Ieri pomeriggio…
Un’animata discussione con uno dei miei collaboratori mi aveva fatto perdere per un attimo il controllo. A dire il vero non è che fosse un semplice battibecco, no no, era uno scambio d’opinioni …ehm.. si diciamo esplosivo, ma insomma… ogni tanto l’esplosivo che è in noi bisogna buttarlo fuori, ecchediamine, altrimenti a forza di trattenere bocconi amari si corre il rischio di accatastarne troppi, e poi come si fa a vivere sereni ?
Comunque, nel bel mezzo dell’esplosione chi arriva in ufficio da me? Beh, arriva lui, il caro signor D.P. Non so esattamente dire a quanto della scena lui avesse assistito, ma dall’espressione alquanto imbarazzata che non ho potuto non notare quando ho incrociato il suo sguardo ho dedotto che avesse assistito proprio all’espluà finale. Ehm…
E vabbè, santa pazienza, Cristina è anche questa mi son detta in silenzioso e autoconvincente pensamento mentre mi sforzavo di fargli un sorrisino attraverso la vetrata che separa gli uffici dal corridoio d’entrata. Mi ha fatto un sorriso anche lui e poi ha alzato il braccio mostrandomi cosa teneva in mano: un sacchettino della Feltrinelli. Capisco al volo che dentro quel sacchettino c’è qualcosa per me. Il signor D.P. lo fa spesso, si insomma …non appena ha un pensiero per me lo abbellisce con un libro. Me ne ha regalati davvero tanti in quest’ultimo anno. Non so se li compera appositamente per me, lui legge moltissimo ma dice che sono pochi i libri che ama conservare e che quando li ha letti e felice di regalarli, dice che non sono l’unica persona a cui li regala.
Curiosa come sono non ho aspettato nemmeno un attimo nel dirigermi a passo svelto da lui. Due parole per i saluti in trepidante attesa di sapere: 1° se dentro il sacchettino c’èra un libro, 2° se quel libro era per me, 3° di che libro si trattava.
“Mi sono permesso di comperarle un libro Signora Cristina. Questa volta non è il mio perché ho deciso di conservarlo, però non ho potuto fare a meno di prenderlo anche per lei, se l’ha già letto fa nulla, sono già d’accordo che lo porto indietro e lo cambio con un altro." Lo prende dal sacchettino e me lo porge.
“Le ho mai raccontato del vento del Nord” di Daniel Glattauer. “No, non l’ho letto signor D.P.” gli dico con un filo di voce.
Con la mano sinistra lo sorreggo e con la mano destra lo accarezzo. Faccio sempre così quando ho per la prima volta un libro tra le mani, devo per forza lasciare che la mano destra per qualche secondo accarezzi la copertina… quasi volessi subito prendermi qualcosa di lui ..o forse dargli qualcosa di me.. non so.
Mi racconta che l’ha letto tutto in una notte e che conoscendomi era sicuro che io avrei fatto la stessa cosa.
Io, l’ho ringraziato in mille modi, ho insisto per pagarlo, lui non ne ha voluto sapere, ho insisto di nuovo, lui si è pure offeso e mi ha risposto che un regalo non si paga… insomma… siamo andati avanti per un po’ a battibeccare e alla fine ha vinto lui. Prima di andarsene mi ha detto:” Non si aspetti grandi cose, è un libro di facile lettura ma…una cosa è certa: la emozionerà! Vedrà, vedrà che mi darà ragione. Lunedì aspetto la sua telefonata. Le auguro buona lettura per stanotte...e… non si incazzi come prima che fa male alle coronarie incazzarsi così." Poi sorride. Sorrido anch’io. Ci scambiamo una bella stretta di mano. Poi se ne va.
Stanotte l’ho letto. Tutto di corsa l’ho letto. Parola per parola, riga dopo riga, attimo dopo attimo. Erano le cinque del mattino quando l’ho chiuso. Il Signor D.P. ha avuto ragione, è un libro che dal momento in cui lo apri non puoi che chiuderlo alla parola fine. E' un romanzo epistolare, dell'era nostra, l'era di noi naviganti weberiani. Si. E' la storia di un legame intenso vissuto attraverso un video e una tastiera. A tratti diventa un pò inverosimile, ma poi si rifà e devo dire che regala Emozione.
Leo e Emmi, così si chiamano i due protagonisti, si incrociano nel mondo virtuale per puro caso a seguito di una email inviata all'indirizzo sbagliato...
Da Leo e Emmi... non bisogna aspettarsi chissachè, in questo do ragione al signor D.P., però una cosa posso dirla con certezza: Leo e Emmi ci aiutano a sognare.
E sognare, in certi momenti particolari della Vita... è immensamente bello.
Il finale della storia... attutisce un pò i sogni e punta invece a farci riflettere, ma tutto rimane un pò in sospeso... si, sospeso come i Sogni.
Un’animata discussione con uno dei miei collaboratori mi aveva fatto perdere per un attimo il controllo. A dire il vero non è che fosse un semplice battibecco, no no, era uno scambio d’opinioni …ehm.. si diciamo esplosivo, ma insomma… ogni tanto l’esplosivo che è in noi bisogna buttarlo fuori, ecchediamine, altrimenti a forza di trattenere bocconi amari si corre il rischio di accatastarne troppi, e poi come si fa a vivere sereni ?
Comunque, nel bel mezzo dell’esplosione chi arriva in ufficio da me? Beh, arriva lui, il caro signor D.P. Non so esattamente dire a quanto della scena lui avesse assistito, ma dall’espressione alquanto imbarazzata che non ho potuto non notare quando ho incrociato il suo sguardo ho dedotto che avesse assistito proprio all’espluà finale. Ehm…
E vabbè, santa pazienza, Cristina è anche questa mi son detta in silenzioso e autoconvincente pensamento mentre mi sforzavo di fargli un sorrisino attraverso la vetrata che separa gli uffici dal corridoio d’entrata. Mi ha fatto un sorriso anche lui e poi ha alzato il braccio mostrandomi cosa teneva in mano: un sacchettino della Feltrinelli. Capisco al volo che dentro quel sacchettino c’è qualcosa per me. Il signor D.P. lo fa spesso, si insomma …non appena ha un pensiero per me lo abbellisce con un libro. Me ne ha regalati davvero tanti in quest’ultimo anno. Non so se li compera appositamente per me, lui legge moltissimo ma dice che sono pochi i libri che ama conservare e che quando li ha letti e felice di regalarli, dice che non sono l’unica persona a cui li regala.
Curiosa come sono non ho aspettato nemmeno un attimo nel dirigermi a passo svelto da lui. Due parole per i saluti in trepidante attesa di sapere: 1° se dentro il sacchettino c’èra un libro, 2° se quel libro era per me, 3° di che libro si trattava.
“Mi sono permesso di comperarle un libro Signora Cristina. Questa volta non è il mio perché ho deciso di conservarlo, però non ho potuto fare a meno di prenderlo anche per lei, se l’ha già letto fa nulla, sono già d’accordo che lo porto indietro e lo cambio con un altro." Lo prende dal sacchettino e me lo porge.
“Le ho mai raccontato del vento del Nord” di Daniel Glattauer. “No, non l’ho letto signor D.P.” gli dico con un filo di voce.
Con la mano sinistra lo sorreggo e con la mano destra lo accarezzo. Faccio sempre così quando ho per la prima volta un libro tra le mani, devo per forza lasciare che la mano destra per qualche secondo accarezzi la copertina… quasi volessi subito prendermi qualcosa di lui ..o forse dargli qualcosa di me.. non so.
Mi racconta che l’ha letto tutto in una notte e che conoscendomi era sicuro che io avrei fatto la stessa cosa.
Io, l’ho ringraziato in mille modi, ho insisto per pagarlo, lui non ne ha voluto sapere, ho insisto di nuovo, lui si è pure offeso e mi ha risposto che un regalo non si paga… insomma… siamo andati avanti per un po’ a battibeccare e alla fine ha vinto lui. Prima di andarsene mi ha detto:” Non si aspetti grandi cose, è un libro di facile lettura ma…una cosa è certa: la emozionerà! Vedrà, vedrà che mi darà ragione. Lunedì aspetto la sua telefonata. Le auguro buona lettura per stanotte...e… non si incazzi come prima che fa male alle coronarie incazzarsi così." Poi sorride. Sorrido anch’io. Ci scambiamo una bella stretta di mano. Poi se ne va.
Stanotte l’ho letto. Tutto di corsa l’ho letto. Parola per parola, riga dopo riga, attimo dopo attimo. Erano le cinque del mattino quando l’ho chiuso. Il Signor D.P. ha avuto ragione, è un libro che dal momento in cui lo apri non puoi che chiuderlo alla parola fine. E' un romanzo epistolare, dell'era nostra, l'era di noi naviganti weberiani. Si. E' la storia di un legame intenso vissuto attraverso un video e una tastiera. A tratti diventa un pò inverosimile, ma poi si rifà e devo dire che regala Emozione.
Leo e Emmi, così si chiamano i due protagonisti, si incrociano nel mondo virtuale per puro caso a seguito di una email inviata all'indirizzo sbagliato...
Da Leo e Emmi... non bisogna aspettarsi chissachè, in questo do ragione al signor D.P., però una cosa posso dirla con certezza: Leo e Emmi ci aiutano a sognare.
E sognare, in certi momenti particolari della Vita... è immensamente bello.
Il finale della storia... attutisce un pò i sogni e punta invece a farci riflettere, ma tutto rimane un pò in sospeso... si, sospeso come i Sogni.
SenoraNair
