Gocce di Pensieri
domenica 28 luglio 2024
domenica 6 novembre 2022
domenica 24 aprile 2022
Sai quante teste di ca..o rimarrebbero delle misere nullità!
domenica 12 settembre 2021
E allora posti quell'immagine nel tuo blog.
E la lasci parlare per te.
giovedì 31 dicembre 2020
domenica 29 novembre 2020
Questo è il mio vivere.
E' il mio angolo di paradiso.
E' lo spazio della mia vita, che mi vede come sono realmente.
Hanno nome, respiro, occhi, sorrisi, lacrime, etc.. queste immagini: si chiamano Cristina.
Fuori fa freddo, si, ma guarda che mattino splendido mi ha regalato questo 29 novembre, come facevo a non portarlo anche da te, caro Blog!
Si, ok, ci sono le foglie da raccogliere, ma nessuno ne ha voglia, accidenti, nemmeno i gemelli. A dire la verità sarebbe compito loro, visto che il Musone, con tutti i problemi di salute che ha, non può di certo prestare le sue braccia alla terra e al fogliame da raccogliere. Gli altri anni ho sempre dato anch'io il mio aiuto, ma quest'anno nemmeno io ne ho voglia. Chissà se il mio angolo di paradiso mi perdonerà?
Manco da tanto tempo, lo so.
Potrei elencarti 1000 motivi, potrei nascondermi dietro 1000 giustificazioni, ma che importanza potrebbero avere? Sono qui. Come uso fare spesso in questi ultimi anni quando voglio parlarti di me: con le immagini.
Ecco vedi, quando porto da te immagini come queste, vuol dire che la serenità ha dato un calcio ai problemi della vita e mi ha preso per mano. Chiamalo niente se hai il coraggio!
Allora? Da dove partiamo?
Beh, intanto voglio assolutamente sapere come se la passano i pochi Amici, che saltuariamente sostano a prendere un caffè nel cucinino di Ad un passo dai Sogni ^.^ .
Come state? E' da molto che non vi sento. Il virus maledetto vi ha lasciato stare? Come va la vostra vita? Il vostro lavoro? Tenete botta? ( si dice così dalle mie parti, quando si è costretti a stringere i denti e non mollare). Non ci crederete, ma mi capita a volte di pensarvi. Anche se non vi conosco personalmente. Vi vien da ridere? E perchè? Secondo me capita anche a voi di pensare a me qualche volta. E' una forma d'amicizia strana, a scatola chiusa, ma neanche tanto chiusa direi, manca solo la voce, lo sguardo, le smorfie, ma per il resto c'è tutto: i consigli, le parole di conforto, gli scherzi, le battute ironiche, i pensieri malinconici, quelli gioiosi. ^.^
Mancano gli abbracci, lo so. Ma quelli mancano anche nel reale. A me mancano tanto. Tanto davvero.
E' da febbraio che non stringo più una mano e non abbraccio più nessuno, neanche i miei figli. E' terribile questa cosa, non trovate?
Volete notizie mie? Ok.
Il virus mi sta girando intorno, nel senso che, al lavoro, ogni tanto devo mandare qualcuno a fare il tampone, perchè è stato a contatto con un positivo. Però finora è andata bene.
Ma passerà questa cosa? Che dite? Passerà? Io... a volte... credo di non farcela più.
Vabbè. Dai. Venite tutti qui che ci abbracciamo forte. Tanto qui si può.
E teniamo duro. E' questo che vuole la Vita.
Ci vuole forti.
Vabbè.
Adesso però piango un pò.
Tanto dopo passa.
Ciao Amici. Smack.
lunedì 13 aprile 2020
Un colpo di tosse mi mette il panico.
In coda al supermercato mi sento svenire.
Sono in costante preoccupazione per tutti.
Li tengo costantemente d'occhio:ti sei messo l'igienizzante nelle mani? hai il flaconcino in macchina? non l'hai finito, vero? hai la mascherina? Hai i guanti? ti raccomando la distanza di sicurezza... giurami che stai attento... giurami giurami giurami...; mamma se tossisci mettiti il fazzoletto davanti alla bocca, quante volte te lo devo dire cazzo, quante volte quante volte quante volte??? possibile che non hai nessuna attenzione per noi, per me? ???? Non vedi io come sto attenta a tutto???
Mia madre mi cerca con gli occhi. E' quasi cieca del tutto, riesce a malapena a intravvedere la sagoma del mio corpo. Non so quanto pagherebbe per potermi guardare negli occhi, forse non mi riconosce più nemmeno lei.
Vorrei che mi dicesse una parola rassicurante, ma non l'ha mai fatto in vita sua, non ne è capace.
Non voglio diventare come lei. Devo smetterla. Hanno bisogni di una me diversa. Hanno bisogno della me precedente.
La sto cercando anch'io. Chissà se lo capiscono che ne ho bisogno anch'io, che la sto cercando disperatamente.
Non riesco a trovarla, cazzo cazzo cazzo.... Dov'è? Torna ti prego. Torna da me splendida Cespuglietto, torna, fallo per me, fallo per loro...
Maledetto. Sei un maledetto. Vattene. Lasciaci in pace. Viscido marciume. Te la prendi con i più fragili, con i più indifesi. Schifoso.
... le immagini... le ho postate perchè... non so nemmeno io perchè, o si, forse si.
L'alberello rosa è stato il primo a fiorire, e in un momento di lacrime mi ha strappato un sorriso dal sapore dolce, quasi avesse capito che avevo bisogno di un pò di dolcezza.
E l'altra immagine, perchè... mi mancano tanto gli abbracci ed ho un bisogno immenso sia di riceverli, ma anche di darli, si.
Forza Forza Forza. Dobbiamo uscirne. Si. Dobbiamo farcela. Dobbiamo.
Ho scritto a ruota libera, senza nemmeno rileggere. Non so cosa ne sia uscito, ma va bene così.
Un bacio. Da qui è possibile. Si che è possibile.
Un sorriso. Si, eccolo, voglio provarci, è sempre stato bello il mio sorriso.
Un abbraccio forte, immenso, pieno di calore.. Anche questo da qui è possibile.
Ciao.
sabato 3 marzo 2018
Si, insomma, non so se stavolta è il caso di scherzarci su.
No. Non lo è.
Il voto di domani ci chiede tutto fuorchè scherzi e superficialità.
Domani, quando andremo a votare, e mai come questa volta dobbiamo farlo in tanti... bisogna lasciare a casa la "pancia", bisogna resettare tutti i loro slogan ad effetto mirato, e portarci appresso il cervello, grande o piccolo che sia.
Tra quei "signori" c'è chi è convinto di avere già la vittoria in mano proprio perchè confida nell' ingenua creduloneria delle nostre menti.
Io, gioco e sono leggera solo nei momenti di relax.
E domani non sarà così.
Domani... non possiamo permetterci di giocare.
domenica 18 febbraio 2018
E' successo lunedì al Musone, anzi, in questo post lo chiamerò come un tempo, Occhi Azzurri, perchè.... perchè si, certo, perchè in questi giorni ho ritrovato il mio Occhi Azzurri, quello che in realtà è, quello che insieme ad Occhi Neri, che sarei io, forma un qualcosa di … di bello, si, di speciale . Si. Ma questo non centra niente in ciò che sto per raccontare. O forse centra. E che ne sò. Vabbè.
Io lo ricordo vagamente il cugino E. So che è un tipo solitario. Molto intelligente. Studiato, come si dice dalle nostre parti. Ma molto solo. Non l'ho mai visto con una donna, o con un amico. So che abita qui in paese, ma non so esattamente dove. Le rarissime volte che l'ho incrociato per strada ha finto di non vedermi, si è girato dall'altra parte. Non ha fratelli. Non sappiamo nemmeno che lavoro fa. Mi rendo conto solo ora che non sappiamo assolutamente niente di lui. Probabilmente non è mai stato nemmeno un attimo nei nostri pensieri. Era come non esistesse.
Occhi Azzurri mi chiama dopo circa tre ore. E'... sconvolto. Si. Lo capisco dal tono della sua voce. Mentre mi parla è ancora lì, nel parcheggio dell'ospedale, seduto in macchina. Non sa come dirmelo. Poi me lo dice. “ Cri, il cugino E. è gravissimo. Ha tentato il suicidio. Ha ingerito un mix di medicinali e li ha mandati giù con l'acido muriatico. Sono sconvolto. Mi hanno consegnato una borsetta con le sue cose... c'è anche la bottiglia dell'acido muriatico... non hanno saputo dirmi se vivrà... e se si salverà il medico mi ha detto che sarà un calvario lunghissimo e che avrà bisogno di tanta assistenza... (Mi dice che il medico gli ha fatto tante domande su E., ma che lui, a parte parlargli della sua ossessiva solitudine non ha saputo dirgli altro.) E come faccio a sapere se è mai stato in cura psichiatrica? Non so nulla di lui. Niente. Zero. Manco mi ricordavo che esisteva. Ma perchè? Ma perchè ha fatto questa cazzata? Ma perchè non ha chiesto aiuto a nessuno?”.
Occhi Azzurri in questi giorni ha contattato gli altri cugini, per informarli dell'accaduto e per vedere di organizzarsi per assisterlo. Nessuno ha dato disponibilità. Nessuno proprio. Nemmeno la sorella di Occhi Azzurri. Indifferenza totale. E' maledetta l'indifferenza. E' peggio dell'acido muriatico quando si insinua negli animi.
Ieri, io e Occhi Azzurri siamo andati in ospedale. Non era orario di visite per la sala di rianimazione, ma quando ci hanno visti hanno fatto un'eccezione e ci hanno fatto entrare. E' semi cosciente. Ci ha stupito il fatto che ci abbia riconosciuti. Con un filo di voce... ci ha chiesto dei gemelli. Come fa a sapere, a ricordarsi dei gemelli? Forse... lui sa tutto di noi... siamo noi che non sappiamo nulla di lui. Mi ha commosso questa cosa fino alle lacrime. Anche Occhi Azzurri si è commosso. Si, anche Occhi Azzurri avrà pensato la stessa cosa.
La situazione rimane gravissima.
Quando siamo usciti dall'ospedale, io e Occhi Azzurri ci tenevamo per mano. Era da tanto che non lo facevamo.
Ancora non sappiamo come, ma ciò che è certo è che il cugino E. non sarà più solo.
sabato 20 gennaio 2018
Un tempo disponevo di due giorni per rallentare i passi: il sabato e la domenica. Ma da quando mia madre non è più autosufficiente,il sabato è il giorno della settimana che le devo dedicare quasi totalmente. Mi rimane un po' di aria di libertà la domenica, ma neanche sempre.
Mi manca la passeggiata mattutina con i cani, lungo le stradine rassicuranti e tranquille della mia campagna.
Mi manca il mercatino del paese, i suoi profumi, i mille colori appesi alle bancarelle, le amiche che incontro, Francesco che, puntuale, seduto sulla sua inseparabile due ruote a motore spegne il motore e aspetta che lo spingiamo, le chiacchiere, il raccontarsi, l'ascoltarsi, le risate, il cappuccino al bar da Aldo, il negozietto della Betty, l'odore d'incenso che si respira li dentro, lo sfiorare il toccare con le mani le cianfrusaglie che vende ..., mi manca la leggerezza di quei momenti che sempre meno riesco a programmare, che poi non è neanche bello programmare... prima erano naturali, erano le Piccole cose della mia semplice Vita che ho sempre considerato Grandi perchè mi fanno stare bene.
Mi manchi anche tu Blog. Mi manca il lasciarmi andare, il raccontarmi come all'inizio, ricordi? Comunque è rassicurante per me sapere che ci sei. Sei un angolo di vita che continuo ad amare. Sei il mio specchio. Sei la mia voce. Si. La mia voce.
Sai, uno dei prossimi post credo sarà il racconto di come ha avuto inizio la nostra avventura. Ci proverò, si. E' iniziata per caso. Ma è una bella storia.
Vabbè, adesso ti lascio. Devo tirare su mia madre dal letto, farle, il bagno, prepararle la colazione etc etc etc...
Non ti ho mai raccontato nemmeno la storia di me e mia madre.
Non è... come dire... proprio una bella storia. Ma come vedi, anche se le ferite purtroppo non si sono mai rimarginate, io ci sono. Si. Io ci sono sempre. Su di me, si può sempre contare. Magari il cuore, con lei, non è ancora del tutto aperto. Ma le braccia si. Ho braccia che, nonostante tutto sanno accogliere. Anche questo ha a che fare con l'amore, è vero? Penso di si.
Ciao.
sabato 6 gennaio 2018
domenica 10 dicembre 2017
L'Amicizia di noi cinque è sempre stata viva, spontanea, naturale e bella ma , io e la Telly, siamo quelle più legate da affetto profondo.
“ Cristy... è dolcissimo pensare che ci conosciamo da una vita e che gli anni passano ma il nostro affetto rimane immutato. Ed il merito è tuo, Cristy. E sai perchè? Perchè sei una persona che da sempre sa essere se stessa, tu Cristy, sei vera. E' questa la tua bellezza. Ti voglio un mondo di bene. Auguri Amica mia.”
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Ore 16...
Teneri e soffici fiocchi di neve stanno danzando nell'aria.
Si. Sta nevicando...
Lo sapevo, si, lo sapevo che sarebbe arrivata, si....
sabato 31 dicembre 2016
(Jacques Brel 1929 – 1978)
giovedì 25 agosto 2016
martedì 1 dicembre 2015
Ma se la cosa è vera, cara Cloe, l’hai combinata davvero grossa.
Non perché di punto in bianco sei diventata Cloe, anzi, benvenuta nel fantastico mondo. Essere nata Donna, è la prima cosa bella che la Vita mi ha regalato. Mio padre mi raccontava sempre che quando sono venuta alla luce, si mise a correre per i corridoi della clinica gridando a tutti: “ sono un padre fortunatoooo, è una femminaaaaaaaaaaaa , sono fortunatooooooooo”. Credo di capire quanta sofferenza hai dovuto subire nel vivere in un corpo che non ti apparteneva.
Ciò che mi è davvero difficile capire è il modo in cui hai deciso, solo ora, di portare a conoscenza la tua femminilità. Il metodo, se mi consenti, è assai discutibile. Decidere di farlo dopo aver raggiunto l’obbiettivo di un posto di lavoro stabile e sicuro, è stato...decisamente cinico. Si.
Ma parliamo di loro, che sono la cosa più importante.
Loro si. Quella ventina o forse più di Semi piantati da poco sulla terra, che pian pianino stanno germogliando, e che per germogliare, per crescere come si deve, hanno bisogno di terreno sano, fertile, non inquinato, di Loro, si, che hanno dovuto subire la tua mancanza di onestà, tatto e sentimento.
Tu Cloe, hai dato a quei ragazzi una pessima lezione di Vita, hai insegnato loro che, nella Vita, si può lottare e andare avanti a testa alta subito dopo aver ottenuto qualcosa in cambio, e non prima...
Mi chiedo che maestra di Vita potrai mai essere.
Quel posto di lavoro sicuro che ora ti permette tranquillamente di accavallare le gambe dietro una cattedra, non sono del tutto sicura spetti a Te.
domenica 20 settembre 2015
Sto malissimo “”dentro”, sapendo che non mi sopportano per ciò che, guardandoli in faccia uno ad uno, ho detto loro.
Ed è deludente, molto sconfortante, si, che, invece di discutere, dare spiegazioni, dire le proprie ragioni, provare a dare altre interpretazioni, abbiano pensato bene, dipendenti e socio compreso, di isolarmi.
Ma io devo andare avanti lo stesso facendo finta che il loro atteggiamento non mi sfiori nemmeno di striscio.
Guai se faccio trasparire anche un minimo accenno di dolore. Sarebbe la fine.
Se solo avessero un briciolo di coscienza, e forse anche un pochino in più di intelligenza, dovrebbero ringraziarmi per come sono, anche quando, come in questo caso, ho dovuto essere: diretta, graffiante e odiosa, si insomma, una gran rompicoglioni, lo so. Ma a fin di bene.
Peccato non l’abbiano capito.
Avrei voluto che, invece di pesare le parole, le avessero analizzate e si fossero soffermati nei significati. Ma evidentemente alzare un muro risultava decisamente più facile.
Accidenti...vorrei che si fidassero di me.
Ma perchè per noi donne, arrivare ad ottenere degli obbiettivi con risultati soddisfacenti nel lavoro è sempre così dannatamente complicato e difficile...???
mercoledì 3 giugno 2015
Si impara a tacere con gli anni...
martedì 28 aprile 2015
Entro giovedì, devo prendere una decisione importante nell'ambito lavorativo, e non so ancora che fare. O meglio, io saprei già che fare, ma non so se sia la decisione giusta. Ho molti dubbi in merito. Le possibilità sono due: dar retta a ciò che mi dice la testa, o scansarla ed ascoltare il cuore. La testa dice: NO. Il cuore invece dice SI. Ai bordi di quel NO e di quel SI, ci sta il destino di un mio collaboratore, che credo.... nell'attesa... stia vivendo ore d'inferno.
Ma perchè la vita deve essere sempre così dannatamente complicata?
Non ne posso più.
Davvero.
sabato 21 febbraio 2015
Mia nipote adesso è in sala parto che grida di dolore, perché il suo Piccolo Tesoro dovrà comunque nascere con parto naturale... e poi…la stringerà tra le sue braccia solo per pochi attimi… si... per pochi attimi...
Perché la vita è così crudele? Perchè? Perchè?



















