domenica 24 marzo 2019


Quando



le



parole


vorrebbero




dire



e



non


riescono


a



dire



ma



vogliono


provare




a




dire

domenica 9 dicembre 2018

SONO (di Tiziana Curcio)



Sono fatta di cose nascoste.
Sono fatta di cose che non mi piace mostrare subito,
mi piace tenerle per me e conservarle per quando sento,
per quando riesco a sentire che, sì,
ne vale la pena di mostrarle.
Sono fatta di cose nascoste.
Mi piace sussurrarle a bassa voce,
silenziosamente.
Come la dolcezza. E’ estrema.
E’ celata nelle parole, negli occhi, nei sorrisi.
E’ dentro, nei sogni.
Tace, è radicata dentro.
E’ custodita gelosamente.
Chi smuove la corazza, la mia corazza
fatta di cemento, di dura fragilità,
mi fa tremare.
Tocca la mia sensibilità,
posa una mano sul cuore.
Sono fatta di cose nascoste,
e ogni piccola cosa mi emoziona.
Non mostro facilmente la dolcezza,
ma ne scrivo, ne parlo.
E’ scritta sulle mani, sulle lacrime,
su un abbraccio.
E’ tutta lì.
Sono fatta di cose nascoste.
Come la luna, alla notte.
Mi mostro un po’ alla volta.
Mi nascondo.
Poi, (ri)splendo…
(Tiziana Curcio)

domenica 14 ottobre 2018




Evidentemente ci voleva una giornata come questa per decidersi a postare questo ultimo pensiero.
Una giornata dove non ho voglia di scattare una nuova foto per raccontare l'autunno e allora ne prendo una scattata qualche anno fa.
Una giornata che, ( nonostante il sole e questo strano clima ancora estivo difficile da associare con l'autunno) mi vede spenta, stanca, delusa, malinconica...
Una giornata che non si decide a prendermi per mano, come  fanno  sempre tutte le mie giornate.
Una giornata triste. Si. Ecco. E'questa la parola giusta. Senza tanti giri di parole. E' triste e basta.
Sono le giornate tristi che a volte ci fanno prendere decisioni, giuste o sbagliate che siano.
Non sapevo che cosa scrivere  in questo ultimo post. Ho sempre avuto difficoltà a "pronunciare la parola fine". Credo di non esserne stata mai capace veramente, concretamente, definitivamente.
E allora, vabbè, ho raccolto un po di me dai post scritti in questi  anni trascorsi con te, caro blog. Eccomi. Prendilo come il mio saluto accompagnato da un caldo, affettuoso, commosso e intensissimo abbraccio.








..


















































E' che... non ho trovato altre maniere, se non quella di portare me stessa,  per abbracciare forte le pochissime Persone alle quali mi sono molto affezionata in questo lungo percorso durato tredici anni.
Sono davvero tanti i Grazie che vorrei lasciare. 


Si, Grazie soprattutto per avermi dato la possibilità di Vivervi attraverso  la Bellezza  e  la Profondità dei vostri scritti.  Ho catturato Nozioni, Riflessioni, e anche tante Emozioni, si,  le ho cavalcate,  indossate come si indossa un vestito elegante, sobrio, raffinato, unico, naturalmente rosso, perchè il rosso  è e rimarrà sempre il mio colore, nel cuore, nell'animo, e nella mente. Nessuno, si, nessuno mai potrà convincermi a cambiare il mio colore...


Ho divagato... Non volevo parlare del mio colore...
Torniamo a noi.
 

Un caro Amico Blogger, un giorno scrisse che trovava assurdo chiamarci Amici solo perchè ci si scambia pensieri attraverso un blog ( più o meno il concetto era questo). Io, invece, non l'ho mai trovato assurdo, lo trovo a modo suo  fantastico. Si. Incredibilmente fantastico. Davvero.  Ha un senso pure lui. Il virtuale. Si. Ci si può apprezzare, stimare, affezionare, anche virtualmente. Si.




Siete entrati nella mia Vita. E' la verità

E so che continuerete a passeggiare nei miei pensieri.


Non sarà per niente semplice  lasciarvi andare. Davvero.



Uffa, non mi sono mai piaciuti gli addii.
Mi angoscia solo pronunciarla la parola "addio".
Se potessi la eliminerei dal vocabolario di tutte le lingue del mondo.


Ok... allora... che altro c'è da dire?
Che lascio un abbraccio.


Due abbracci.

Tre abbracci.

Un milione di abbracci.
Un miliardo di abbracci. Oh si. Si. Si. Si. Un miliardo di abbracci.



E... vabbè... non riesco a dire altro.
E non vado nemmeno a rileggere, perchè se rileggo cancello tutto...



Ciao. Ciao. Ciaooooooooooooooooo. Si. Ciao.
Davvero.

Con il Cuore.
E ancora Grazie. Si. Grazie.

Cristina


sabato 22 settembre 2018





Vabbè, della loro: inadeguatezza, improvvisazione, manipolazione, ignoranza, ormai ci abbiamo quasi fatto il callo. Ma che a uno come Rocco Casalino , oltre ad avergli riempito il portafoglio con i NOSTRI soldi, gli venga dato anche il mandato di esternare a suon di minacce quanto si è ascoltato nella registrazione  che sta circolando in queste ore, preparata naturalmente su misura, perchè a me non la danno mica a bere che il tal Casalino è stato colto in castagna, anche l'ebete degli ebeti capisce che quelle parole sono state preparate a tavolino da quel gruppo di sciagurati a cui abbiamo dato il mandato di governarci, embè, questo è troppo, eh!
Mi fate ridere. Ma mi fate anche piangere.
Dovete smetterla di umiliare il nostro popolo. Smettetela di trovare sempre dei colpevoli esterni per giustificare la vostra incapacità di governare. Siete solo capaci di puntare il dito. Siete dei bambini viziati. “E' stato lui mammaaa io non centro niente , è colpa suaaaa“ .Ma riuscite a vergognarvi almeno?
Incapaci. Burattini. Burattinai. Volgari manipolatori che non siete altro.

L'Italia non ha bosogno ne di  rocchi casalini, ne di sceriffi vendicatori e nemmeno di attori  di facebook e twitter che fanno a gara quotidianamente a chi la spara più grossa. Attorucoli da strapazzo che non siete altro. CHIACCHERATE DI MENO E  METTETEVI A LAVORARE SERIAMENTE. Siete il governo del "remo": faremo, troveremo, toglieremo, metteremo, taglieremo, daremo, costruiremo... etc etc etc...
L'Italia ha bisogno di essere governata da PERSONE VERE. 
Non da "remaioli improvvisati"...
Ma voi purtroppo non lo siete. Persone vere, intendo.
Forse non siete nemmeno di questo pianeta.
Forse siete i Visitors. Si. Forse siete loro. Accidenti. 
ANDATE A CASAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AVETE ROTTO I COGLIONIIIIIIIIIIIIIII
MA COME SI FA A REGGERVI CINQUE ANNI?
VOI CI AFFONDATE.
VOI CI  CATAPULTATE ALL'INFERNO.
Oh Signur, non se ne può più.
Davvero.