto davvero.
E' da febbraio che non stringo più una mano e non abbraccio più nessuno, neanche i miei figli.  E' terribile questa cosa, non trovate?  
Volete notizie mie? Ok.
Il virus mi sta girando intorno, nel senso che, al lavoro, ogni tanto devo mandare qualcuno a fare il tampone, perchè è stato a contatto con un positivo. Però finora è andata bene. 
Ma passerà questa cosa? Che dite? Passerà? Io... a volte... credo di non farcela più.
Vabbè. Dai. Venite tutti qui che ci abbracciamo forte. Tanto qui si può.
E teniamo duro. E' questo che vuole la Vita.
Ci vuole forti.
Vabbè.
Adesso però piango un pò.
Tanto dopo passa.
Ciao Amici. Smack.

lunedì 13 aprile 2020



Uno starnuto mi manda in crisi.
Un colpo di tosse mi mette il panico.
In coda al supermercato mi sento svenire.
Sono in costante preoccupazione per tutti.
Li tengo costantemente d'occhio:ti sei messo l'igienizzante nelle mani? hai il flaconcino in macchina? non l'hai finito, vero?  hai la mascherina? Hai i guanti? ti raccomando la distanza di sicurezza... giurami che stai attento... giurami giurami giurami...; mamma se tossisci mettiti il fazzoletto davanti alla bocca, quante volte te lo devo dire cazzo, quante volte quante volte quante volte??? possibile che non hai nessuna attenzione per noi, per me? ???? Non vedi io come sto attenta a tutto???
Mia madre mi cerca con gli occhi. E' quasi cieca del tutto, riesce a malapena a intravvedere la sagoma del mio corpo. Non so quanto pagherebbe per potermi guardare negli occhi, forse non mi riconosce più nemmeno lei.
Vorrei che mi dicesse una parola rassicurante, ma non l'ha mai fatto in vita sua, non ne è capace.
Non voglio diventare come lei. Devo smetterla. Hanno bisogni di una me diversa. Hanno bisogno della  me precedente.
La sto cercando anch'io. Chissà se lo capiscono che ne ho bisogno anch'io, che la sto cercando disperatamente.
Non riesco a trovarla, cazzo cazzo cazzo.... Dov'è? Torna ti prego. Torna da me splendida Cespuglietto, torna, fallo per me, fallo per loro...
Maledetto. Sei un maledetto.  Vattene. Lasciaci in pace. Viscido marciume. Te la prendi con i più fragili, con i più indifesi. Schifoso. 





... le immagini... le ho postate perchè... non  so nemmeno io perchè, o si, forse si.
L'alberello rosa è stato il primo a fiorire, e in un momento di lacrime mi ha strappato un sorriso dal sapore dolce, quasi avesse capito che avevo bisogno di un pò di dolcezza.

E l'altra immagine, perchè... mi mancano tanto gli abbracci ed ho un bisogno immenso sia di riceverli, ma anche di darli, si.
Forza Forza Forza. Dobbiamo uscirne. Si. Dobbiamo farcela. Dobbiamo.

Ho scritto a ruota libera, senza nemmeno rileggere. Non so cosa ne sia uscito, ma va bene così.

Un bacio. Da qui è possibile. Si che è possibile.
Un sorriso. Si, eccolo, voglio provarci, è sempre stato bello il mio sorriso. 

Un abbraccio forte, immenso, pieno di calore.. Anche questo da qui è possibile.
Ciao.

sabato 3 marzo 2018



Non so.
Si, insomma, non so se stavolta è il caso di scherzarci su.
No. Non lo è.
Il voto di domani ci chiede tutto fuorchè scherzi e superficialità.
Domani, quando andremo a votare, e mai come questa volta dobbiamo farlo in tanti... bisogna lasciare a casa la "pancia",  bisogna resettare tutti i loro slogan ad effetto mirato, e portarci appresso il cervello, grande o piccolo che sia.
Tra quei "signori" c'è chi è  convinto di avere già la vittoria in mano  proprio perchè confida nell' ingenua creduloneria  delle nostre menti.
Io, gioco  e sono leggera solo nei momenti di relax.
E domani non sarà così.
Domani... non possiamo permetterci di giocare. 




domenica 18 febbraio 2018





E' che... quando ti squilla il cellulare e chi ti cerca e la cugina Elle che non la senti e non la vedi da minimo quindici anni, ti viene come un sussulto e ti fai in un nanosecondo mille domande prima che lei cominci a parlare.
E' successo lunedì al Musone, anzi, in questo post lo chiamerò come un tempo, Occhi Azzurri, perchè.... perchè si, certo, perchè in questi giorni ho ritrovato il mio Occhi Azzurri, quello che in realtà è, quello che insieme ad Occhi Neri, che sarei io, forma un qualcosa di … di bello, si, di speciale . Si. Ma questo non centra niente in ciò che sto per raccontare. O forse centra. E che ne sò. Vabbè.
Comunque la telefonata della cugina Elle è stata più o meno questa:” Pronto, ciao, sono la Elle tua cugina, la figlia di B., ti ricordi? Senti, stamattina ho ricevuto una telefonata dall'ospedale, hanno ricoverato d'urgenza il cugino E. Te lo ricordi il cugino E.? Forse, chissà, aveva il mio numero di telefono sul cellulare. Comunque mi hanno detto che è gravissimo, è in rianimazione da un po' di giorni e non si è presentato ancora nessun parente per avere sue notizie. E ci credo che non si è presentato nessuno, lui non ha nessuno, è solo. “ Occhi Azzurri gli chiede se è andata lei a sentire cos'è successo. No. Lei non è ancora andata. Ha molti impegni con la famiglia,  con il lavoro, con... etc etc. . Occhi Azzurri allora taglia corto, la ringrazia di averlo avvertito, la saluta e chiude la telefonata. Poi mi chiama. E' mezzogiorno passato. Mi racconta l'accaduto. Mi dice che fa un salto in ospedale e va a chiedere notizie. Ti richiamerò appena so qualcosa, mi dice.
Io lo ricordo vagamente il cugino E. So che è un tipo solitario. Molto intelligente. Studiato, come si dice dalle nostre parti. Ma molto solo. Non l'ho mai visto con una donna, o con un amico. So che abita qui in paese, ma non so esattamente dove. Le rarissime volte che l'ho incrociato per strada ha finto di non vedermi, si è girato dall'altra parte. Non ha fratelli. Non sappiamo nemmeno che lavoro fa. Mi rendo conto solo ora che non sappiamo assolutamente niente di lui. Probabilmente non è mai stato nemmeno un attimo nei nostri pensieri. Era come non esistesse.
Occhi Azzurri mi chiama dopo circa tre ore. E'... sconvolto. Si. Lo capisco dal tono della sua voce. Mentre mi parla è ancora lì, nel parcheggio dell'ospedale, seduto in macchina. Non sa come dirmelo. Poi me lo dice. “ Cri, il cugino E. è gravissimo. Ha tentato il suicidio. Ha ingerito un mix di medicinali e li ha mandati giù con l'acido muriatico. Sono sconvolto. Mi hanno consegnato una borsetta con le sue cose... c'è anche la bottiglia dell'acido muriatico... non hanno saputo dirmi se vivrà... e se si salverà il medico mi ha detto che sarà un calvario lunghissimo e che avrà bisogno di tanta assistenza... (Mi dice che il medico gli ha fatto tante domande su E., ma che lui, a parte parlargli della sua ossessiva solitudine non ha saputo dirgli altro.) E come faccio a sapere se è mai stato in cura psichiatrica? Non so nulla di lui. Niente. Zero. Manco mi ricordavo che esisteva. Ma perchè? Ma perchè ha fatto questa cazzata? Ma perchè non ha chiesto aiuto a nessuno?”.
Occhi Azzurri in questi giorni ha contattato gli altri cugini, per informarli dell'accaduto e per vedere di organizzarsi per assisterlo. Nessuno ha dato disponibilità. Nessuno proprio. Nemmeno la sorella di Occhi Azzurri. Indifferenza totale. E' maledetta l'indifferenza. E' peggio dell'acido muriatico quando si insinua negli animi.
Ieri, io e Occhi Azzurri siamo andati in ospedale. Non era orario di visite per la sala di rianimazione, ma quando ci hanno visti hanno fatto un'eccezione e ci hanno fatto entrare. E' semi cosciente. Ci ha stupito il fatto che ci abbia riconosciuti. Con un filo di voce... ci ha chiesto dei gemelli. Come fa a sapere, a ricordarsi dei gemelli? Forse... lui sa tutto di noi... siamo noi che non sappiamo nulla di lui. Mi ha commosso questa cosa fino alle lacrime. Anche Occhi Azzurri si è commosso. Si, anche Occhi Azzurri avrà pensato la stessa cosa.
La situazione rimane gravissima.
Quando siamo usciti dall'ospedale, io e Occhi Azzurri ci tenevamo per mano. Era da tanto che non lo facevamo.
Ancora non sappiamo come, ma ciò che è certo è che il cugino E. non sarà più solo.



sabato 20 gennaio 2018


               
Del sabato mattina mi manca la sua rilassante leggerezza.
Un tempo disponevo di due giorni per rallentare i passi: il sabato e la domenica. Ma da quando mia madre non è più autosufficiente,il sabato è il giorno della settimana che le devo dedicare quasi totalmente. Mi rimane un po' di aria di libertà la domenica, ma neanche sempre.
Mi manca la passeggiata mattutina con i cani, lungo le stradine rassicuranti e tranquille della mia campagna.
Mi manca la mia ora di yoga.
Mi manca il mercatino del paese, i suoi profumi, i mille colori appesi alle bancarelle, le amiche che incontro, Francesco che, puntuale, seduto sulla sua inseparabile due ruote a motore spegne il motore e aspetta che lo spingiamo, le chiacchiere, il raccontarsi, l'ascoltarsi, le risate, il cappuccino al bar da Aldo, il negozietto della Betty, l'odore d'incenso che si respira li dentro, lo sfiorare il toccare con le mani le cianfrusaglie che vende ..., mi manca la leggerezza di quei momenti che sempre meno riesco a programmare, che poi non è neanche bello programmare... prima erano  naturali, erano le Piccole cose della mia semplice Vita che ho sempre considerato Grandi perchè mi fanno stare bene.
Mi manchi anche tu Blog. Mi manca il lasciarmi andare, il raccontarmi come all'inizio, ricordi? Comunque è rassicurante per me sapere che ci sei. Sei un angolo di vita che continuo ad amare. Sei il mio specchio. Sei la mia voce. Si. La mia voce.
Sai, uno dei prossimi post credo sarà il racconto di come ha avuto inizio la nostra avventura. Ci proverò, si. E' iniziata per caso. Ma è una bella storia.
Vabbè, adesso ti lascio. Devo tirare su mia madre dal letto, farle, il bagno, prepararle la colazione etc etc etc...
Non ti ho mai raccontato nemmeno la storia di me e mia madre.
Non è... come dire... proprio una bella storia. Ma come vedi, anche se le ferite purtroppo non si sono mai rimarginate, io ci sono. Si. Io ci sono sempre. Su di me, si può sempre contare. Magari il cuore, con lei, non è ancora del tutto aperto. Ma le braccia si. Ho braccia che, nonostante tutto sanno accogliere. Anche questo ha a che fare con l'amore, è vero? Penso di si.
Ciao.
Alla prossima.


domenica 10 dicembre 2017



Il messaggio della Telly è arrivato per primo Ma lo sapevo che sarebbe stato così.
L'Amicizia di noi cinque è sempre stata viva, spontanea, naturale e bella ma , io e la Telly, siamo quelle più legate da affetto profondo.
“ Cristy... è dolcissimo pensare che ci conosciamo da una vita e che gli anni passano ma il nostro affetto rimane immutato. Ed il merito è tuo, Cristy. E sai perchè? Perchè sei una persona che da sempre sa essere se stessa, tu Cristy, sei vera. E' questa la tua bellezza. Ti voglio un mondo di bene. Auguri Amica mia.”

Oggi fa molto freddo. Però non c'è la neve. Peccato. Ho sempre amato la neve. Ho avuto molti compleanni decorati con la neve. Era... una specie di dono speciale. Mio padre ad ogni mio compleanno mi raccontava di quanta neve c'era il giorno che sono nata, “ Padova era tutta coperta di neve, era un incanto, ed io ero l'uomo più felice del mondo perchè eri nata tu, la mia Cristina ...” mi diceva.
Oggi fa molto freddo fuori. Però nel mio Cuore sento caldo.
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Ore 16...
Teneri e soffici fiocchi di neve stanno danzando nell'aria.

Si. Sta nevicando...
Lo sapevo, si, lo sapevo che sarebbe arrivata, si....





sabato 31 dicembre 2016




(Immagine dal web)



Mio Piccolo Blog, 
eccomi qui, a consegnarti  l'ultimo post dell'anno. 
Da quando esisti, questo è un rito al quale credo di non aver mai rinunciato. 
Allora, questo 2016  sta preparando i bagagli. E' giunto all'ultima fermata. 
E' stato un anno che di disastri ne ha combinati non pochi. Ma quale anno non ne combina? La sofferenza umana è al primo posto da mò. Praticamente c'è sempre stata, solo che è molto più comodo evitare di guardarla, di ascoltarla,di tenderle una mano...  e come volevasi dimostrare anche il 2016 ha girato la testa dall'altra parte. 
Sai, la prima cosa che io mi sento di chiedere al nuovo anno che da domani andrà ad occupare il trono per 365 giorni, è di spazzare via un pò di aridità dai cuori e di allargare in maniera consistente lo spazio nelle menti. Eh si, sarebbe decisamente una buona partenza, non credi?  Quanta meno stupidità, quanta meno falsità, quanti meno imbrogli, raggiri, intortamenti, indottrinamenti, quanta meno  indifferenza, quanta meno arroganza... L'aria ormai ne è satura. Non se ne può davvero più di respirare quest'aria malsana. Io non ne posso davvero più. Basterebbe davvero poco, uno sforzo davvero minimo per migliorarsi e per migliorare il Mondo. Si. Basterebbe solo essere Brave Persone. 
E allora, io, caro 2017, ti chiedo, anzi, ti supplico, anzi, ti affido questo compito: fa che ogni essere umano, nel suo piccolo, o nel suo grande, vedi tu,  diventi una Brava Persona.  Ecco.
Detto questo, che altro vorrei dal nuovo anno?  
Beh, desidero con tutto il mio cuore che mia cugina S. superi il dramma che le si è appiccicato addosso. Il 4 gennaio dovrà iniziare il primo ciclo di chemioterapie. A Natale mi ha inviato la foto con il suo nuovo look. Ha già tagliato i suoi lunghi e riccioluti capelli, ma è bellissima lo stesso, bella da togliere il fiato, si. Osservando i suoi occhi, grandi  e neri, (le donne della mia famiglia sono fatte in serie, nonna ci ha lasciato in eredità :occhi , capelli e carattere...) ho intravvisto la sua forza, si, so che non cederà, so che ce la metterà tutta per guarire, si, si, si, perchè nelle donne della mia famiglia,  dietro l'esile corporatura, dietro la dolcezza della loro voce, si nascode un carattere e una forza da leonesse, e S. non è da meno, perchè  S. è una di noi. Ed è ancora così giovane. E' la più giovane di tutte noi. Guai a te 2017 se la tradisci. Guai a te.
E poi che altro avrei da chiedere? Mah, le solite cose che si chiede ad un anno nuovo, i soliti desideri...per i miei figli, per il mio lavoro etc etc etc, forse oltre a quelli, aggiungo anche che, vorrei avere una vita più leggera... ma chissà... forse non è ancora il momento, forse non arriverà mai quel momento, forse certi destini hanno questo compito di portar pesi e andare avanti lo stesso ...
Vabbè, magari avrò anche delle altre cose da chiedere al 2017, ma adesso non mi vengono proprio in mente. 
Ah siii, una mi è venuta in mente in questo momento^.^. Mi auguro, caro 2017, che non ti baleni l'ingrata idea di far vincere le prossime elezioni a quei fanfulla del  movimento. 
Ehm... mi è capitato di leggere I Diari di Dibba, (alcune frasi estrapolate da quel pò pò di libro che ha scritto quel gran genione dell' onorevole).  Ehm... si... davvero imbarazzante anche solo a leggerle di striscio. Insomma, caro 2017, fa che il grilloparlante ritorni nei teatri a fare il saltimbanco, che quello gli è sempre riuscito bene, fa che il casaleggino si dedichi totalmente all'azienda ereditata dal padre e che lasci in pace la politica che non è cosa per lui, per far soldi, onestamente, ci si  deve solo impegnare a diventare  bravi imprenditori senza tanti sotterfugi; e fa che i tanti del nostro popolo che si sono incaponati e  stanno credendo a questa "cosa davvero poco chiara", aprano finalmente gli occhi ed intravvedano il pericolo che questa "cosa poco chiara" potrebbe davvero causare.
Ok.  Detto questo,  lascio i miei auguri a tutti con questa frase, che non è mia, ma non importa, è così bella che la voglio offrire a tutti gli Amici che passano a leggermi:

 ”Vi auguro sogni a non finire e la voglia furiosa di realizzarne qualcuno. Vi auguro di amare ciò che si deve amare e di dimenticare ciò che si deve dimenticare. Vi auguro passioni, silenzi, canti di uccelli al risveglio e risate di bambini. Vi auguro di resistere all’affondamento, all’indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca. Vi auguro soprattutto di essere voi stessi.”
(Jacques Brel 1929 – 1978)

Un bacio e un abbraccio grande a tutti.
Buon 2017eeeeeeeeeeeeeeeeee ^.^  
Cristina

giovedì 25 agosto 2016



E' che...
quando  l'Aria è intasata da troppo Dolore, 
io ... sbatto la porta in faccia alle parole,
e mi isolo dentro le grida silenziose del mio animo.
All'improvviso, tutto mi sembra inutile. 
Tutto, si. Anche tu blog.
Si. Certo.
Anche tu.



martedì 1 dicembre 2015



Che poi, ancora mi è difficile credere sia successo veramente, in fondo... divulgare bufale per prendere in giro il prossimo e sghignazzarci sopra è diventato normale per gli ebeti di turno.
Ma se la cosa è vera, cara Cloe, l’hai combinata davvero grossa.
Non perché di punto in bianco sei diventata Cloe, anzi, benvenuta nel  fantastico mondo.  Essere nata Donna,  è la prima cosa  bella che la Vita mi ha regalato.  Mio padre mi raccontava sempre che quando sono venuta alla luce, si mise a correre per i corridoi della clinica gridando a tutti: “ sono  un padre fortunatoooo,  è una femminaaaaaaaaaaaa , sono fortunatooooooooo”. Credo di capire quanta sofferenza hai dovuto subire nel vivere in un corpo che non ti apparteneva.
Ciò che mi è davvero difficile capire è il modo in cui hai deciso, solo ora,  di portare a conoscenza la tua femminilità.   Il metodo, se mi consenti, è assai discutibile. Decidere di farlo dopo aver raggiunto l’obbiettivo di un posto di lavoro stabile e sicuro, è stato...decisamente cinico. Si.
Ma parliamo di loro, che sono la cosa più importante.
Loro si.  Quella ventina  o forse più di Semi piantati da poco sulla terra, che pian pianino stanno germogliando, e che per germogliare, per crescere  come si deve, hanno bisogno  di terreno sano, fertile, non inquinato,  di Loro, si,  che hanno dovuto subire la tua mancanza di onestà, tatto e sentimento.
Tu Cloe,  hai dato a quei  ragazzi una pessima lezione di Vita, hai insegnato loro che, nella Vita, si può lottare e andare avanti a testa alta subito dopo aver ottenuto qualcosa in cambio, e non prima...
Mi chiedo che maestra di Vita potrai mai essere.
Quel posto di lavoro sicuro che ora ti permette tranquillamente di accavallare le gambe dietro una cattedra, non sono del tutto sicura spetti a Te.


domenica 20 settembre 2015




Questa settimana, al lavoro, mi sono sentita  sola contro tutti.
Sto malissimo “”dentro”, sapendo che non mi sopportano per ciò che, guardandoli in faccia uno ad uno, ho detto loro.
Ed è  deludente, molto sconfortante, si,  che, invece di discutere, dare spiegazioni, dire le proprie ragioni, provare a dare altre interpretazioni, abbiano  pensato bene, dipendenti e socio compreso, di isolarmi.
Ma io devo andare avanti lo stesso facendo finta che il loro atteggiamento non mi sfiori nemmeno di striscio.
Guai se faccio  trasparire  anche un minimo  accenno di dolore. Sarebbe la fine.
Se solo avessero un briciolo di coscienza, e forse  anche un pochino  in  più di intelligenza, dovrebbero ringraziarmi  per come sono, anche quando, come in questo caso, ho dovuto essere: diretta, graffiante e odiosa, si insomma, una gran rompicoglioni, lo so.  Ma a fin di bene.
Peccato non l’abbiano capito.
Avrei voluto che, invece di  pesare le parole, le avessero analizzate e si fossero soffermati nei significati. Ma evidentemente alzare un muro risultava decisamente più facile.
Accidenti...vorrei che si  fidassero di me.
Ma  perchè per noi donne, arrivare ad ottenere degli obbiettivi con risultati soddisfacenti  nel lavoro  è sempre  così dannatamente complicato e difficile...???
 

mercoledì 3 giugno 2015

Si impara a tacere con gli anni...





Non c'è parola  più certa di un'altra.
S'impara a tacere con gli anni,
anche se sembra che parliamo.

Si nasce senza parole
e con tutte le parole distrutte ce ne andiamo.

E tuttavia,
nonostante vivere significhi ammutolire,
esiste un piacere primordiale nel silenzio,
che giustifica tutti i silenzi.

Javier Vicedo Alòs


martedì 28 aprile 2015



Non so nemmeno io perchè sono qui, a quest'ora.
Alle 15 ho un appuntamento con un cliente e mi ci vorrà mezz'ora buona per arrivarci.
Entro giovedì, devo prendere una decisione importante nell'ambito lavorativo, e non so ancora che fare. O meglio, io saprei già che fare, ma non so se sia la decisione giusta. Ho molti dubbi in merito. Le possibilità sono due: dar retta a ciò che mi dice la testa, o scansarla ed ascoltare il cuore. La testa dice: NO. Il cuore invece dice SI.  Ai bordi di quel NO e di quel SI, ci sta il destino di un mio collaboratore, che credo.... nell'attesa... stia vivendo ore d'inferno.
Ma perchè la vita deve essere sempre così dannatamente complicata?
Non ne posso  più.
Davvero. 





sabato 21 febbraio 2015





Il cielo oggi  è pieno di tristezza, come volesse adattarsi,  per non disturbare il mio animo,  che  sente dolore, ma anche  rabbia, impotenza, incredulità, sconforto,  e forse tanto altro ancora che non so dire… , perché la piccola Emma  doveva incontrare   il primo giorno di luce  di questa nostra vita, verso la metà del prossimo mese, e tutti l’attendevamo con  impazienza e tanta, davvero tanta  e immensa gioia…   e tutto era già pronto: la sua cameretta, il suo passeggino, i suoi abitini…  tutto… si tutto… , la sua mamma e il suo papà avevano già provveduto a tutto…  c’era da aspettare solo Lei, e ormai mancava poco, si,...poco..., ma ieri  il suo cuoricino ha cessato di battere, così, all’improvviso…  a neanche un mese dalla luce…
Mia nipote  adesso è in sala parto  che grida di dolore, perché il suo Piccolo Tesoro  dovrà comunque nascere con parto naturale...  e poi…la stringerà tra le sue braccia solo per pochi attimi… si... per pochi attimi...
Perché la vita è così crudele? Perchè? Perchè?