Gocce di Pensieri
lunedì 28 novembre 2011
domenica 27 novembre 2011
Non t’allargare, eh!
Si, insomma, voglio dire… non dare già per scontato che sarai tu a continuare il percorso di Ad un passo dai Sogni.
Devi aspettare.
Non devi avere fretta con me.
Nair , ad essere sincera ti ha già scelto. Si.
Le poche volte che in questi giorni Cristina le ha concesso una briciola di spazio virtuale, Nair ha preferito trascorrerlo con te. Le stai simpatico, si.
Credo ti voglia già un pochino di bene.
Insomma, ti sta osservando sempre più da vicino, ti sta studiando, vorrebbe da te più cose e tu, accidenti, la devi aiutare ad apprenderle.
Ad esempio la musica? Come cavolo deve fare Nair per musicarti, come faceva dall’altra parte?
Lei non sopporta di stare senza la sua musica quando è qui con te.
Vabbè vabbe, comunque il problema non è Nair.
Il problema sono io: Cristina.
Prova a convincermi, dai.
Fai scoccare la scintilla.
Intrufolati nel mio cuore.
Perché sai… credo di avere bisogno di te, ma non riesco ancora a dirtelo.
Ossignur... invece te l'ho detto! A modo mio. Ma te l'ho detto.
Ciao blog.
Ti lascio in regalo un angolo di cielo che poco prima di scriverti mi sorrideva…
Vuoi anche un sorriso mio?
Ok, dai. Ti lascio anche il mio di sorriso.
Non è male, sai. A volte è buffo, altre dolce, insomma, gli anni passano ma ti assicuro che lui, almeno una volta al giorno deve assolutamente illuminare il mio volto... ed anche il mio cuore.
Ehii, non t'allargare, eh! ^.^
sabato 26 novembre 2011
...è cambiata la strada, ma il cammino prosegue. Grazie Blogspot!
Se l'aria mi raccontasse di te vorrei perdermi per sempre nel vento, lì ascolterei le tue parole e i tuoi sospiri, lì sarei vicino alla tua anima e al calore del tuo cuore.
(Eugenio Montale)
L'ultimo post di un percorso che mi ha regalato molte Emozioni... Grazie Splinder.
Avrei preferito rimanere qui, con te, ma non è più semplice come prima...
I tuoi passi giorno dopo giorno sono sempre più lenti, a volte fatichi a riconoscermi e non mi lasci nemmeno entrare.
Non riesco a dirti addio.
Gli addi non mi sono mai piaciuti.
Mi danno angoscia.
E tristezza.
Non ce la faccio a staccarmi dai miei affetti.
E tu fai parte dei miei affetti.
Perchè ti voglio bene, Blog.
Intanto ti dico Arrivederci, mio tenero e protettivo Amico .
Arrivederci. Si.
Adesso sto provando a farti vivere qui: http://adunpassodaisogni.blogspot.com/ .
Non so se riuscirò a farti decollare ancora nel mio animo in questa nuova casa, ma ci proverò.
Ti mi conosci bene.
Lo sai che ci provero.
Ciao.
La tua Cristina
sabato 12 novembre 2011
se è uno scherzo quello che ci stai facendo, lasciami dire che è decisamente uno scherzo di cattivo gusto.
A te, magari parrà impossibile che mi dispiaccia così tanto rinunciare a questo angolino, di cose ben peggiori ce ne sono nella Vita, specialmente di questi tempi. E qui ti do ragione. Certo. Certo.
Hai perfettamente ragione.
Si.
Ma vedi… io… a questo angolo mi ci sono veramente affezionata.
E’… totalmente mio. Capisci?
Si chiama Cristina quest’angolo? Capisci?
Parla come Cristina, ride come Cristina, si incazza come Cristina, piange come Cristina, si Emoziona come Cristina….certo… si Emoziona come la sua Cristina… Ha un cuore che batte, quest’angolo, lo vuoi capire si o no?
Ora, tu Splinder mi dirai: ma che cavolo vuoi da me Senora Nair?
In questi sei anni non hai fatto altro che scassarci con le tue paturnie, se proprio hai così tanto bisogno di continuare a paturniare e vai a paturniare da un’altra parte perdiamine, qui le tue stronzate ci hanno fatto comodo per tutto questo tempo, ma adesso non ce ne può fregar di meno, insomma, non ti vogliamo più. Capito tu hai?
Ed io ti rispondo Splinder.
Si.
Ti rispondo.
Sia ben chiaro, caro stronzaccio, che le mie, non erano paturnie.
Erano Attimi.
Si.
Semplici Attimi.
Attimi che avevo la necessità di proteggere da una realtà spesso superficiale, spesso indifferente.
E avevo scelto te per fare questo.
Si. Te.
Tra i tanti Tizio, Caio e Sempronio, io, avevo scelto te, Splinder.
Ed ora tu mi spazzi via, a quanto sembra senza nemmeno avvertirmi.
Che devo fare? Devo applaudire alla tua presuntuosa arroganza?
No.
Certo che no.
Sai cosa pensavo adesso mentre sto scrivendo queste mie ultime stronzate?
Pensavo che in fondo, tu non mi meriti Splinder. Si dice così vero quando ci si lascia?
Perciò, ciao.
Da brava sempliciotta, ti dico solo ciao. E pure fanculo ti dico. Tiè.
Ma no, ma no … non posso lasciarti così con un semplice ciao.
Io, Splinder… ti dico anche grazie.
Guarda che… te lo dico col cuore, perciò tienilo caro.
Si. Grazie di aver permesso alla mia anima di specchiarsi, facendo si che io la potessi osservare più da vicino, cogliendone ogni sfumatura.
Si. Grazie a nome di tutti gli Attimi che mi hai permesso di custodire, dai quali ho potuto respirare quella particolare intimità che mi ha maturato l’animo e lo ha reso assolutamente più limpido e perché no, molte volte anche più felice.
Grazie perchè mi hai permesso di gestire la Malinconia splendidamente, l'hai come... protetta dal freddo che lei generalmente tende a sentire, a volte... hai fatto si che io l'amassi.
Si. Grazie perché per merito tuo, Persone Speciali mi hanno presa per mano, lasciando impronte incancellabili nel mio Cuore.
Vorrei gridare a Loro: non perdiamoci di vista … non perdiamoci di vista…, anche se le vostre impronte avranno sempre cura di me…. Vi prego… non perdiamoci di vista.
Splinder, accidenti a te, quel semplice Grazie, si fa ora commosso...
Vedi? Vedi cosa riesci a fare? Ero infuriata all'inizio, ed ora invece... .
Alla piccola cerchia di Impronte che hanno condiviso i miei Attimi, dico che
non so se sarò in grado di trasportare Ad un Passo dai Sogni in un’altra piattaforma.
Ho creato uno dominio in Blogspot, ma non è che mi entusiasmi molto, penso che lo cancellerò.
E’ qui che io mi sento a casa. Non riesco ad immaginarne un'altra. Non sono una zingara, io. Ho bisogno di radici.
Per mezzo di Blue e anche di Ardovig sono arrivata a questo blog http://curiosidelmare.splinder.com/, che spiega in maniera abbastanza comprensibile per me, come trasportare il blog in un’altra piattaforma.
Io però... non so ancora che fare. Davvero. Non lo so.
Si, con il pc smanetto un pò, ma non credo di essere in grado di fare correttamente un' eventuale trasbordo, insomma... combinerei sicuramente un macello.
Non so più nemmeno se ho la voglia di farlo…
Nella vita, prima o poi tutto finisce…
Però… qualche pennellata del mio Rosso, custoditela se potete in un angolino anche strimizzito del vostro Cuore.
Un bacio e un forte abbraccio a tutti voi.
Vi voglio bene.
Cristina
(Splinder, ma sei proprio sicuro che puoi fare a meno di me?… Ehm…
Vabbè, ci ho provato. Ufff.)
Vabbè, ci ho provato. Ufff.)
giovedì 13 ottobre 2011
Eccomi qui caro Blog...
Sconforto totale.
Si vede dall'immagine, eh!
Si. Sconforto totale.
E vabbè uffa lo so che c'è di peggio nella vita, ma insomma, non è mica così facile rinunciare a te sai? Tu ormai fai parte di me.
Il mio pc da domenica sera è passato a miglior vita.
Sto scrivendo dal pc del Musone, ma... mi sento fuori dal mondo. Si.
Mi sento un'estranea.
Come avrai visto anche tu, Caro Blog, a parte la foto che ha piazzato sul desktop con la veduta di Posillipo (...ricordo stupendo...), dove il Musone tutto pimpante e sorridente mi tiene abbracciata con il braccio destro, mentre con il braccio sinistro abbraccia Paola (una nostra amica) e si nota chiaramente la sua mano che scivola (casualmente ? mah!!!
E' uno schifo digitare da questa postazione.
Perciò mi fermo. Si.
Finchè non farò il nuovo acquisto, mi fermo.
Stai tranquillo, non ti lascio solo, una sbirciatina di tanto in tanto te la darò.
Fa il bravo, eh!
Ti lascio un becetto.
Ciao Blog.
A presto.
La tua Senora
lunedì 3 ottobre 2011
Considerando che stamattina:
1) al risveglio gli occhi erano sigillati e quando finalmente sono riuscita a spalancarli ho scoperto che non erano più due occhi ma un attacco di congiuntivite li aveva tramutati in due orrendi salami;
2) il Musone aveva le balle girate e questo significava che sarebbe stato insopportabile per tutto il sacrosanto giorno;
3) mio figlio Simone sbraitava perché i suoi pantaloni blù non erano stirati;
4) il telecomando del cancello non funzionava e non trovavo più quella maledetta chiave per sbloccarlo;
5) all’ufficio postale ero il numero 162 ed il tabellone segnava il numero 138;
6) al parcheggio ho trovato appiccicato al tergicristallo un foglietto rosa con 39 euro di multa perché non ho messo il disco orario;
ecco, considerando tutto ciò … devo proprio dire che Lunedì 3 ottobre,
senza ombra di dubbio, è proprio un lunedì di m…. .
Uffffffffffffffffffff
1) al risveglio gli occhi erano sigillati e quando finalmente sono riuscita a spalancarli ho scoperto che non erano più due occhi ma un attacco di congiuntivite li aveva tramutati in due orrendi salami;
2) il Musone aveva le balle girate e questo significava che sarebbe stato insopportabile per tutto il sacrosanto giorno;
3) mio figlio Simone sbraitava perché i suoi pantaloni blù non erano stirati;
4) il telecomando del cancello non funzionava e non trovavo più quella maledetta chiave per sbloccarlo;
5) all’ufficio postale ero il numero 162 ed il tabellone segnava il numero 138;
6) al parcheggio ho trovato appiccicato al tergicristallo un foglietto rosa con 39 euro di multa perché non ho messo il disco orario;
ecco, considerando tutto ciò … devo proprio dire che Lunedì 3 ottobre,
senza ombra di dubbio, è proprio un lunedì di m…. .
Uffffffffffffffffffff
domenica 2 ottobre 2011
Prima luce dell’alba che tentava di filtrare dagli scuri semi aperti, perché io non riesco a dormire se non ho la certezza che: cielo, luna e stelle mi veglino di notte e poi l’alba mi dia il primo bacio del giorno; insomma, inutile girarci intorno… il buio assoluto mi angoscia, ecco.
Comunque, almeno di domenica, ma mi volete lascià dormire un pochetto di più, ostrega?
Sally sembrava un demonio; ossignur quanto abbaiava! Alle cinque era già in guerra col mondo, beh non proprio il mondo intero, la sua è una guerra personale (da me comunque pienamente condivisa) con quei tgopf di ckswp di cacciatori, che invece di mettersi il vestito buono e portare la moglie a messa, pure di domenica vengono a scassare i maroni intorno a casa mia. Io ce l’avrei un posto da ficcarglielo quello schioppetto che tengono orgogliosamente in mano ( stì ebeti), e come spesso accade da otto anni a questa parte, vado a gridarglielo …ehm… pronunciando pure qualche parola che mai e poi mai avrei pensato di conoscere…
E sono pure sfacciati, perché quando qualche povero volatile colpito a morte si schianta sul mio terreno, vengono a suonarmi il campanello perché lo vogliono indietro, capito? Lo vogliono indietro ??? Ihihihih Ma dico, ci sono o ci fanno? Ma, hanno o non hanno ancora capito, cari i miei tgopf di ckswp che io sono Cespuglietto la vendetta, eh?. Neanche se mi pagassero in diamanti glelo darei
. E devo stare pure attenta a raccoglierlo e sotterrarlo in fretta quel poveretto, altrimenti Sally se lo pappa in un boccone.
(Mi sa tanto che prima o poi arriverà una schioppettata pure a me…
)
Che poi, io al mattino ho i miei riti, uffa.; ma perchè per colpa di quei deficenti io devo rinunciare al silenzio assoluto mentre sto facendo colazione con le mie tre fette biscottate integrali spalmate di miele e il mio caffè nero bollente, eh? E perché io devo rinunciare a quella splendida e placida carezza mattutina che solo la natura ancora un po’ pigra e silenziosa sa a dare per farmi prendere fiducia con il resto della giornata? Eh?
Ma perché non la aboliscono questa schifezza di caccia? Eh?
(Foto trovata nel web)
Stamattina ho augurato loro con tutto il cuore, che passasse uno sciame di migliaia e migliaia di uccelli, che si posizionasse bene sopra le loro teste e scaricasse in massa un’abbondante schittarrata che li ricoprisse dalla testa ai piedi. Tiè.

Vabbè, ho capito, oggi non mi resta che rifugiarmi da lui.
Adesso mangio qualcosa e poi vado a respirarlo.
Due tre orette con il vento tra i capelli.
Tiepidi raggi di sole mi coloreranno il sorriso
e lasceranno come sempre impronte di serenità nel cuore.
Bacio.
Cri
Comunque, almeno di domenica, ma mi volete lascià dormire un pochetto di più, ostrega?
Sally sembrava un demonio; ossignur quanto abbaiava! Alle cinque era già in guerra col mondo, beh non proprio il mondo intero, la sua è una guerra personale (da me comunque pienamente condivisa) con quei tgopf di ckswp di cacciatori, che invece di mettersi il vestito buono e portare la moglie a messa, pure di domenica vengono a scassare i maroni intorno a casa mia. Io ce l’avrei un posto da ficcarglielo quello schioppetto che tengono orgogliosamente in mano ( stì ebeti), e come spesso accade da otto anni a questa parte, vado a gridarglielo …ehm… pronunciando pure qualche parola che mai e poi mai avrei pensato di conoscere…
E sono pure sfacciati, perché quando qualche povero volatile colpito a morte si schianta sul mio terreno, vengono a suonarmi il campanello perché lo vogliono indietro, capito? Lo vogliono indietro ??? Ihihihih Ma dico, ci sono o ci fanno? Ma, hanno o non hanno ancora capito, cari i miei tgopf di ckswp che io sono Cespuglietto la vendetta, eh?. Neanche se mi pagassero in diamanti glelo darei
(Mi sa tanto che prima o poi arriverà una schioppettata pure a me…
Che poi, io al mattino ho i miei riti, uffa.; ma perchè per colpa di quei deficenti io devo rinunciare al silenzio assoluto mentre sto facendo colazione con le mie tre fette biscottate integrali spalmate di miele e il mio caffè nero bollente, eh? E perché io devo rinunciare a quella splendida e placida carezza mattutina che solo la natura ancora un po’ pigra e silenziosa sa a dare per farmi prendere fiducia con il resto della giornata? Eh?
Ma perché non la aboliscono questa schifezza di caccia? Eh?
(Foto trovata nel web)Stamattina ho augurato loro con tutto il cuore, che passasse uno sciame di migliaia e migliaia di uccelli, che si posizionasse bene sopra le loro teste e scaricasse in massa un’abbondante schittarrata che li ricoprisse dalla testa ai piedi. Tiè.
Vabbè, ho capito, oggi non mi resta che rifugiarmi da lui.
Adesso mangio qualcosa e poi vado a respirarlo.
Due tre orette con il vento tra i capelli.
Tiepidi raggi di sole mi coloreranno il sorriso
e lasceranno come sempre impronte di serenità nel cuore.
Bacio.
Cri
mercoledì 28 settembre 2011
giovedì 15 settembre 2011
Foto di/ Samuele Silva
I Pensieri ostinatamente Soli
Sono proprio dei gran bastardi
Perché… gridano talmente forte
Da spaccarti i timpani del cuore.
Stanotte li odio.
Nair
I Pensieri ostinatamente Soli
Sono proprio dei gran bastardi
Perché… gridano talmente forte
Da spaccarti i timpani del cuore.
Stanotte li odio.
Nair
mercoledì 24 agosto 2011
C’è che…
oggi, il silenzio che aleggia nel mio ufficio mi sta sinceramente pesando.
Si, perché il silenzio è bello quando lo si cerca, non quando lo ci si impone.
Potevo almeno far venire in questa settimana una delle due segretarie, almeno qualche chiacchierata ce la saremo fatta, accidenti!
Invece no.
Ho deciso di starmene sola.
Chiusa in queste stanze.
Per una settimana intera.
Complimenti Cristina! Il tuo carattere di. ..…ehm… ha fatto di nuovo bingo, Ben ti sta.
Sarà colpa del caldo, che ne so, sarà colpa che tanti sono ancora in ferie ma, nemmeno il telefono squilla, e le due volte che ha squillato in tre giorni l’ha fatto squillare quel rompi di Riccardo per dirmi che non riesce a pagarmi le ricevute bancarie che scadono a fine mese.
Ghnjvcè0qtuìbgh ( ehm… è una parolaccia troppo scurrile, perciò non la traduco
Vasco il Musone verso mezzogiorno mi ha telefonato e mi ha detto: “ Senti, ma perché non chiudi tutto e ce ne andiamo qualche ora al mare in campeggio da tuo fratello? Ed io gli ho detto di no. Capito bene??? Gli ho detto di no. Ma si può essere più deficenti di così???
Ma che no e no??? Io adesso ricolgo l'attimo, chiamo immediatamente il Musone e mi rimangio quello stupido NO, e poi corro come un razzo a casa che ci impiego dieci minuti, indosso il mio bel costumino, raccolgo sta zazzera di capelli in una treccia, controllo la sacca del mare che sia in ordine, mi dimentico il cellulare sul comodino in camera e… VIAAAAAAAAAAAAAA più veloce della luce ad abbracciare qualche attimo di rilassante serenità
Ciao Blog. Ci sentiamo neh!
Tua Senora

venerdì 5 agosto 2011
(Pascal Pugliese - Segreto)
lo ammetto,
io ti divido solo con il Silenzio.
Solo a lui do il permesso
di accarezzare quel modo unico che abbiamo
di guardarci, di parlarci, di respirarci,
quando stesi in un letto di sogni
chiediamo all’amore di tenerci abbracciati
sabato 23 luglio 2011
[...Un aquilone è un contratto di gloria stipulato con il sole,
e così ti fai amici il campo, il fiume e il vento,
e per ciò hai pregato tutta la notte precedente
sotto una luna che vaga senza spago:
per renderti meritevole e poetico e puro. ]
(Leonard Cohen)
23 Luglio 2005…e così ti fai amici il campo, il fiume e il vento,
e per ciò hai pregato tutta la notte precedente
sotto una luna che vaga senza spago:
per renderti meritevole e poetico e puro. ]
(Leonard Cohen)
era di sabato anche quel giorno di sei anni fa, quando mi chiedesti di far pulsare il tuo cuore.
“Dammi un nome, su dai, voglio un nome…” mi chiedesti.
Mi bastò guardarti negli occhi per un solo attimo, ed il nome arrivò leggero e frizzante come la brezza del mattino… “Ad un passo dai Sogni …” perché la vita è un brivido che vola via è tutto un equilibrio sopra la follia, sopra la follia…”
Si, lo so, ti sei chiesto un sacco di volte del perché non ho voluto affidarti ai Sogni di quel Volo Libero che da qualche tempo a passi timidi e riservati aveva abbracciato un’Emozione talmente bella ed intensa che poi non avrebbe lasciato mai più. Potrei risponderti che, come scrissi nella descrizione “ chi sono”, sono una persona Semplice, certamente si, ma decisamente poco scontata, davvero assai poco. Ecco. Forse è per questo che ho chiesto alla Senora Nair di prenderti per mano. E lei credo abbia fatto un buon lavoro.
Si, lo so, La Senora ti ha tenuto un po’ in ombra, non ti ha messo in vetrina, sei un blog un po’ solitario, ti ha portato pochi ospiti a banchettare, ti ha fatto conoscere pochi amici, ma lei è fatta così, è come la sua Cristina, non ama gli eccessi, non ama il troppo, spesso si nutre di Sensazioni nell’intensità di spazi Silenziosi, e comunque devi darmi atto che, quei pochi Amici ai quali la Senora ha aperto il Cuore se li è saputi scegliere bene. Si si, senza ombra di dubbio sono pochi certo, ma sono immensamente adorabili.
Hai visto? Quest’anno ti ho portato gli aquiloni.
L’aquilone mi ha sempre affascinata per quella sua particolare grazia nei movimenti, quando donandosi al vento Vola Libero nel cielo ..e più lo guardi… e più l’animo si alleggerisce lasciando spazio alla gioia …ed ai Sogni...
Grazie di Vivermi, caro blog.
La tua Cristina 
sabato 9 luglio 2011
Mentre fisso questa pagina ancora vuota , canticchio con un filo di voce che si trascina dietro ancora la pigra lentezza del risveglio mattutino “ tu tu non mi basti mai davvero non mi basti mai, io io io ci provo sai non mi dimenticare mai….”e ancora sto qui ad osservare questo foglio bianco che adesso ha comunque tre righe scritte e un pensiero mi passa per la mente proprio in questo preciso istante, eccolo è questo: “ quando una persona non da il permesso alle sue Emozioni di risplendere della loro luce stupenda … è perché quell’ingranaggio che è situato all’attaccatura del collo è talmente sovraccarico di tante cose pesanti e complesse che inevitabilmente vogliono la precedenza a tutto, soprattutto alle Emozioni, si, “ statevene li nel vostro cantuccio, stronzette, e non rompete tanto le balle che se no vi mangiamo in un boccone, che piffero volete, eh?, voi non potete svolazzare liberamente come vispe terese sepprima noi non ci dileguiamo, pussate via brutte bertucce ,ci siamo noi prima di voi ” sbraitano le angosce della vita alle piccole e tenere Emozioni, che soffrono come bestie nell'essere trattate in questo modo, irrispettoso pure.
Uffa, anche se mi duole assai ammetterlo, ebbene si, è vero, prima bisogna sbrogliare la matassa dei Problemi, solo così l'inebriante sensazione che anche la più piccola Emozione può regalare la si può sentire in circolo nell'anima.
Ed io ne ho due scatole che non finiscono più di sta matassa che fatica a sbrogliarsi.
Giorni fa stavo per fare la valigia ed andarmene. Volevo lasciare tutto e tutti.
Famiglia, lavoro, cani, gatti, paese, amici, etc…,anche te blog, si, anche te, ma la mia testa ben attaccata al collo e ben bilanciata sulle spalle non mi ha dato il permesso di farlo, per fortuna.
Comunque lo stato d’animo è questo. Adesso grido, eh! Si che grido. Come una pazza grido, tanto nessuno mi sente, NESSUNOOOO MI SENTEEEEEEEEE, MERD....
Pensa che mercoledì è passato in ufficio da me il caro signor D.P., il mio assicuratore del quale altre volte ti ho parlato caro blog, e mi ha portato un libro:” La settima onda” di Daniel Glattauer, mi aveva telefonato in mattinata per chiedermi se l’avevo già letto ed io gli ho risposto di no, è il seguito di” Le ho mai raccontato del vento del nord”, la storia di Emmi e Leo, protagonisti di un appassionante amore virtuale, un libricino senza tante pretese, come già ti dissi a suo tempo , ma che lessi in una notte intera e che mi emozionò davvero tanto. Tanto, si. Beh, vuoi che ti dica una cosa caro blog? La settima onda non l’ho ancora aperto. E’ li che mi aspetta, anzi, adesso è qui, poggiato sul mio grembo, e mi vuole sai, io sento che mi vuole, come io voglio lui, ma ancora sta li, chiuso. Ma che cavolo sto aspettando? Sono quasi certa che Emmi e Leo si farebbero sicuramente largo nell’ingranaggio, ovvero, spetta, se lo farebbero nel cuore, che poi ci penserebbe lui a farsi spazio nell’ingranaggio. Vabbè dai, stanotte ci provo. Si, aspetterò il silenzio della notte per leggerlo. Oppure no. Magari potrei domani pomeriggio, stesa sull’amaca che ho legato all’ombra dei due ciliegi, si. Si. Domani. All’ombra dei due ciliegi. Domani. Con Emmi e Leo. Si.
Sorrido mentre leggo il fogliettino prestampato che il signor D.P. ha messo nella prima pagina del libro e che magari avrà trovato in un angolo della Feltrinelli, è uno scritto che riguarda il mio segno zodiacale e anche il suo e per questo lui spesso mi dice: io e lei siamo simili Cristina… (ehm… a me invece sembra di no, ma lui la pensa così, bah!)
Comunque del mio segno in questo foglietto sta scritto questo:
Sagittario:
Pietra: turchese
Metallo: stagno
Simpatica, ottimista, idealista, ha una particolare esuberanza che si traduce nello spirito di avventura, nel voler conoscere, imparare, esplorare.
Fiduciosa nelle sue forze, ogni traguardo raggiunto diventa una nuova linea di partenza.
Determinata, a volte diventa prepotente senza intenzione.
Viene fatta oggetto di corteggiamenti e avances, e in amore è generosa di attenzioni e premure.
Nel lavoro si impegna, si afferma, sfonda, vince.
Dinamica, energica, volitiva, è spesso scortata dalla fortuna.
Si fa ben volere, perché è leale, non fa sgambetti.
Le piace viaggiare, fare vita mondana.
Il colore più adatto è il rosso portatore di energie.
Che dire, anche se è una cavolata, mi sa che.. a parte la vita mondana che non fa proprio parte del mio stile di vita, anzi, direi che è l’esatto contrario, e pure l’essere scortata dalla fortuna è l’esatto contrario ahimè, per il resto potrei dire che Cri è più o meno così, come dice il foglietto prestampato che chissà poi perchè il signor D.P. ha messo nella prima pagina del libro. Forse voleva solo vedermi sorridere. Forse si.
Pure il rosso è stato azzeccato.
Anzi, sai che ti dico caro blog, adesso devo uscire, che alle undici e mezza ho un appuntamento in ufficio con un cliente, e sai che cosa indosserò? L’abitino rosso indosserò. Tiè
Toh…, và quante righe ho scritto!!!
…”tu tu non mi basti mai, davvero non mi basti mai, io io io ci provo sai tu non mi dimenticare mai…”
La tua Cristina
sabato 11 giugno 2011
(Che bella questa immagine! Si racconta da sola... ma forse potrei dire "Mi racconta da sola.)
Alle sei ero gia in piedi stamattina.L’esercito di formiche che ha circondato la mia casa mi ha messa in ansia, come ogni anno succede puntualmente, solo che quest’anno sono arrivate prima, accidenti a loro.
La campagna è così, si lo so. Prendere o lasciare. E io prendo, si, accidenti se prendo, prendo pure loro, ste fetenti.
E’ la loro invadenza che mi fa andare in bestia, porca pupazza. Si sentono padrone assolute. Sono scostumate, si, scostumate e pure rompicoglioni. Tiè. Questo te lo dovevo raccontare caro Blog, perchè le formiche sono il mio incubo. Non le sopporto. Non le sopporto. E ancora non le sopporto. Ecco.
Si, beh, io lo so cosa aspetti che ti dica. Che non mi pesa. Spiacente di deluderti ma ti sbagli. Mi pesa, eccome. E’ faticoso, eccome. Ma come vedi sono qui a raccontarti che per il momento riesco a reggere discretamente sia la fatica fisica e anche e soprattutto quella mentale. Insomma, la tabella di marcia sta procedendo in maniera abbastanza regolare. Noooo… non me ne faccio vanto per carità… ma insomma… un po’ di autostima tu permetterai che ce l’abbia, eh?
Sai Blog, in questo preciso momento penso a mio padre… Lo immagino sorridente e fiero di me. Da qualche parte dell’aldilà vedrai che starà raccontando a qualcuno di sua figlia:” la mia Uragano cari miei ha preso tutto dal sottoscritto” dirà tutto pomposo . Ossignurrrr, pà, quanto mi manchi, accidenti a te, uffy. ^.^
E poi, caro il mio petit Blog, ti volevo anche dìre che forse… era da quando avevo diciott’anni che non portavo la taglia 40, e ciò significa che… se con gli anni non si può tornare indietro… con il peso invece si può . Capito tu hai?
Ok ok, risparmiati le critiche e le paternali, sono spiritosa per sdrammatizzare, lo so che faccio un po’ schifetto così secca secca, alla mia età l’armonia delle forme è deliziosa sul corpo di una donna.
Rivoglio il mio lato biiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii. Mannaggia, lo rivoglio. Mi faccio pena con ste due chiappette piatte. Giuro che farò di tutto per farlo lievitare.
Ok, dopo ste quattro cavolate adesso ti devo lasciare. Tra venti minuti ho un appuntamento con una cliente. Di sabato sera è anomalo per me lo so.. E vabbè, che vuoi che ti dica, di questi tempi non si può dire di no al lavoro, e se arriva di sabato sera, ben venga di sabato sera. E poi è una donna, e tra donne ci si capisce subito.
Ciao Blog.
Grazie di esserci.
Come dici? Di domani mi chiedi? Perché? Hai qualche dubbio per caso?
Domani: SI SI SI SI. ^.^
La tua Cristina
martedì 7 giugno 2011
sabato 28 maggio 2011
Vita,
ciò che non capisco di te è…. questa tua insistenza nel volermi far portare carichi sempre così pesanti nell’animo.
Mi avevi dato una tregua, si, questo è vero, te lo concedo.
Mi avevi dato anni intensamente luminosi, iniziati se ricordi bene, il primo giorno che mi hai accompagnata davanti ad un cancello arrugginito che per reggersi si teneva aggrappato a sterpaglie e… gelosamente direi… custodiva un angolo di terra invaso da papaveri rossi che con tutta probabilità non aspettavano altro che me.
Che tu non puoi assolutamente aver scordato i rimbalzi di gioia del mio cuore, lui fu il primo ad aver capito che quel cancello arrugginito era lì che mi attendeva in trepidazione.
Che tu non puoi assolutamente aver scordato quel momento, si, non puoi averlo dimenticato, perché fu lì, davanti a quel cancello arrugginito che tu capisti di amarmi alla follia.“Questa sei tu, Cristina. Si. Questa è la Cristina che io amo.” Sussurrasti al mio animo.
E allora perché questi periodici , quasi metodici e pilotati intermezzi di dolore?
Che cazzo vuoi da me, Vita? Vuoi che ti odi? Se è questo che vuoi, scordatelo. Non succederà mai. Vuoi che mi arrenda, che ceda, che mi lasci calpestare dallo sconforto e dall’impotenza?
No. Che io non mi arrendo ormai l’ hai capito.
Ora il peggio è passato, si. Anche questa volta il peggio è passato.
Adesso basta però. Ho bisogno di tregua. Davvero. Gli anni passano anche per me, cosa credi. Si. Ho bisogno di tregua, Vita.
Ho bisognoditreguahoisognoditreguahobisognoditreguahobisognoditregua. Dai. Te lo chiedo a mò di supplica. Si, lo so, non ti piaccio così, tu non mi vuoi supplichevole, ti deludo quando ti supplico, tu mi preferisci nella versione originale, quella che ti sfida, quella che fieramente ti tiene testa, quella che nel dolore riesce a percepire comunque i fili sottili del tuo amore e per questo si tiene aggrappata alla tua mano, ma questa volta non è così. Non è così Vita. Mentre scrivo piango, e tu già da questo dovresti capirlo che questa volta è diverso.
E adesso Abbracciami. Sta zitta e abbracciami. E basta.
Pensa a quel giorno Vita, quando i miei grandi occhi neri, meravigliosamente si persero nel rosso dei papaveri.
Ricominciamo da li, Vita.
Tua Cristina
ciò che non capisco di te è…. questa tua insistenza nel volermi far portare carichi sempre così pesanti nell’animo.
Mi avevi dato una tregua, si, questo è vero, te lo concedo.
Mi avevi dato anni intensamente luminosi, iniziati se ricordi bene, il primo giorno che mi hai accompagnata davanti ad un cancello arrugginito che per reggersi si teneva aggrappato a sterpaglie e… gelosamente direi… custodiva un angolo di terra invaso da papaveri rossi che con tutta probabilità non aspettavano altro che me.
Che tu non puoi assolutamente aver scordato i rimbalzi di gioia del mio cuore, lui fu il primo ad aver capito che quel cancello arrugginito era lì che mi attendeva in trepidazione.
Che tu non puoi assolutamente aver scordato quel momento, si, non puoi averlo dimenticato, perché fu lì, davanti a quel cancello arrugginito che tu capisti di amarmi alla follia.“Questa sei tu, Cristina. Si. Questa è la Cristina che io amo.” Sussurrasti al mio animo.
E allora perché questi periodici , quasi metodici e pilotati intermezzi di dolore?
Che cazzo vuoi da me, Vita? Vuoi che ti odi? Se è questo che vuoi, scordatelo. Non succederà mai. Vuoi che mi arrenda, che ceda, che mi lasci calpestare dallo sconforto e dall’impotenza?
No. Che io non mi arrendo ormai l’ hai capito.
Ora il peggio è passato, si. Anche questa volta il peggio è passato.
Adesso basta però. Ho bisogno di tregua. Davvero. Gli anni passano anche per me, cosa credi. Si. Ho bisogno di tregua, Vita.
Ho bisognoditreguahoisognoditreguahobisognoditreguahobisognoditregua. Dai. Te lo chiedo a mò di supplica. Si, lo so, non ti piaccio così, tu non mi vuoi supplichevole, ti deludo quando ti supplico, tu mi preferisci nella versione originale, quella che ti sfida, quella che fieramente ti tiene testa, quella che nel dolore riesce a percepire comunque i fili sottili del tuo amore e per questo si tiene aggrappata alla tua mano, ma questa volta non è così. Non è così Vita. Mentre scrivo piango, e tu già da questo dovresti capirlo che questa volta è diverso.
E adesso Abbracciami. Sta zitta e abbracciami. E basta.
Pensa a quel giorno Vita, quando i miei grandi occhi neri, meravigliosamente si persero nel rosso dei papaveri.
Ricominciamo da li, Vita.
Tua Cristina
lunedì 23 maggio 2011
domenica 24 aprile 2011
Devo proprio farmi i complimenti, pensavo che ai fornelli mai e poi mai avrei dedicato il mio impegno e invece mi sbagliavo.
Vabbè, un Vissani in gonnella non ci diventerò mai, questo è poco ma sicuro, negata ci sono e negata ci rimango nell’arte culinaria, ma insomma… noto con piacere che qualcosina riesco a cucinare discretamente anch’io. Era ora.
Comunque, di là in cucina tutto sembra a posto. Sto aspettando gli invitati. Temendo di combinare casini ho raccomandato loro di non presentarsi prima dell’una e mezza e tra un po’ saranno qui.
Io sono già pronta. Ho indossato un tubino color beige chiaro con sopra un giacchino bianco in cotone leggero. Sto veramente bene vestita così. Mi piaccio. Si.
Bene. Adesso chiudo. Vasco il musone mi sta chiamando.
Che volevo dire?
Ah si.
Buona Pasqua, volevo dire.
Buona Pasqua a tutti con sincero affetto. Davvero.
Cristina
Cristina
domenica 17 aprile 2011
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