lunedì 17 agosto 2020



(immagine trovata nel web)


Se potessi rinascere vorrei rinascere Vento .
Vento leggero, che mantenesse solo due ricordi della vita precedente : la non invadenza e alcuni tratti di dolcezza, ma che fosse assolutamente libero, libero di andare, senza voltarsi mai indietro.

domenica 2 agosto 2020



... in effetti, a pensarci bene, mi sentivo osservata.
Già nel reparto  frigo, mentre stavo facendo scorta dello yogurt, c'erano un ragazzo e una ragazza, lui alto e magro con la barbetta stile capretta, lei pure alta e magra da fare invidia con un pantaloncino corto bordo chiappa e capelli corti tinti di rosa che, mentre si consultavano su che marca di feta prendere mi osservavano e poi si bisbigliavano qualcosa all'orecchio con mezzo sorrisino da ebeti.
Poi, il ragazzo al banco degli affettati, mentre mi incartava i due etti di prosciutto cotto Melograno che a me piace tanto, e l'etto e mezzo di roast beef, puntava gli occhi verso di me  dal collo in giù.
Che se avessi incontrato la signora Giuliana al solito posto, perchè io e la signora Giuliana abbiamo il nostro punto di ritrovo nel reparto frutta e verdura, e mentre scegliamo le pesche , le mele, il sedano, le zucchine, le carote, l'ananas etc etc etc, ci raccontiamo del più e del meno e lei non manca mai di consigliarmi qualche riccettina,che immancabilmente poi dimentico, ma che a me piace tanto ascoltare e farmi vedere interessata, perchè la signora Giuliana è davvero un mito, e comunque, se l'avessi incontrata appunto, lei me l'avrebbe sicuramente detto. Figurati se non me l'avrebbe detto! Già me l'immagino il modo: " Ma dove vai in giro in quelle condizioni? Ma non ti vergogni?" Ma ieri,non c'era nemmeno la signora Giuliana. Ieri, mi sa, erano tutti al mare, o barricati in casa con il condizionatore acceso a tutta manetta.
E', che io adoro fare la spesa nel piccolo supermercato che abbiamo in paese, perchè  è  a misura  d'uomo e poi ci conosciamo tutti, ed è più il tempo che trascorriamo a salutarci l'uno con l'altro e a raccontarci qualcosa del nostro vivere quotidiano anche ad un metro di distanza e con la mascherina indosso, che non quello che impieghiamo a fare la scorta della spesa.
Ma in questo caso,  la sfortuna, o forse no dai, un pò di fortuna l'ho pure avuta,( perchè.. accidenti... il paese è piccolo e la gente mormora), e in effetti  ieri, a parte il capretta e la sua squinzi, il salumiere, il macellaio che è il marito della mia amica Lucia, il direttore del supermercato e la cassiera, non c'era nessun'altro che avesse visto.
Ecco. Appunto. La cassiera. La Stefy.  Che mentre passava la mia spesa alla cassa, ad un certo punto mi dice qualcosa sottovoce: " Cristina, si ve..no le te..." . "Che hai detto Stefy? Non Ho capito.  E lei, sempre bisbigliando per timore  che il capretta e la squinzi sentissero: " Si ve..no le te..e".  Stefy, scusa ma davvero non ho capito che hai detto. " SI VEDONO LE TETTE, HAI CAPITO ADESSO?" Mi fermo di colpo. Mi guardo. Oh signur! Le brettelline del reggiseno si erano staccate  e i miei due  meloni, no eh, vabbè mele, no eh, e vabbè susine, si, susine, uffa, e che ci posso fare se sono due susine,  comunque erano belle di fuori, a coprirle c'era una t-shirt bianca garzata fine fine di un di un sottile e trasparente che più sottile e trasparente non si può, che si vedeva tutto, proprio tutto, tutto tutto si. Che vergogna. Io e la mia fretta. Come sempre.Se stavo attenta non succedeva. Sono arrossita. Con quel caldo bastardo ci mancava pure il rossore di fuoco. Proprio la ciliegina sulla torta è stato quel maledetto rossore.
Mi sono sistemata alla meglio.
Ho caricato le borse della spesa nel carrello.
Sono uscita più  veloce che potevo.
Mi sono recata al parcheggio.
Ho aperto il bagagliaio.
Ho depositato le borse della spesa.
Ho chiuso il bagagliaio.
Sono salita in macchina.
Ho tirato giù lo specchietto.
Mi sono guardata per qualche attimo.
E poi ho esclamato a voce alta affinchè i sedili, l'ombrello, le chiavi di casa, il telecomando del cancello e anche le borse che erano nel bagagliaio potessero sentire:" BENE CRISTINA, E ANCHE OGGI HAI FATTO LA TUA BELLA FIGURA DI M-E-R-D-A-.
Ho schiacciato il bottone.

Il motore si è subito riacceso.
Ho alzato al massimo l'aria condizionata.
E sono partita.
Direzione casa.

Buon Agosto a tutti!

E per chi è in vacanza: Buone Vacanze.
E per chi non sta bene: un abbraccio fortissimo che più forte non si può.
E per chi come me, per il momento non può fare programmi: Buona  Vita. Buoni Attimi. Buone Speranze. Buon Tutto.

Smack!

lunedì 6 luglio 2020




Da un pò di tempo, tutti i venerdì pomeriggio sono sola in ufficio.

Ogni tanto, interrompevo il lavoro che stavo facendo e con la coda dell'occhio guardavo il telefono. Possibile che non chiami nessuno? Si, è vero, adesso si lavora quasi al novanta per cento per mail, ma insomma... qualche telefonata ci vuole, ecchediamine!
Poi all'improvviso ha squillato. Non il numero fisso. Il cellulare.
Pronto?
Elisa? Sei tu Elisa? Sono la nonna.
No signora, non sono Elisa. Vedo che sbaglia spesso.
E allora chi sei tu?
Non sono tenuta a dirglielo signora. Comunque non sono Elisa, mi dispiace.
Che bella voce che hai! 
Grazie Signora!
Di dove sei? Non sei delle mie parti tu? Vero?
Eh, non credo signora. Lei dalla parlata mi sembra sarda. E' così?
Si, sono di Oristano.
Io sono di Padova, signora.
Oh Padova! La città del Santo. Che bella città. Ci sono venuta tanti anni fa, sai.
Io invece non sono mai venuta in Sardegna, purtroppo.
Ma sei bella come la tua voce?
Non credo Signora, no. Direi di no.
(Sorridiamo tutte e due.)
Che dice? Ci salutiamo?
Si. ci salutiamo che avrai da fare. Scusami se ti ho disturbata.
No signora, nessun disturbo, è stato un piacere parlare con lei, davvero.

Mi rendo conto che non le chiesto praticamente niente.
Magari lei aveva invece voglia di raccontarmi qualcosa.
Le persone anziane hanno sempre molte cose da raccontare.

Deve essere molto anziana perchè la voce era un pò tremolante.
Ma tanto so che richiamerà. Sbaglierà di nuovo a digitare il numero di Elisa.  L'ha già sbagliato cinque volte.
Cerca sempre questa Elisa che a quanto pare deve avere un numero simile al mio.
Ho trascritto il numero della chiamata sulla barra di Google.
Il prefisso è di una città della Sardegna, si.

Ed ho scoperto che il numero è di una casa di riposo per anziani.

La prossima volta che chiama le dico il mio nome.
La prossima volta che chiama le chiedo il suo nome.
La prossima volta che chiama la lascio raccontare.
La prossima volta che chiama le racconterò.

domenica 31 maggio 2020


(l' autore del dipinto è  Vladimir Volegov )


Ciao Cris, come stai?
Ciao Nair, mah, beh, intanto ti dico che ora, mentre ti sto rispondendo, tengo ben stretto tra il pollice e l'indice della mano sinistra  per evitare che cada e mi si spiaccichi sul  pantalone, un fantastico, ma che dico fantastico, un mega delizioso gelato Magnum, ricoperto di cioccolato fondente, che io adoro proprio il cioccolato fondente. E' un casino però digitare sulla tastiera solo con la mano destra. Aspetta che finisco di ingozzarmi e poi arrivo, eh!

Eccomi.
Non so che risponderti. Davvero Nair.
Vorrei dirti, come dico di solito quando qualcuno me lo chiede:"  Sto bene, grazie!", vorrei anche aggiungere il mio sorriso, che quello non manca mai dopo il sto bene grazie, ma non mi viene spontaneo, che ci posso fare!, vorrei anche allargare le braccia per poi chiuderti dentro il mio abbraccio, ma non si può, anzi si, ora che ci penso con te si può, e allora ti stringo forte, dai, si, eccoti qui, abbracciata  a me. Sei contenta? Si che lo sei. Lo so che anche tu come me ti sciogli dentro un abbraccio, si, ci stai divinamente.
La vita sta andando avanti, Nair, con le difficoltà di questo terribile momento. La Vita ci prova sempre, è brava la Vita, non molla mai, fino alla fine. Forse è per questo che io mi aggrappo a lei con tutte le mie forze.
Ho sempre tutto sotto controllo come al solito, da quel lato non è cambiato nulla, altrimenti  se non fosse così non sarei Cristina. Forse hanno ragione  i miei collaboratori in azienda a chiamarmi rottweiler. Si. Credo che non abbiano poi tutti i torti. Sono una gran rompicoglioni. E' vero.
Ho molte preoccupazioni in più di quelle che avevo tre mesi fa, Nair.  Con il lavoro è molto dura sai. Non so se ce la farò a tenere in piedi l'azienda. La prossima settimana saremo ancora in cassa integrazione perchè lavoro non ce n'è. Molti clienti non riescono a pagarmi ed hanno chiesto di spostare i pagamenti. Insomma è un gran casino. Sarà dura venirne fuori. Molto dura. 
Tu che dici Nair? Ce la farò? Tu che mi conosci bene, eh? Dimmi? Ce la potrò fare? 
Nel frattempo, il virus bastardo è sempre ancora in agguato, si nasconde ancora nei posti più impensati. Maledetto. 
Fa presto Zaia a dire che da lunedì possiamo fare a meno delle mascherine. Tanto, che je frega a lui. Ha fretta di andare a votare.  Questo gli interessa. Punto. Ma tanto lo sa che vincerà ancora lui. Di che si preoccupa? 

Quelli li, basta che abbiano un prurito sul naso che hanno subito il tampone pronto, sono iper controllati, iper coccolati, iper tutelati, iper di tutto insomma. A noi invece chi ce lo fa il tampone? Aspetta e spera.  
Tamponate quante ne vuoi. Come quel/quella deficente scostumato/a che sabato scorso al parcheggio del supermercato mi ha tamponato l'auto ma si è guardato/a bene dal segnalarmelo, ha preferito svignarsela quatto/a quatto/a. Che ghe vignesse el sgranfo! si dice dalle parti mie, che tradotto significa: Che le venisse un crampo! 
Spero che i Veneti abbiano più giudizio del nostro governatore e continuino ad usare le mascherine anche all'aperto. Dobbiamo proteggerci. Dobbiamo farlo. Dobbiamo. Dobbiamo.


Vabbè.
Ciao Nair,
grazie di avermi chiamata. Fa bene parlare di qualcosa. Di tutto. Di niente. Insomma, sentirci di tanto in tanto fa bene.
Domani, visto che non sarò in ufficio, se spunta un pò di sole faccio sicuramente un salto al mare. 
Solo per camminare lungo la riva. Per poche ore.  
Solo per ricevere un pò di pace, un pò di benessere, un pò di amore.
Il mare sa dare anche amore. Si.
Ho bisogno di lui. Davvero.

(Non so se l'ho mai fatto, ma volevo scusarmi del fatto che, in questo blog c'è sempre la musica in sottofondo. So che a qualcuno può dare fastidio e mi dispiace, ma io non ne posso davvero fare a meno. La musica è un tutt'uno con me. Non possiamo separarci. E' anche Lei la mia voce. Ci vogliamo davvero molto bene. Anzi, ci amiamo.)

domenica 17 maggio 2020



«Quando inizio un concerto io dico sempre ciao! È una parola bellissima!».


Vuoi sapere come mi sento, Ezio? Più orfana.
Si. E' così che mi sento.
Ciao Ezio.
Ciao.
Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao. Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao. Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao. Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao. Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.Ciao.
Ciao all'infinito, Ezio.

lunedì 13 aprile 2020



Uno starnuto mi manda in crisi.
Un colpo di tosse mi mette il panico.
In coda al supermercato mi sento svenire.
Sono in costante preoccupazione per tutti.
Li tengo costantemente d'occhio:ti sei messo l'igienizzante nelle mani? hai il flaconcino in macchina? non l'hai finito, vero?  hai la mascherina? Hai i guanti? ti raccomando la distanza di sicurezza... giurami che stai attento... giurami giurami giurami...; mamma se tossisci mettiti il fazzoletto davanti alla bocca, quante volte te lo devo dire cazzo, quante volte quante volte quante volte??? possibile che non hai nessuna attenzione per noi, per me? ???? Non vedi io come sto attenta a tutto???
Mia madre mi cerca con gli occhi. E' quasi cieca del tutto, riesce a malapena a intravvedere la sagoma del mio corpo. Non so quanto pagherebbe per potermi guardare negli occhi, forse non mi riconosce più nemmeno lei.
Vorrei che mi dicesse una parola rassicurante, ma non l'ha mai fatto in vita sua, non ne è capace.
Non voglio diventare come lei. Devo smetterla. Hanno bisogni di una me diversa. Hanno bisogno della  me precedente.
La sto cercando anch'io. Chissà se lo capiscono che ne ho bisogno anch'io, che la sto cercando disperatamente.
Non riesco a trovarla, cazzo cazzo cazzo.... Dov'è? Torna ti prego. Torna da me splendida Cespuglietto, torna, fallo per me, fallo per loro...
Maledetto. Sei un maledetto.  Vattene. Lasciaci in pace. Viscido marciume. Te la prendi con i più fragili, con i più indifesi. Schifoso. 





... le immagini... le ho postate perchè... non  so nemmeno io perchè, o si, forse si.
L'alberello rosa è stato il primo a fiorire, e in un momento di lacrime mi ha strappato un sorriso dal sapore dolce, quasi avesse capito che avevo bisogno di un pò di dolcezza.

E l'altra immagine, perchè... mi mancano tanto gli abbracci ed ho un bisogno immenso sia di riceverli, ma anche di darli, si.
Forza Forza Forza. Dobbiamo uscirne. Si. Dobbiamo farcela. Dobbiamo.

Ho scritto a ruota libera, senza nemmeno rileggere. Non so cosa ne sia uscito, ma va bene così.

Un bacio. Da qui è possibile. Si che è possibile.
Un sorriso. Si, eccolo, voglio provarci, è sempre stato bello il mio sorriso. 

Un abbraccio forte, immenso, pieno di calore.. Anche questo da qui è possibile.
Ciao.

domenica 2 febbraio 2020


"La Ragazza con la treccia" dipinto di Anna Kappler


E' un dipinto che ha qualcosa di me.
La treccia.
L'ho portata per molti anni.
Da bambina.
Da ragazza.
Da giovane donna.
Anche da donna matura.
Si. A volte non resisto.
Porto le mani dietro la nuca e intreccio i capelli.
E' come una necessità.
Un modo per ritrovarmi.
Un modo semplice per volermi bene. 

giovedì 19 dicembre 2019



Otto post in un anno sono pochini. Lo so.
Cerco di convincermi che va bene così.
Ma in cuor mio lo so che non è così.
Non voglio spegnerti.
Credevo di volerlo, ma credevo sbagliato.
Potrei giustificarmi. E' stato un anno duro, faticoso.
A te non frega niente. Lo so. Tu vivi se ti parlo, altrimenti piano piano muori.
Voglio ancora che tu viva di me.
Ma tu devi fare qualcosa.
Pretendimi.
Riprendimi.

Riaccendimi.
Liberami. Si. Liberami. Ti prego. Liberami.
Sono quasi le due di notte.
Ho sempre fatto tardi con te. Ma non così tardi.

Vado a nanna blog.
 Ciao.


sabato 9 novembre 2019




Ma cosa sta succedendo a questa nostra Nazione?
Ma come possiamo non accorgerci che la stiamo distruggendo?
Ma come abbiamo potuto pietrificare le nostre menti?
Ma perchè preferiamo l'odio all'amore?
Ma perchè siamo diventati così miseri, così indifferenti, così ignoranti, così stupidamente cattivi ?
Ma perchè la nostra storia non ci ha insegnato niente?
Ma perchè non ci fermiamo un attimo a pensare?
Ma perchè non proviamo a fare un passo indietro?
Ma perchè non ci proviamo? Si. Perchè?

lunedì 14 ottobre 2019




Imparare ad essere una donna

di  Fiorella Mannoia



A mani nude, a piedi scalzi
Affrontare la vita sul campo e mai dagli spalti
Senza risparmi
Andando sempre comunque avanti
E niente è mai sicuro
E quando hai più passato che futuro
Sai che hai imparato dagli altri anche i peggiori sbagli
Per giorni, mesi, anni
Ma ancora mi commuovo
Per un bacio lontano, una foto ricordo
Per la notte che piano ridiventa giorno
Ogni emozione mi attraversa il respiro
E piango di gioia oppure senza motivo
Ci sono giorni in cui vorrei sparire
E altri che la felicità non ha una fine
Ogni emozione mi attraversa il respiro
E rido di gioia oppure senza motivo
Convinta che alla fine tutto torna
Con il peso e la bellezza di imparare
Ad essere una donna
E camminare sui vetri rotti
Di mille scelte sbagliate da bruciare gli occhi
E nonostante i colpi
Non dare peso alle ragioni, ai torti
E ancora mi commuovo
Ogni volta che aspetto la primavera
Quando incrocio lo sguardo di una persona vera
Ogni emozione mi attraversa il respiro
E piango di gioia oppure senza motivo
Ci sono giorni in cui vorrei sparire
Altri che la felicità non ha una fine
Ogni emozione mi attraversa il respiro
E rido di gioia oppure senza motivo
Convinta che alla fine tutto torna
Con il peso e la bellezza di imparare
Ad essere una donna
Ogni emozione mi attraversa il respiro
E rido di gioia oppure senza motivo
Convinta che alla fine tutto torna
Con il peso e la bellezza di imparare
Ad essere una donna
Una donna

sabato 31 agosto 2019




Ho Pensieri di cemento
Sono rigidi, chiusi,arrabbiati,delusi
Sono...
Privi di armonia

Privi di speranza
Privi di fiducia
Privi di dolcezza

Sono...
Privi di me

Nair

sabato 20 luglio 2019




Poesia di Alda Merini


Mi piace il verbo sentire…
Sentire il rumore del mare,
sentirne l’odore.
Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra,
sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco.
Sentire l’odore di chi ami,
sentirne la voce
e sentirlo col cuore.
Sentire è il verbo delle emozioni,
ci si sdraia sulla schiena del mondo
e si sente…


sabato 6 luglio 2019





Ciao Blog,
oggi aggiungo al mio timido e riservato respiro un po' di parole.
Ogni tanto sento il bisogno di farti sentire la mia voce. Così, tanto per non farmi dimenticare. Così, tanto per farti capire che non ti dimentico.
Da un mese abbondante ormai, sto combattendo con un virus dolorosissimo: l'herpes zoster, il famoso fuoco di sant'Antonio per intenderci, almeno qui da noi in Veneto lo chiamiamo così, ed è nel vero senso della parola una tortura. Il medico mi ha detto che uno dei motivi per cui esplode potrebbe essere lo stress, e se è così non mi meraviglio, anzi, lo sentivo nell'aria che qualcosa mi sarebbe capitato per colpa dello stress. E dai e dai e dai e dai... prima o poi se non lo fa la mente ci pensa l'organismo a dire stop, alt, fermata a richiesta, fermati altrimenti fai peggio... e così via. Comunque non lo auguro a nessuno. E' troppo doloroso.. Maledettamente doloroso. A me è uscito sotto il seno destro e sulla schiena sempre dalla parte destra. Non l'ho mai digerita la “destra”. Mi ha sempre schifato. Evidentemente, a modo suo, ha trovato modo di farmela pagare. Un modo subdolo e cattivo. Tipico della “destra”.
No, tranquillo, non la butto in politica, non ne ho voglia, magari più avanti, quando avrò meno tormento, quando avrò meno dolore, quando sarò più calma e lucida. Perchè con questa bestia addosso e con questo caldo torrido è un'impresa anche essere lucidi.
Il medico mi ha detto che sarà una cosa lunga. Potrebbe durare mesi. 
Un'estate rovinata.  Mi era rimasta solo lei ad accarezzare il mio animo stanco, preoccupato, angosciato... e niente, devo rinunciare pure a lei. Non potrò azzardarmi a farmi baciare dal sole, il mare potrò respirarlo magari di sera, quando il sole si ritirerà nelle sue stanze ed apparirà la luna. Credo che piangerò molto. Ma. Non so. Vedremo. 
Ti piacciono quei gabbiani che volano spensierati tra l'azzurro del cielo e del mare?
A me tanto.
Vorrei essere uno di loro.
Davvero.
Lo vorrei tanto.






sabato 11 maggio 2019



Non mi piacciono questi due. Proprio per niente.
E poi si sapeva sin dall'inizio che il marpione si sarebbe mangiato il ragazzino in un boccone.
Un ragazzino che, non ha studi, non ha cultura, non ha esperienza in alcun campo lavorativo e professionale, ma ha solo una bocca piena di parole. Tante parole. Si. Quelle. E basta.
Il marpione invece, ha una gavetta alle spalle che sfido chiunque ad averla come lui. Mai lavorato in vita sua pure lui, ma in quanto ad occupare poltrone credo ce ne siano una sfilza che se ne perdono i conti. La sa lunga lui sul come intortare le menti. Si. Perchè anche lui si fa largo a suon di parole, eh! Parole parole parole. Oddio quante ne dice! Si. Tante ne dice. Che poi non sono nemmeno tante. Non ha un vocabolario vasto e forbito. Sono sempre quelle. Martellanti.  Parole nauseanti per me. Nauseanti. Si. Al primo posto ce " la paura".  Si. Mettere paura. Crearla se non c'è. Inventarla. Mettendo paura al popolo si arriva al potere senza neanche accorgersene. Perchè la paura fa incattivire.   Infatti lui ora E' il potere. Ce l'ha praticamente in mano. Penso che neanche se l'aspettasse in così poco tempo. E noi in compenso siamo un popolo sempre più cattivo. Anche ignorante, forse. Per credere a lui, un pò di ignoranza per forza si deve avere. Nel senso di ignorare, non conoscere, non documentarsi, non ragionare....
Chissà se gli italiani si rendono conto veramente di dove ci sta portando questo qui.
Vent'anni col Bandana non ci son bastati. Siamo un popolo che ama autodistruggersi.

E tanto perhè si sappia, nel frattempo, mentre questi due stanno facendo il gioco del cazzeggio delle Parole, l'economia in l'Italia sta andando sempre peggio Sempre purtroppo. Si. E ne sono mortificata e impotente. Perchè mi ero illusa. Dal 2016 le cose finalmente cominciavano ad andare bene. Non mi pareva vero...
E non vorrei mai che arrivasse lunedì, quando dovrò chiamare nel mio ufficio M. per dirle che il suo rapporto di lavoro terminerà a fine mese, perchè non le posso rinnovare il contratto. E mi dispiace tanto. E ne soffro. Per lei. Molto. Perchè è una brava ragazza e meriterebbe una possibilità. Ma purtroppo io non gliela posso più dare.
E soffro anche per me. Perchè è una sconfitta. Si.


Non votateli. Non votateli più, vi prego.

domenica 24 marzo 2019

domenica 9 dicembre 2018

SONO (di Tiziana Curcio)



Sono fatta di cose nascoste.
Sono fatta di cose che non mi piace mostrare subito,
mi piace tenerle per me e conservarle per quando sento,
per quando riesco a sentire che, sì,
ne vale la pena di mostrarle.
Sono fatta di cose nascoste.
Mi piace sussurrarle a bassa voce,
silenziosamente.
Come la dolcezza. E’ estrema.
E’ celata nelle parole, negli occhi, nei sorrisi.
E’ dentro, nei sogni.
Tace, è radicata dentro.
E’ custodita gelosamente.
Chi smuove la corazza, la mia corazza
fatta di cemento, di dura fragilità,
mi fa tremare.
Tocca la mia sensibilità,
posa una mano sul cuore.
Sono fatta di cose nascoste,
e ogni piccola cosa mi emoziona.
Non mostro facilmente la dolcezza,
ma ne scrivo, ne parlo.
E’ scritta sulle mani, sulle lacrime,
su un abbraccio.
E’ tutta lì.
Sono fatta di cose nascoste.
Come la luna, alla notte.
Mi mostro un po’ alla volta.
Mi nascondo.
Poi, (ri)splendo…
(Tiziana Curcio)

domenica 14 ottobre 2018




Evidentemente ci voleva una giornata come questa per decidersi a postare questo ultimo pensiero.
Una giornata dove non ho voglia di scattare una nuova foto per raccontare l'autunno e allora ne prendo una scattata qualche anno fa.
Una giornata che, ( nonostante il sole e questo strano clima ancora estivo difficile da associare con l'autunno) mi vede spenta, stanca, delusa, malinconica...
Una giornata che non si decide a prendermi per mano, come  fanno  sempre tutte le mie giornate.
Una giornata triste. Si. Ecco. E'questa la parola giusta. Senza tanti giri di parole. E' triste e basta.
Sono le giornate tristi che a volte ci fanno prendere decisioni, giuste o sbagliate che siano.
Non sapevo che cosa scrivere  in questo ultimo post. Ho sempre avuto difficoltà a "pronunciare la parola fine". Credo di non esserne stata mai capace veramente, concretamente, definitivamente.
E allora, vabbè, ho raccolto un po di me dai post scritti in questi  anni trascorsi con te, caro blog. Eccomi. Prendilo come il mio saluto accompagnato da un caldo, affettuoso, commosso e intensissimo abbraccio.








..


















































E' che... non ho trovato altre maniere, se non quella di portare me stessa,  per abbracciare forte le pochissime Persone alle quali mi sono molto affezionata in questo lungo percorso durato tredici anni.
Sono davvero tanti i Grazie che vorrei lasciare. 


Si, Grazie soprattutto per avermi dato la possibilità di Vivervi attraverso  la Bellezza  e  la Profondità dei vostri scritti.  Ho catturato Nozioni, Riflessioni, e anche tante Emozioni, si,  le ho cavalcate,  indossate come si indossa un vestito elegante, sobrio, raffinato, unico, naturalmente rosso, perchè il rosso  è e rimarrà sempre il mio colore, nel cuore, nell'animo, e nella mente. Nessuno, si, nessuno mai potrà convincermi a cambiare il mio colore...


Ho divagato... Non volevo parlare del mio colore...
Torniamo a noi.
 

Un caro Amico Blogger, un giorno scrisse che trovava assurdo chiamarci Amici solo perchè ci si scambia pensieri attraverso un blog ( più o meno il concetto era questo). Io, invece, non l'ho mai trovato assurdo, lo trovo a modo suo  fantastico. Si. Incredibilmente fantastico. Davvero.  Ha un senso pure lui. Il virtuale. Si. Ci si può apprezzare, stimare, affezionare, anche virtualmente. Si.




Siete entrati nella mia Vita. E' la verità

E so che continuerete a passeggiare nei miei pensieri.


Non sarà per niente semplice  lasciarvi andare. Davvero.



Uffa, non mi sono mai piaciuti gli addii.
Mi angoscia solo pronunciarla la parola "addio".
Se potessi la eliminerei dal vocabolario di tutte le lingue del mondo.


Ok... allora... che altro c'è da dire?
Che lascio un abbraccio.


Due abbracci.

Tre abbracci.

Un milione di abbracci.
Un miliardo di abbracci. Oh si. Si. Si. Si. Un miliardo di abbracci.



E... vabbè... non riesco a dire altro.
E non vado nemmeno a rileggere, perchè se rileggo cancello tutto...



Ciao. Ciao. Ciaooooooooooooooooo. Si. Ciao.
Davvero.

Con il Cuore.
E ancora Grazie. Si. Grazie.

Cristina