domenica 14 ottobre 2018




Evidentemente ci voleva una giornata come questa per decidersi a postare questo ultimo pensiero.
Una giornata dove non ho voglia di scattare una nuova foto per raccontare l'autunno e allora ne prendo una scattata qualche anno fa.
Una giornata che, ( nonostante il sole e questo strano clima ancora estivo difficile da associare con l'autunno) mi vede spenta, stanca, delusa, malinconica...
Una giornata che non si decide a prendermi per mano, come  fanno  sempre tutte le mie giornate.
Una giornata triste. Si. Ecco. E'questa la parola giusta. Senza tanti giri di parole. E' triste e basta.
Sono le giornate tristi che a volte ci fanno prendere decisioni, giuste o sbagliate che siano.
Non sapevo che cosa scrivere  in questo ultimo post. Ho sempre avuto difficoltà a "pronunciare la parola fine". Credo di non esserne stata mai capace veramente, concretamente, definitivamente.
E allora, vabbè, ho raccolto un po di me dai post scritti in questi  anni trascorsi con te, caro blog. Eccomi. Prendilo come il mio saluto accompagnato da un caldo, affettuoso, commosso e intensissimo abbraccio.








..


















































E' che... non ho trovato altre maniere, se non quella di portare me stessa,  per abbracciare forte le pochissime Persone alle quali mi sono molto affezionata in questo lungo percorso durato tredici anni.
Sono davvero tanti i Grazie che vorrei lasciare. 


Si, Grazie soprattutto per avermi dato la possibilità di Vivervi attraverso  la Bellezza  e  la Profondità dei vostri scritti.  Ho catturato Nozioni, Riflessioni, e anche tante Emozioni, si,  le ho cavalcate,  indossate come si indossa un vestito elegante, sobrio, raffinato, unico, naturalmente rosso, perchè il rosso  è e rimarrà sempre il mio colore, nel cuore, nell'animo, e nella mente. Nessuno, si, nessuno mai potrà convincermi a cambiare il mio colore...


Ho divagato... Non volevo parlare del mio colore...
Torniamo a noi.
 

Un caro Amico Blogger, un giorno scrisse che trovava assurdo chiamarci Amici solo perchè ci si scambia pensieri attraverso un blog ( più o meno il concetto era questo). Io, invece, non l'ho mai trovato assurdo, lo trovo a modo suo  fantastico. Si. Incredibilmente fantastico. Davvero.  Ha un senso pure lui. Il virtuale. Si. Ci si può apprezzare, stimare, affezionare, anche virtualmente. Si.




Siete entrati nella mia Vita. E' la verità

E so che continuerete a passeggiare nei miei pensieri.


Non sarà per niente semplice  lasciarvi andare. Davvero.



Uffa, non mi sono mai piaciuti gli addii.
Mi angoscia solo pronunciarla la parola "addio".
Se potessi la eliminerei dal vocabolario di tutte le lingue del mondo.


Ok... allora... che altro c'è da dire?
Che lascio un abbraccio.


Due abbracci.

Tre abbracci.

Un milione di abbracci.
Un miliardo di abbracci. Oh si. Si. Si. Si. Un miliardo di abbracci.



E... vabbè... non riesco a dire altro.
E non vado nemmeno a rileggere, perchè se rileggo cancello tutto...



Ciao. Ciao. Ciaooooooooooooooooo. Si. Ciao.
Davvero.

Con il Cuore.
E ancora Grazie. Si. Grazie.

Cristina


21 commenti:

  1. Mi dispiace tanto e ci rimango male, ma rispetto la tua decisione (pur sperando in un ripensamento, e in un nuovo inizio) e soprattutto la capisco. Del resto, il titolo del mio ultimo libriccino (guarda la combinazione) comincia con la parola "Commiato", ed è forte in me la tentazione di farne anche il commiato di uno scrittore, di un blogger, di un essere umano. Ma una misteriosa forza che agisce dentro me, e che mi è difficile comprendere e spiegare, per il momento me lo impedisce: devo andare avanti, o almeno provarci.
    Proverò ad accontentarmi, almeno per un po', della compagnia di quella splendida foto lassù, con quello splendido gattino. Comunque tu per me ci sarai sempre. Perché l'amicizia virtuale esiste. Eccome.
    Un abbraccio grande grande.
    E Grazie.

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    1. Ciao fantastico Zio, no, non abbandonare la scrittura, non farti nemmeno tentare per un attimo, tu sei nato per Lei, la scrittura ti ha scelto e basta, fattene una ragione.

      Io... credo di aver solo bisogno di un pò di tempo. Ho troppe "cose" da gestire in questo tratto di vita, compresa una madre molto malata, e tu sai bene di cosa parlo...
      Ti abbraccio forte.

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    2. Il mio abbraccio diventa doppio.

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  2. Cristina sei unica..dolcissima..di piu

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    1. Oh, guarda che io sono una che davanti ad un complimento ancora arrossisce, eh!
      Grazie, grazie davvero, Maurizio.

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  3. Mi mancheranno i tuoi post scritti come hai scritto oggi con una scrittura sentita, sincera, appassionata, anche incazzata (a volte) e tutto ciò che sei. Una volta ho definito un tuo post scritto con stile "cinematografico" e non so se la cosa ti è piaciuta, ma era veramente ben fatto e sembrava un dialogo tratto da un film che il tuo post creava così bene.

    Caspita, mi mancherai molto ma capisco la tua scelta che (qualche anno fa) avevo fatto anch'io. A volte mi chiedo che senso ha scrivere e mantenere un blog e più di una volta ho pensato di mollare di nuovo (magari succederà).

    Carissima, grazie per i tuoi post e ti auguro il meglio della vita.
    Un abbraccio

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    1. Perchè non dovrebbe essermi piaciuto? Certo che si. Io, non sono una persona logorroica, che parla molto, ma quando lo faccio mi metto a nudo, tiro fuori me stessa, credo di essere proprio come mi hai descritta: sincera, appassionata e perchè no anche incazzata. Ecco, quello dell'incazzata non è uno bello spettacolo da vedere, te l'assicuro ^_^.
      Il blog ha un senso. E' un aiutino per la nostra solitudine. E' una carezza che ci regaliamo. E' lo specchio del nostro animo e dei nostri pensieri. E' un caro amico. Si. E' anche un amico intimo, speciale, unico.
      Vebbè... forse mi serve solo un pò di tempo.
      Ciao Accade. Ti abbraccio.

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Ci sono giorni in cui fioriscono i girasoli, tu come loro sei innamorata del sole e la luce ti porterà dolcezza, tornerai a camminare tra i mondi incantati.
    Come un fanciullo solitario sogno nell'attesa.
    Un bacione Sulf

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    1. Ci sono periodi dove bisogna chiamare a raccolta gran parte delle Emozioni che contribuiscono a renderci felici e chieder loro di rimane chiuse in un'angolino dell'animo per un pò di tempo, in attesa di sistemare un pò di cose della Vita, sperando che il sole mi segua magari a distanza per ricordarmi di quanto è bella la sua Luce.
      Un bacione e un abbraccio forte.

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  6. Volevo anche dirti che tutte le foto sono molto belle.
    Un salutone

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  7. Man mano che scorrevo nella lettura di questo tuo post è cresciuta sempre di più in me la sensazione che più che un addio questo è una gigantesca dichiarazione d’amore; no, non si tratta di un amore felice e neanche di un amore non corrisposto, direi piuttosto di un amore che un tempo è stato felice, un idillio, e che adesso, per usare le tue parole, è spento, stanco, malinconico, deludente, uno di quegli amori che si intristiscono col tempo e ti chiedi se ha ancora un senso trascinarli, oppure sarebbe meglio troncare e ritrovare la via per amarsi, che si era smarrita in questo stanco menage.
    Immagini, parole e musica si susseguono, si aggiungono l’una all’altra compenetrandosi perfettamente e sono di bellezza struggente, di quella che lacera l’anima senza farti male; è strano, con te e con pochi altri amici virtuali, mi succede di avere la sensazione di aver stretto un contatto profondo, che va al di la delle parole e che naviga fra sensazioni ed emozioni talvolta intense, come hai scritto? “Ci fermammo leggermente volgendoci di fianco ma non dicemmo niente sapendo tutto di noi”.
    E ti ritrovi ad indossare emozioni altrui facendole tue proprie e senti che da allora in poi ti appartengono e ti arricchiscono.
    Ma, nello stesso tempo, da qualche anno a questa parte la dimensione virtuale della rete si accompagna in me ad una sensazione sgradevole di irrealtà, che fa a pugni con le sensazioni pure intense di cui ti ho parlato prima, tanto che oscillo continuamente fra il ritenere che una emozione è sempre vera, sia che provenga da una fonte reale sia che provenga da un a fonte, diciamo così, virtuale, oppure che le emozioni virtuali sono volatili, e svaniscono con la stessa facilità con cui sono venute.
    Anch’io ho questo blog da 13 anni, proprio come te (ho iniziato con questo: http://garbo.ilcannocchiale.it/), in tutto questo lungo periodo è cambiato il modo di fare blog e il mio atteggiamento verso di esso; ricordo ai primi tempi accanite discussioni politico-sociali su ogni questione, con decine di commenti per ogni post e con persone che ritornavano sull’argomento anche più volte se lo ritenevano necessario.
    Poi sono arrivati i social, molte persone si sono riversate li, trovando una maggiore frequenza di contatti e aggirando l’imbarazzo di non sapersi esprimere come avrebbero voluto, perché un like lo sanno cliccare tutti; ma sbaglieremmo se pensassimo che la crisi del blog sia dovuta solo ai social, c’è anche parallelamente una crisi del virtuale: anni a discutere di politica e di società e hai la sensazione di non aver inciso affatto, di non contare nulla, di ritrovarti sempre con i soliti amici, sempre meno, a discutere eternamente delle stesse cose.
    È vero che ad esempio alcuni casi si è mosso qualcosa che altrimenti sarebbe caduta nell’oblio, come nel caso di Aldrovanti o di Cucchi, ma anche loro hanno dovuto attendere molto per avere giustizia e si è trattato di una giustizia parziale, ed è anche vero che un movimento popolare come i Cinque Stelle non sarebbe esistito senza la rete e il blog di Beppe Grillo, ma in questo caso non so se è un bene, perché adesso ci troviamo governati dal nulla emerso dalla rete.
    Alcuni blog resistono stancamente, come quegli amori perduti cantati da Battiato (https://www.youtube.com/watch?v=O7N8s9wY_E4), in cui amare non è più donare se stessi ad un’altra persona, ma battere il punto, ribadire la propria esistenza per illudersi ancora di esistere e di amare; continuano a scrivere anche quando non c’è più nessuno a leggerli, come quel guerriero giapponese di cui si dice che ha continuato a difendere la sua isoletta nell’oceano Pacifico ancora per molti anni dopo che la guerra era finita, perché nessuno lo aveva avvisato.
    (segue)

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  8. In questi 13 anni ho conosciuto molta gente, in molti casi si è trattato solo di incontri superficiali, talvolta l’incontro si faceva più interessante perché mi stimolava ad esplorare qualche direzione ignota, solo in pochissimi casi ho approfondito la conoscenza e sono nate amicizie e sentimenti profondi.
    Ma di tutti questi rapporti mi è rimasto molto poco, poco inteso in senso quantitativo, perché come valore invece è molto, trovo che anche il solo fatto di aver trovato un solo amico sincero giustifichi tutti questi anni, i post scritti, le discussioni affrontate, il tempo impiegato e l’impegno profuso.
    Ho dovuto constatare con mio profondo rammarico che la profondità di molti di questi legami non era reale, era appunto virtuale, come se esistesse e nello stesso tempo non esistesse, come in quei film in cui il protagonista muore e tutti gli spettatori sono sinceramente e profondamente dispiaciuti, a qualcuno scappa persino la lacrimuccia, poi si smorza la musica, si accendono le luci della sala e di quel dispiacere di quella tristezza non rimane alcuna traccia, la lacrima è evaporata nel vento, il protagonista del film si è rialzato non visto e si è ripulito del sangue finto, e la persona profondamente afflitta per la sua morte sta già proponendo di andare a mangiare tutti quanti una pizza per proseguire la serata.
    È come se il fatto di non avere un corpo fisico che occupa uno spazio, il non potersi rispecchiare negli occhi altrui, il non potersi toccare o abbracciare, rendesse irreale ogni cosa; d’altra parte è noto, almeno a psicologi e sociologi, se non hai un volto non esisti, se non appari non sei nessuno, se il bambino non vede il volto sereno della mamma non placa il suo pianto.
    Se rimaniamo soltanto musica & parole, chiacchiere & distintivo, prima o poi, che ce ne rendiamo conto o no, proviamo questo senso di spaesamento, di spersonalizzazione, di derealizzazione, di irrealtà, di stanchezza, di non completa soddisfazione, quasi di delusione.
    Allora, sarà perché ormai la speranza aperta dalla novità di poter usare un blog per ampliare le mie conoscenze si è smorzata parecchio, sarà per l’età che avanza e per quel senso di finitezza che l’accompagna, per cui cerchi di inseguire le cose che contano davvero e tralasci sempre di più quelle che sono meno importanti e meno gratificanti, ma per me è diventato sempre più importante poter guardare negli occhi la persona con cui dialogo.
    Per quanto riguarda il blog invece mi chiedo sempre più insistentemente ormai che cavolo sto dicendo (o scrivendo)? Perché nell’istante in cui ho scritto ciò che ho poi pubblicato, tutto mi pareva avere un senso, quando poi mi rileggo (e lo faccio sempre più raramente) mi pare deludente, assurdo, irrealistico, tutto ciò che ho scritto.
    Mi chiedo, ancora, come Alice quando oltrepassa lo specchio del Paese delle Meraviglie, chi sono io quando entro nel blog, in cosa mi trasformo, perché sono qui, quali sono le mie motivazioni profonde? E per chi scrivo, chi sono i miei interlocutori, chi mi legge e perché, presumibilmente, mi legge, quale gratificazione ne ricavo dal mio impegno nello scrivere cose e nel dedicare parte del mio tempo a questa attività?
    Perdonami per questo lungo discorso … ho divagato anch’io, devo ancora mettere a fuoco questo tuo addio e non sarà facile accettarlo; spero, invece, che come tutte le persone intelligenti, tu possa cambiare idea, e che l’amore che dimostri anche in questo addio sia più forte di qualunque stanchezza e di qualunque delusione.
    Un abbraccio che voglio restituito ;-)

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    1. No, non hai divagato, e poi lo sai che i tuoi discorsi lunghi mi sono sempre piaciuti. E' tardissimo. Morfeo mi sta prendendo per mano. Ma domani, anzi oggi, magari sempre a tarda ora perchè prima di mezzanotte non riesco mai ad essere qui, ti risponderò.
      Buonanotte Garbo. Ti abbraccio.

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    2. Tredici, quattordici anni fa, io i blog non sapevo davvero che esistessero.
      Ci capitai per caso, forse cercando un'immagine (come successe a te quando trovasti me ^__^ ) da postare nella comunità di MSN che da circa un anno gestivo insieme ad altre 3 persone, e me ne innamorai. Si. Davvero. Ne rimasi completamente affascinata. Io, del mondo virtuale, non conoscevo nulla, fui quasi costretta ad aprire la sua porta per controllare di nascosto cosa facevano i miei figli quando si mettevano al pc a chattare. Per entrare nel mondo delle chat era obbligatorio crearsi un nikname , e siccome quel giorno il Musone si stava ascoltando a tutto volume Some Velvet Morning dei Vanilla Fudge, mi battezzai con quel nikname: Velvet Morning. Cominciò così. Si. Velvet Morning. Mi piaceva. Su di me stava bene. Capii subito che le chat non facevano per me, e fui fortunata perchè incontrai la persona giusta, che divenne nel giro di poco tempo il caro amico che mi trascino nella comunità di Over.
      Era Rosso. Il caro Rosso. Di nome faceva Antimo. Ma il suo Nick era Rosso. Perchè lui era un VERO Compagno. Un comunista a tutto tondo. Ed era attaccato, calpestato, coglionato, deriso, sbeffeggiato dalla stragrande maggioranza dei membri di Over che erano di destra. Ma lui non cedeva. Non mollava mai. Era mitico. Io entrai per fargli da supporto, ero... la sua badante, eheheh, e da li... qualcosa in Over cominciò a cambiare. Si. Davvero.
      Pensa che un giorno, uno dei membri di Over mi scrisse questo pensiero, che ancora tengo conservato come uno dei piu bei pensieri che qualcuno mi abbia mai scritto o dedicato:
      [Cara Cristina,
      ci hai presi per mano e ci hai accompagnati attraverso i tuoi percorsi. Percorsi fatti di gioia, di ricordi, qualche volta di malinconia. Percorsi fatti soprattutto di sentimento. Ho conosciuto poche persone capaci, come te, di scavare dentro se stesse e di mostrarsi nude nell'animo. Sento di averne ricevuto un dono prezioso, un dono che io chiamo umanità. ] 

      (Adesso mi fermo, mia madre mi sta chiamando,.... lei chiama sempre quando trovo un angolo per me, non so se lo fa apposta o se sia sincronizzata per farlo...)

      (comunque segue, non so quando ma segue... )

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  9. Dove ero rimasta... ah si, ero rimasta a Over e al caro Rosso, che purtroppo non c'è più. La morte l'ha voluto troppo presto, è stata una stronza maledetta. Sai, lui viveva in un paesino del bellunese, un giorno inaspettatamente mi capitò in ufficio. Lui faceva anche del volontariato e periodicamente portava a Padova dei ragazzi malati di distrofia a fare delle terapie. Suonò il campanello. Si presentò più o meno così: Sono Rosso, c'è Cristina? La segretaria venne nel mio ufficio e mi disse:” Cri, c'è uno con un barbone e l'eskimo ( pensa l'eskimo era fuori moda da mò e lui lo portava ancora, ahahah! era super mitico) che dice di chiamarsi Rosso e chiede di te? Non so se riesci ad immaginare la mia reazione. Ero incredula. Pensai ad uno scherzo. Gli avevo detto chi ero, dove lavoravo, certo. Ma non avrei mai pensato di potermi trovare davanti agli occhi all'improvviso un amico virtuale. Sai, ora,mentre lo sto raccontando ancora mi emoziono. Fu bellissimo. Uscii dall'ufficio con tutta la mia timidezza, ed entrai in un nano secondo nel suo caldo abbraccio. Lui esclamò: Maronna, comme si bella e come si secca! Io invece non facevo che ripetere: Rosso, come sono felice, come sono felice, come sono felice. Non trovavo altre parole. Mi sentivo ebete ma felice.
    Fu l'inizio di molte amicizie che dal virtuale si trasformarono in reale. Ci sentivamo spesso per telefono. Ci si trovava per le vacanze. Si organizzavano incontri dove ci si divertiva tantissimo e soprattutto ci si raccontava. L'ultimo fu in una bettola spersa nelle colline bolognesi. Io, in questo coinvolgevo anche la mia vita reale. Pure il Musone divenne amico loro e pure le mie amiche e amici di sempre. Poi purtroppo finì tutto. Il Musone rovino tutto. Lui rovina sempre tutto. E' la sua specialità. La sua gelosia gli fece agire in maniera... come definirla... subdola, si, forse è il termine esatto. E così... decisi che mai più un o una “nikname” sarebbe diventato/a un amico/a reale. Mai più.

    (vabbè, segue ancora, ormai ho iniziato dovrò pur finire di raccontare, di raccontarmi ^__^)

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  10. Ciao, ti lascio questa breve armonia di Kurtag il più grande autore vivente, suona con sua moglie Marta ed è una variazione di una sonatina di Bach
    ciao Sulf
    https://www.youtube.com/watch?v=O85lwrca-_c

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    1. Ciao Sulf, ho aperto il tuo dono solo ora (pensa un pò come sono messa in questo periodo,,,), ma è stato meglio così. Oggi avevo bisogno di questa tenerezza. Le quattro mani, invece di sfiorare i tasti avrebbero potuto tranquillamente sfiorarsi tra di loro, accarezzarsi, e ne sarebbe uscita ugualmente melodia. Che meraviglia! Non so come ringraziarti. Davvero. Ci credi che mi stanno scendendo le lacrime? Non so come trattenerle. Anzi, non voglio proprio trattenerle. Mi fanno bene.
      Ti abbraccio.

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  11. Ho lasciato pochi commenti da te ma il tuo blog è tra i miei "pochi e intimi", lo resterà perché se un giorno vorrai ritornare allora potrò vederlo. Una storia lunga la tua, combattuta, la riconosco. E' un diario quello che lasci e i diari non si buttano. Ti faccio i miei più sentiti in bocca al lupo per tua mamma, forse anche in questo momento ti sta chiamando, lei è in risonanza con te e vuole la tua attenzione, non è tempo da dedicare a amici lontani e sconosciuti, per loro puoi usare uno dei mille subdoli escamotage che la tecnica offre, programmare la pubblicazione di vecchie note, come ho fatto io per dire a me stesso che l'assenza non si riempie, è un gioco che va bene solo perché siamo in questo contenitore strano dove i volti non si vedono e in certi momenti è proprio quello che serve, che non si vedano i volti. A presto cara Cristina, so che hai ancora molto da raccontare, che tu lo racconti qui o altrove non è importante, che tu lo taccia o lo dica non è importante, quello che è importante è il diario che si scrive sulla pelle.

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    1. Sai, ho una pelle piena di scritte... Ci sono momenti un cui vorrei cancellarle tutte... e ricominciare da capo, magari con meno "scritte", si, vorrei essere più "vuota". Chi ha del vuoto "sulla propria pelle" vive meglio.
      Ma so che non sarà mai possibile. Chi è vuoto, nasce per essere vuoto, per me non sarà mai così.
      Anch'io non ti ho lasciato tanti commenti, spesse volte perchè non sono stata in grado di risponderti, è la verità, ho molti limiti, ne sono cosciente. Ma ti leggo sempre. Fai parte delle pochissime Persone alle quali mi sono affezionata. Se fossimo amici nella realtà, rideremmo molto noi due, stanne certo. Io sparerei un pò di cazzate e tu con la tua cultura staresti sempre lì a correggermi,eheheh, ma saremmo ugualmente amici, si. E' così.
      Grazie del pensiero per mia mamma. E' molto dura starle dietro. Questo impegno mi sta logorando. Ho paura di ammalarmi io se va avanti così. E non so se è proprio giusto. Ma è davvero giusto che un foglio sacrifichi, rinunci, annulli quasi tutto della sua vita per accudire un genitore? Non lo so se è proprio giusto. Non è un bel pensiero, lo so. Ma a volte lo penso. E poi non ... con mio padre è stato diverso. Con mio padre l'ho fatto davvero con tanto amore, ma con lei è diverso. Forse perchè le malattie che hanno a che fare con la mente sono difficili da accettare, forse è per questo motivo. Si.
      Antonio, grazie che non mi lasci. Prima o poi so che ritornerò.
      Ti abbraccio tanto.

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[...che dell'Amore non si butta niente...]
Francesco de Gregori