domenica 10 aprile 2016



Te
(Erich Fried)



Te

lasciarti essere te
tutta intera

Vedere
che tu sei solo
se sei
tutto ciò che sei
la tenerezza
e la furia
quel che vuole sottrarsi
e quel che vuole aderire

Chi ama solo una metà
non ti ama a metà
ma per nulla
ti vuole ritagliare a misura
amputare
mutilare

Lasciarti essere te
è difficile o facile?
Non dipende da quanta
intenzione o saggezza
ma da quanto amore e quanta
aperta nostalgia di tutto -
di tutto
quel che tu sei

Del calore
e del freddo
della bontà
e della protervia
della tua volontà
e irritazione
di ogni tuo gesto
della tua ritrosia
incostanza
costanza

Allora
questo
lasciarti essere te
non è forse
così difficile

domenica 27 marzo 2016



Dai, sono stata bravina.  
Se dovessi darmi un voto, un  6/7 ci starebbe. Si.
Non ho bruciacchiato gli arrosti.
I funghi sono venuti una delizia.
Il dolce paradiso , e vabbè, quello non è riuscito proprio paradiso del tutto  perchè non è lievitato tantissimo, ehm... devo aver sbagliato qualche dose, comunque l'impegno ce l'ho messo, uffa, e comunque zia Maria porterà sicuramente il suo che sarà come sempre delizioso.
Ok, adesso vado a letto, che il mattino fa presto ad arrivare.
Anche in questa Pasqua, come tutte le altre Pasque la mia casa si riempirà di voci, di affetti, di calore...  
Va bene così.
E' bello stare insieme.
A dire la verità, ne sento proprio il bisogno.
 .
Buona Pasqua a tutti.
Un bacio.
Cristina


martedì 15 marzo 2016



La  primavera gioca a nascondino. Prima si fa vedere, poi all'improvviso si dilegua.
La pioggia, per il momento  riposa, ma a quanto pare è del tutto intenzionata a rifarsi viva. Il sole, stamattina riusciva ad  offrire  timidi sorrisi , ma adesso è nascosto dietro le nuvole, un vento per niente leggero fa danzare gli alberi vestiti di gemme, le prime margherite del prato sono  deliziose e si mostrano nella loro timida bellezza, il melo, il pero, l'albicocco, il susino sono finalmente in fiore ...
Sto divagando, lo so. 
Non sono qui per parlare della primavera. Anche se, è onesto dire che, il viverla in questo luogo magnifico... mi aiuta molto, e soprattutto prova a prendersi cura del mio animo. Si. Certo.
In questi giorni  non è stato semplice  prendersi cura del mio animo. Era... ferito, arrabbiato,deluso, e tanto altro.
Io e il Musone, il peggio che potevamo dirci , sabato sera ce lo siamo detti  tutto. Ci siamo mitragliati  in faccia rabbia e risentimento a raffica.  Non ci siamo risparmiati assolutamente nulla. Ne io. Ne lui. Rattattattattattattaaaaaaaa. Evvai!
Ero certa che non ci fossero più cocci da raccogliere ormai. Invece... a quanto pare... qualcuno sperso qua e la l'abbiamo trovato, perchè oggi è martedì... e sembra non sia successo nulla. 
Sembra.
Da ieri abbiamo iniziato a parlarci normalmente.
Eppure, nessuno dei due so che dimenticherà mai le parole che ci siamo detti. 
Ho bisogno disperatamente di piangere, ma non so perché  non ci riesco. Nemmeno una lacrima ho versato.
E poi, devo pure correre subito in ufficio, che alle due e mezza ho un appuntamento con un cliente. Figurati se posso permettermi di piangere proprio adesso.


martedì 8 marzo 2016



[...Le donne sono come i fiori: se cerchi di aprirli con la forza, i petali ti restano in mano e il fiore muore. Perché solamente con il calore si schiudono. E l'amore e la tenerezza insieme sono il sole per una donna. Avrei dovuto semplicemente amarla. Poi sarebbe stato tutto naturale. Perché una donna, quando si sente amata, si apre e dà tutto il suo mondo.]...

(dal libro "È una vita che ti aspetto" di Fabio Volo)



A Noi...
Alla fierezza dei nostri sguardi
Ai nostri urlanti Silenzi
Al nostro cadere per poi saper rimettersi sempre in piedi
Ai nostri Sorrisi splendidi,
Alla nostra Malinconia custodita con cura tra le pareti del cuore
Al nostro affidarci all'Amore con trasporto e Passione
Al nostro essere felici delle Piccole Cose che ci sfiorano nella  Vita
A quel nostro antipatico sentirci sempre in colpa per qualcosa
Al nostro essere sempre di corsa con i minuti contati, perchè nell'arco di una giornata è molto lunga la lista delle  cose da fare ma  nonostante ciò abbiamo comunque una soluzione per tutto
Alla nostra Tenerezza a volte disarmante... davvero
Alle Lacrime che spesso non tratteniamo e che  avolte amiamo e altre volte invece  odiamo
A noi perchè  come dice la Mannoia: "è difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui..."
A noi perchè come ha detto Rita Levi Montalcini: “Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società.” 
A noi perchè come dice Vasco:" la vita è un brivido che vola via è tutto un equilibrio sopra la follia sopra la follia..."
A tutte Noi , un abbraccio grande.  

domenica 6 marzo 2016




La domenica mattina è totalmente mia, nel senso che, a parte me, non ci sono per nessun altro. Figli, marito, madre, cani, gatti, cocorite, e tutto il resto, lo sanno da mò, e mantengono le dovute distanze.
E' alla domenica mattina che affido la cura del mio corpo. 
Anche lui, povero, ha bisogno di attenzioni. Non sono  una fanatica, un centro estetico non mi ha mai visto entrare dalla porta, davvero, non ci sono mai andata neanche per una ceretta, però mi voglio bene, mi piace prendermi cura del mio corpo proprio per  stare bene con me stessa,  e allora giù con il fai da te domenicale : ammollo in vasca idromassaggio e poi giù con creme, pastelle varie, depilazioni, cura e massaggi ai piedi,  massaggi qua, massaggi là, etc etc etc.. Uhhh se ce n'è da fare!!! C'è da sudare cento camicie!
Stamattina è toccato anche ai capelli. Sono secchi. Non li ho mai avuti così, accidenti. Forse perchè li liscio troppo spesso ultimamente, e loro si sono rotti le scatole e  rivogliono il loro riccio naturale. Vabbè. Comunque poco fa ho chiamato la Lory e gliel'ho detto, così lei mi ha consigliato di fare un impacco con l'olio d'oliva. Ebbene l'ho fatto. Ed eccomi qua.
Se mi vedeste in questo momento, pensereste di essere davanti alla Pina, la moglie di Fantozzi. Naturalmente,per offrire il meglio del meglio in assoluto ai  miei capelli , ho pensato bene di riempire mezza caraffa, e dico mezza,  dell'olio d'oliva  che l'amico pugliese del Musone  gli procura periodicamente.  (Ehm..., spero che il Musone non lo venga mai a sapere altrimenti chi lo sente quello!).
 " Mezzaaaa caraffaaaa  del MIO olio pugliese sui capelliiii????  Tu devi essere impazzitaaaa!!! Come ti sei permessaaa???" Si, più o meno la scena sarebbe questa. Anche perchè, per lui, il SUO olio d'oliva pugliese è... come l'oro, ma che dico oro, è di più si, di più ancora, che a volte a tavola,quando ne versa una goccia nel pane e lo mette in bocca, sembra ci faccia l'amore, sembra.)
 In effetti credo di avere esagerato nella quantità. Mezza caraffa. Accidenti. E' davvero troppa. Ma che colpa ne ho se sono secchi, uffaaa! Ecchè sarà mai per mezza caraffina d'olio d'oliva pugliese. Ehm...
Che poi, accidentaccio,  nonostante dopo l'impacco abbia avvolto la chioma  con la pellicola trasparente come mi ha insegnato la Lory,  l'olio mi sta colando giù che è un piacere,  ho già consumato un rotolo di carta igienica per tamponarlo ma lui se ne fa un baffo e scivola che è un piacere, giù per la fronte, giù per il collo, lo sento pure  giù per la schiena.
Dai, tra 10 minuti è finita e  posso andarli  a risciacquare, mò vediamo se ne è valsa la pena.
E ci mancherebbe pure che non ne fosse valsa!  Oh, mezza caraffa d'olio d'oliva pugliese, mica bruscolini,  neh!

lunedì 29 febbraio 2016


Tanto per scrivere...

Da Giovedì sono chiusa in casa.
Mal di testa, febbre alta, e altro...ehm , ma  è il caso di sorvolare...
Si, ho beccato l'influenza. 
La cosa positiva sta nei due chili  che  in quattro giorni  di nutrimento a base di tè, ho restituito alle "cose di Natale", (erano quelli che avevo incamerato nelle abbuffate  Natalizie),    e vabbè,  per quasi un annetto non li riavrò tra i piedi, almeno spero. 
Comunque oggi va un pò meglio e penso proprio che domani potro ritornare al lavoro.
Ho già un lungo elenco di cose da fare, lo so. In ufficio si sono accorti che non ho letto le mail e così mi hanno tempestato di sms.  
Uffff! Ma perchè  non mi mollano un attimo, Si stà così bene lontano dalle responsabilità, dai doveri, dagli impegni.  Possibile che non capiscano che per me  questa " parentesi  influenzale" è  stata... una vacanzina?
Accidenti.
Non ho più voglia di nuove strategie di mercato.
Non ho più voglia di ascoltare quel "so tutto io" del commercialista. 
Non ho più voglia  di banche che quando va tutto bene ti stendono il tappeto rosso e quando ci sono problemi fingono di non conoscerti.
Non ho più voglia di appuntamenti con clienti maleducati. 
Non ho più voglia di dipendenti lunatici.  
Non ho più voglia di aumentare il fatturato altrimenti rischio di non coprire le spese. 
Non ho più voglia di dover  trovare sempre  una soluzione per tutto. 
Non ho più voglia, ecco.
Vabbè...
Le linee di febbre ormai si sono stabilizzate a 36.
Volente o nolente, la vacanzina sembra sia agli sgoccioli.
Domani, entrerò nel mio ufficio, mi siederò alla scrivania, aprirò l'agenda, comincerò a leggere la sfilza di appunti e di impegni che diligentemente M. avrà scritto, e non avrò dubbi su chi scegliere:
mi lascerò pastrugnare  come sempre dalla Passione che ho per il mio lavoro, e i "Non Voglio" ...  ogni tanto ritorneranno alla carica, ma tanto lo sanno che con me non c'è soddisfazione.

Sai Blog, oggi ho trascorso il pomeriggio a rileggerti.
Quanti piccoli momenti della mia Vita ti ho lasciato! Piccole cose,lo so, piccole "fotografie  dei miei Pensieri e del mio Animo"
.
Ho ritrovato la mia Piccola Peste: 
http://adunpassodaisogni.blogspot.it/2006/04/piccola-peste-non-fallisce-mai-e-un.html,  che adesso è una splendida ragazzina tredicenne, bella bella bella dentro e fuori,

e poi la nascita di Aurora: 
http://adunpassodaisogni.blogspot.it/2006/11/sabato-mattina-e-vero-sono-stata-mia.html; un momento indimenticabile e bellissimo,
e poi uno dei  tuoi tanti compleanni, Blog:
http://adunpassodaisogni.blogspot.it/2011/07/blog-post.html;
e poi una visita del caro Sig. D.P. con uno dei tanti libri che mi ha regalato nel corso di questi anni,
http://adunpassodaisogni.blogspot.it/2010/06/blog-post.html;
e poi altro e altro ancora...  Si. Davvero.
Ho sempre creduto di darti in consegna Piccoli Cose, invece ti ho lasciato impronte della mia realtà, momenti , ricordi...
Sei un tesoro.
Ma tanto lo sai.
Che te lo dico a fare!



giovedì 18 febbraio 2016



(Condivido totalmente... )


UNIONI CIVILI METTERCI, LA FACCIA
( di Mario Calabresi)      tratto da Repubblica.it DEL 18.02.


Era la fine dell’estate del 2011 quando a Rossana Podestà, compagna di vita da oltre trent’anni di Walter Bonatti, venne impedito di entrare nel reparto di rianimazione dell’ospedale romano dove il grande alpinista stava morendo. Il motivo? Non erano sposati.

Ieri mattina il Senato era chiamato ad approvare una legge che dovrebbe finalmente mettere l’amore di una coppia al riparo dalla cecità delle burocrazie e dalle discriminazioni. Una legge che ne contiene due: una riguarda le coppie eterosessuali e recupera le occasioni mancate dei Pacs (approvati in Francia quasi 17 anni fa) e dei Dico, opportunità sprecate per cecità e arretratezza. E dire che fin dal 2000 la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea riconosce come diritti distinti il diritto al matrimonio e il diritto a costituire una famiglia. A questo secondo diritto, non tutelato dalle leggi italiane, aspirerebbero oltre 900mila coppie italiane che hanno messo su casa senza essersi sposate.

L’altra parte della legge si propone di estendere la possibilità di unione civile alle coppie omosessuali, come previsto dalla Corte costituzionale con una sentenza del 2010 in cui si afferma che a due cittadini dello stesso sesso va riconosciuto il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia ottenendone il riconoscimento giuridico.

COSA PREVEDE IL DDL CIRINNA'

Quella al voto ieri era la pallida copia di una legge che esiste da tempo nel resto dell’Occidente, niente di rivoluzionario. Una legge che dovrebbe servire a sanare due ritardi storici e a rispondere a cambiamenti profondi delle nostre società. Pare abusato ripetere che il Paese e l’opinione pubblica hanno metabolizzato da tempo le coppie non sposate, che non desta scandalo l’amore tra due uomini o tra due donne e che il diritto di stare accanto al proprio compagno in ospedale o a non perdere la casa se uno dei due muore sono il minimo per una comunità civile.

Sembrava la volta buona, eppure abbiamo dovuto assistere ancora allo spettacolo sconfortante e penoso di un Parlamento che naviga a vista, senza orizzonte, senza coraggio. Ora siamo davanti a un percorso accidentato, pieno di incognite, che potrebbe concludersi con un naufragio.

Una situazione di caos che sta scatenando i peggiori istinti parlamentari, quelli del dileggio, della rissa e degli espedienti tattici che servono solo a lucrare un minuto di celebrità. Giochini fatti sulla pelle di chi aspettava la legge ma anche sulla pelle di un Parlamento che non si rende conto di quanto sia già screditato.

Chi sono i responsabili di questa situazione grottesca e grave? Non è difficile rispondere: il Pd, Renzi e il Movimento 5 stelle. Questi ultimi hanno dimostrato ancora una volta di non essere interessati a fare politica, nel senso nobile del termine: mettersi in gioco, fare la differenza nella vita delle persone, caricarsi scelte complesse e difficili con senso di responsabilità. La cosa che hanno imparato meglio in questi pochi anni di presenza in Parlamento è il vizio di fare giochini tattici, sono diventati professionisti di quei voltafaccia che si pensava appartenessero a stagioni passate.

Il Pd aveva un problema interno ma non è stato capace di affrontarlo per tempo e con chiarezza e alla fine, molto ingenuamente, si è fidato dei grillini nella speranza che fossero loro a sciogliere i nodi e ad evitare il confronto tra le anime del partito.

Il presidente del Consiglio ha creduto che si potesse approvare una legge di questo tipo senza metterci fino in fondo la faccia e senza un vero confronto con gli alleati di governo, nella convinzione che bastasse avere il merito di appoggiare il testo Cirinnà qualunque fosse la sorte finale. Non si può pensare che vittoria, sconfitta e pareggio siano cose ugualmente tollerabili, ci vuole il coraggio di definirsi, di scendere in battaglia, anche a costo di polemiche e rotture.

Il tutto è stato peggiorato e reso indigesto da un dibattito pubblico pessimo, fazioso, inquinato dagli estremismi e dalle falsificazioni. Un dibattito in cui è mancata la serenità da ogni parte e in cui i termini del confronto sono stati resi irriconoscibili. In nessuna parte della legge si prevede che una coppia omosessuale possa chiedere di adottare un bambino (si prevede invece che il coniuge abbia il diritto di adottare il figlio naturale del compagno) ma il messaggio è passato così in tanta parte dell’opinione pubblica. Così come non si parla mai di utero in affitto, una pratica vietata in Italia che ci rimanda allo sfruttamento di donne povere e deboli, una pratica che sembra apparsa sulla scena solo oggi per le coppie gay quando è invece utilizzata da tempo da coppie eterosessuali che non riescono ad avere figli.

Ora non resta che fare con serietà e chiarezza ciò che andava fatto molto tempo fa: un confronto serrato
all’interno del Pd e della maggioranza per decidere una linea (se necessario attraverso una mediazione che oggi appare certo irritante ma che dovrebbe essere naturale in una coalizione come in una forza politica) e per portarla avanti e fino in fondo con coraggio. Mettendoci la faccia.

giovedì 11 febbraio 2016



LA BORSA DI UNA DONNA
(testo di: A. Iammarino, A. Adami, M. Masini)
Canta: Noemi


La borsa di una donna pesa
come se ci fosse la sua vita dentro
Tra un libro che non vuole mai finire
ed altri trucchi per fermare il tempo
c’è la sua foto di un anno fa
che ha messo via perché non si piaceva
Ma a riguardarla adesso
si accorge che era bella ma non lo capiva 


La borsa di una donna riconosce le sue mani
e solo lei può entrare nascosto
in una tasca c’è quel viaggio che è una vita che vorrebbe fare
Milioni di scontrini, l’inutile anestetico del suo dolore
E stupidi sensi di colpa per quel desiderio di piacere 


E se ci trovasse quei giorni 
Di carezze fra i capelli lei per due minuti soli 
pagherebbe mille anni 
Anni spesi per ritrovare 
Le cose che qualcuno è riuscito a smarrire
La voglia di sorridere, di perdonare
La debolezza di essere ancora 
come la vogliono gli altri 


La borsa di una donna
non si intona quasi mai con quel che sta vivendo
Nasconde il suo telefono
gelosa di qualcuno che la sta chiamando
Vicino alle sue chiavi
la solita ossessione di scordarle ancora
E in quel disordine apparente
la paura di restare sola 


La borsa di una donna
che può rivelare i suoi segreti in un momento
e forse nella tua distrattamente la sua vita c'è rimasta dentro
tu che pensavi che ci fosse rimasto un po’ di spazio
per un altro amore
invece nella borsa di una donna
non c’è posto per dimenticare, dimenticare… 


E vai dove ti porta il cuore, si…
un ritaglio dentro la patente
ci sei stata mille volte ma non ci hai mai trovato niente 
niente che ti aiuti a capire il senso di una sera che non sa meravigliare
il senso del tuo ricordare e progettare 
scordandoti di vivere adesso 


Adesso che si alza un vento che spazza le nuvole 
E che si porta via gli inverni
La polvere, i dubbi e i miracoli 
aspettati mille anni

Anni spesi per ritrovare
Le cose che qualcuno è riuscito a smarrire
La voglia di sorridere, di perdonare 
La debolezza di essere ancora
Come ti vogliono gli altri 

La borsa di una donna pesa come se ci fosse la mia vita dentro.


(A me, certe canzoni toccano l'anima, perchè sono Poesia.
In questa... c'è anche uno specchio che mi dice:
"Guardati, Cristina Emma. Vedi? Questa sei tu.")

sabato 23 gennaio 2016




ricominciare v. tr. e intr. [comp. di ri- e cominciare] (io ricomìncio, ecc.). –
1. 
tr. Cominciare daccapo, riprendere dopo una interruzione più o meno lunga, etc et etc…

Il fatto è che devo ricominciare da me, e non ho granchè di cui raccontarti.
Perché, il compito che ti ho dato sin dall’inizio, caro blog, è stato  quello di r-accogliermi e tenermi qui.con te.
Solo che mi chiedo… dai… non la faccio tanto lunga: davvero ti interessa ancora ascoltarmi?  Sinceramente ho seri dubbi.
Non cominciano a darti noia i miei ” momenti”?
Guarda che c’è ben altro di più serio e importante che venire a raccontarti di Betty, una delle ultime tre gatte che hanno scelto la mia casa come dimora e che stamattina mi ha lasciato perché il camion che ha ritirato l’immondizia gli è passato sopra con le ruote, ed io… al solo pensiero che non la rivedrò più ci sto male e sto soffrendo.
Vedi? Arrivo da te dopo un mese, e cosa ti porto di me? Qualcosa che mi fa star male.
Io… vorrei portarti gioie a palate, ma che dico palate, montagne stratosferiche di gioie vorrei portarti… ma non ne ho, non ne ho caro blog.
Dai, qualcosa di positivo  in questo nuovo anno nella mia vita sta succedendo, …si.. vediamo… qualcosa di positivo  e se vogliamo dire anche bello. Certo. Bello è un termine semplice e terra terra ma rende ugualmente l’idea. E’ giusto che te lo dica:: mi sento più forte “dentro”.
E’ così.  Non so dove vado a pescare questa forza di volontà, questa tenacia,  questa furia vulcanica   che  abita in me e  mi stimola a  non mollare mai.  Ma sento che c’è.  E’ così.

Ok.
Ora ti lascio, che devo andare al supermercato, e poi dal Gianni il fruttivendolo, e poi dal Pino il macellaio. 
E vabbè, bisogna anche  mangiare, o no?

venerdì 25 dicembre 2015

Buon Natale








E va bene, qualcosa  scrivo per  Natale.
Naturalmente non so ancora che cosa. Quando mi metto qui, davanti  allo schermo con le dita che sfiorano la tastiera, lo sa bene il mio blog che lascio via libera ai pensieri, e come al solito  esce quel  che esce, nulla di che, solo  angoli di me, nudi e crudi.
Poco fa, sono andata a rileggermi i Natali di questi dieci anni di blog e mi è dispiaciuto constatare che alcuni li ho lasciati passare senza postare nemmeno un pensiero.  Chissà perché l’ho fatto?  Credo sia la conferma  che… è da un bel pò che sono in crisi con le Parole, e.. anche nei momenti  dove gli  attimi di serenità cercano di farsi largo, io…  tendo a  rannicchiarmi nel Silenzio.
Vabbè vabbè, ora basta, non vorrei sembrare  noiosa , petulante e commiserevole,  perché:  noiosa, petulante e commiserevole non lo sono , ostrega!
E comunque, ci sono stati anche Natali in questo blog, ai quali ho lasciato i miei Pensieri  Semplici, si insomma quei Pensieri alla mia maniera , ma che rendono giustizia alla persona che realmente sono. Uffa, e perché non lo devo dire?   Dentro … in quello spazio chiamato Animo… non sono poi così male. No.  Proprio ma proprio per niente. Accidenti.
Mi ha fatto sorridere  la scelta delle immagini. Quasi sempre erano  disegni di bambini. Anche quest’anno ho “rubato” un disegno ad un bambino. D’altra parte, se si  cerca qualcosa di limpido  e puro, si deve per forza affidarsi  al cuore e ai colori dei bambini.
Io… non sono mai riuscita a raccontare di me bambina…  penso che… non ce la farò mai.  In fondo, il percorso dei miei Silenzi ha avuto inizio proprio da li, insieme al mio grande, immenso, universale  bisogno d’ Amore.
 Ma però, c’è  anche da dire che  la  Sensibilità, il dare  Amore con estrema spontaneità, l'essere  incompatibile con l’Indifferenza e la Superficialità hanno piantato solide radici in me per merito di quell'infanzia ferita.  Insomma, c’è stato un contro, ma c’è pure stato un prò nella mia Storia.
Vabbè, che centra con il Natale tutto questo?  E che ne so?  Ma che ne so, accidenti!
Centra comunque con me.  Centra con  i Natali della mia Vita.
Natale. Oh si, accidenti, sono qui perche volevo parlare del Natale.
Domani avrò la casa piena di gente.
Avere una casa grande con un’enorme cucina serve anche a questo.  Certo.  Serve a riunire in questo  magico giorno  Persone che si vogliono bene.
E’ un “volersi bene” che fortifica, rassicura, rende più dolce la Vita.
Ok. 
Allora… che altro posso dire…
Penso che domani con tutta probabilità non passerò da queste parti, ma ci saranno momenti in cui, gli amici di questo  blog passeggeranno sicuramente nei miei  Pensieri.
Perché ,  lo crediate o no, anche voi, amici di questo blog,  fortificate , rassicurate e rendete più dolce la Vita.
Buon Natale a Tutti, con il Cuore. Davvero.
Cristina



sabato 12 dicembre 2015



“Possibile che per lei gli anni, anche se passano, è come si fossero fermati a quando ne aveva trenta? Mi spieghi qual' è il segreto, la prego.”
Per la prima volta mi rendo conto che Lucia è l’unica in azienda che mi da del lei.  Invece di rispondere alla sua domanda, le chiedo perché non mi da del tu come fanno tutti. Lei mi risponde  che  teme di non riuscirci. Si. Chissà perché non ci riesce. Lavoriamo insieme da una vita, com’è  possibile che non ci riesca? La cosa a dire la verità mi dispiace, però questo non vuol dire che voglia mantenere le distanze, almeno lo spero. Non ce ne sarebbe motivo.
In questo momento, mentre sto scrivendo queste parole a ruota libera che non so ancora dove vogliono arrivare ma che con tutta probabilità hanno bisogno di essere scritte, penso che la stessa cosa in fondo succede anche tra me e la signora Erre.  Anche io e la signora Erre ci conosciamo da una vita intera, ci vediamo tutti i sacrosanti giorni, oltre al rapporto di lavoro e di stima reciproca, abbiamo anche un rapporto confidenziale, si insomma, ci raccontiamo  a vicenda,  ci consigliamo, conosciamo molte cose l’una dell’altra,  eppure continuiamo a darci del lei.
E’ stata la mia prima cliente la signora Erre. Ricordo come fosse adesso il primo giorno che mise piede nel primo bugigattolo di ufficio che avevo aperto.  Non era ancora entrato nessun cliente. Sentii suonare il campanello, andai ad aprire, e mi trovai davanti questo gran pezzo di  giovane donna, non bellissima ma intrigante nell’aspetto ,  alta, io che sono un metro e sessanta la vedevo un gigante nel suo metro e ottanta, truccatissima, tutta  vestita di firma,  accompagnata da un ometto molto più avanti di lei con l’età, anche  più bassino di lei, ma  con due occhietti simpatici. La prima domanda che mi fece con il suo timbro di voce un po’ mascolino fu: “ Senta, non so se sono capitata nel posto giusto.  Ho aperto da poco un’attività nel settore delle automobili e sto cercando un’azienda grafica che mi segua, ho visto la targa qui fuori, mi sembra di aver capito che fate questo, vero? Posso parlare con il titolare?”. “ Ehm, veramente io sarei una titolare.”  “Ma dai, non ci posso credere, sembra una ragazzina!”  Così esclamò la signora Erre quel giorno. Si.  Ero sposa, madre di due gemelli,  lavoravo in proprio, avevo già sul groppone un bagaglio infinito di responsabilità da affrontare e superare quotidianamente, eppure a tutti sembravo una ragazzina.
Ai miei figli, quando erano piccoli, non andava questa cosa, ne provavano imbarazzo. Ricordo un giorno di molti anni fa, all’uscita di scuola mio figlio S. tutto imbronciato mi disse: “ Non venire più tu a prendermi, voglio che venga papà, altrimenti i miei compagni mi prendono in giro e  dicono che tu non se la mia mamma, dicono che sei la ragazza che fa la baby sitter “, e io gli chiesi “ E cosa devo fare per far cambiare idea ai tuoi compagni?” e lui mi rispose :  devi  essere come la mamma di Davide che  non ha la treccia ed è più 
“grande di te”. Insomma, voleva vedermi un po’ più vecchia. E comunque la mamma del Davide aveva solo tre anni più di me.

Da due giorni ho un anno in più e anche se per adesso  l’aspetto fisico  non crea problemi, gli anni, voglia o non voglia  passano lo stesso.
Non so se ci sono segreti per mantenere un aspetto giovane.
Forse è una  specie di regalo che la  natura ha voluto fare a tutte le donne della mia famiglia, sembriamo fatte in serie, ci assomigliamo tutte: ricce, piccolette, grintose  e con l'aspetto giovanile.
Forse vivere una vita semplice , con sana alimentazione e a contatto con la natura  mi aiuta.
Forse  l’ essere sempre così molto attiva e dinamica è una specie di elisir anti rughe.
Forse  essere sempre a contatto con molta gente è uno stimolo ad avere  cura, rispetto e amore non solo della  mente ma anche dell’aspetto fisico.
Insomma, l’aspetto esteriore per il momento non crea problemi, e ringrazio davvero tanto il cielo di questo.
E’ quello interiore che comincia a preoccuparmi.
Questi Silenzi, sempre più lunghi.
Queste parole non dette che cominciano a pesare come macigni.
Questa tendenza  ad isolare il mio Animo…
E’ un vero peccato che questo stronzo stia cercando di spegnersi.
Ne ha passate di burrasche il mio Animo! Accidenti se ne ha passate. Eppure non ha mai rinunciato ad essere aperto e luminoso. Perché mi sta facendo questo ? Ufff.

martedì 1 dicembre 2015



Che poi, ancora mi è difficile credere sia successo veramente, in fondo... divulgare bufale per prendere in giro il prossimo e sghignazzarci sopra è diventato normale per gli ebeti di turno.
Ma se la cosa è vera, cara Cloe, l’hai combinata davvero grossa.
Non perché di punto in bianco sei diventata Cloe, anzi, benvenuta nel  fantastico mondo.  Essere nata Donna,  è la prima cosa  bella che la Vita mi ha regalato.  Mio padre mi raccontava sempre che quando sono venuta alla luce, si mise a correre per i corridoi della clinica gridando a tutti: “ sono  un padre fortunatoooo,  è una femminaaaaaaaaaaaa , sono fortunatooooooooo”. Credo di capire quanta sofferenza hai dovuto subire nel vivere in un corpo che non ti apparteneva.
Ciò che mi è davvero difficile capire è il modo in cui hai deciso, solo ora,  di portare a conoscenza la tua femminilità.   Il metodo, se mi consenti, è assai discutibile. Decidere di farlo dopo aver raggiunto l’obbiettivo di un posto di lavoro stabile e sicuro, è stato...decisamente cinico. Si.
Ma parliamo di loro, che sono la cosa più importante.
Loro si.  Quella ventina  o forse più di Semi piantati da poco sulla terra, che pian pianino stanno germogliando, e che per germogliare, per crescere  come si deve, hanno bisogno  di terreno sano, fertile, non inquinato,  di Loro, si,  che hanno dovuto subire la tua mancanza di onestà, tatto e sentimento.
Tu Cloe,  hai dato a quei  ragazzi una pessima lezione di Vita, hai insegnato loro che, nella Vita, si può lottare e andare avanti a testa alta subito dopo aver ottenuto qualcosa in cambio, e non prima...
Mi chiedo che maestra di Vita potrai mai essere.
Quel posto di lavoro sicuro che ora ti permette tranquillamente di accavallare le gambe dietro una cattedra, non sono del tutto sicura spetti a Te.


mercoledì 18 novembre 2015




Non era strano il suo ermetismo.

Anche se sembrava espansiva e cordiale,

aveva un carattere solitario

e un cuore impenetrabile.

 (Gabriel Garcìa Màrquez)





domenica 1 novembre 2015


Ho Parole Silenziose …




Non so se è un bene... 


Non so se è un male...



Faccio come i miei alberi, i miei frutti, il mio cielo, la mia terra…



Amo,  rido, piango, vivo  come loro, in Silenzio.



Ho Piccole Cose che mi catturano l’animo, danzano con me, spazzano tristezze…



Sto bene con Loro.
Mi sento protetta.
Mi sento al sicuro.






Cri

mercoledì 21 ottobre 2015



Vedi non ho parole eppure resto
a te accanto. Non ho voce eppure
muovo le labbra. Non ho fiato eppure
vivo e ti guardo. E forse è questo
che volevo da te, muta restare
al tuo fianco ascoltando la tua voce
il tuo passo scandire le mie ore.

(Goliarda Sapienza)