sabato 20 gennaio 2018


               
Del sabato mattina mi manca la sua rilassante leggerezza.
Un tempo disponevo di due giorni per rallentare i passi: il sabato e la domenica. Ma da quando mia madre non è più autosufficiente,il sabato è il giorno della settimana che le devo dedicare quasi totalmente. Mi rimane un po' di aria di libertà la domenica, ma neanche sempre.
Mi manca la passeggiata mattutina con i cani, lungo le stradine rassicuranti e tranquille della mia campagna.
Mi manca la mia ora di yoga.
Mi manca il mercatino del paese, i suoi profumi, i mille colori appesi alle bancarelle, le amiche che incontro, Francesco che, puntuale, seduto sulla sua inseparabile due ruote a motore spegne il motore e aspetta che lo spingiamo, le chiacchiere, il raccontarsi, l'ascoltarsi, le risate, il cappuccino al bar da Aldo, il negozietto della Betty, l'odore d'incenso che si respira li dentro, lo sfiorare il toccare con le mani le cianfrusaglie che vende ..., mi manca la leggerezza di quei momenti che sempre meno riesco a programmare, che poi non è neanche bello programmare... prima erano  naturali, erano le Piccole cose della mia semplice Vita che ho sempre considerato Grandi perchè mi fanno stare bene.
Mi manchi anche tu Blog. Mi manca il lasciarmi andare, il raccontarmi come all'inizio, ricordi? Comunque è rassicurante per me sapere che ci sei. Sei un angolo di vita che continuo ad amare. Sei il mio specchio. Sei la mia voce. Si. La mia voce.
Sai, uno dei prossimi post credo sarà il racconto di come ha avuto inizio la nostra avventura. Ci proverò, si. E' iniziata per caso. Ma è una bella storia.
Vabbè, adesso ti lascio. Devo tirare su mia madre dal letto, farle, il bagno, prepararle la colazione etc etc etc...
Non ti ho mai raccontato nemmeno la storia di me e mia madre.
Non è... come dire... proprio una bella storia. Ma come vedi, anche se le ferite purtroppo non si sono mai rimarginate, io ci sono. Si. Io ci sono sempre. Su di me, si può sempre contare. Magari il cuore, con lei, non è ancora del tutto aperto. Ma le braccia si. Ho braccia che, nonostante tutto sanno accogliere. Anche questo ha a che fare con l'amore, è vero? Penso di si.
Ciao.
Alla prossima.


3 commenti:

  1. Carissima, mi permetto di dirti che un po' ti capisco. Anch'io ho avuto mia madre in condizioni simili. Certo, avevamo una badante (molto brava, paziente e preparata e meno male che c'era anche lei)) ma io e le mie due sorelle ci alternavamo un sabato a testa ogni mese. E così per quattro anni (sino a febbraio dello scorso anno quando mia madre se ne è andata bene, perché è morta col sorriso in volto) c'era il sabato in cui facevo il badante. Facevo le stesse cose che hai descritto e mi era così triste vederla in quello stato che non ti dico.

    In quei momenti, in quei sabati passati con lei dal mattino sino al tardo pomeriggio, non so quanti pensieri avevo. Fra le varie riflessioni pensavo: "E se invece di avere due sorelle ero figlio unico?". Se sei sola ad aiutare tua madre allora è tutto molto più difficile di quel che è.
    Come dicevo è morta in modo naturale, senza sofferenze e da quando non c'è più non sono più tornato a casa sua o nella via dove abitava. E' come se sentissi il bisogno di allontanarmi per poi, chissà, ritrovarla in qualche altro modo. Da quando non c'è più mi sembra iniziata un altra vita.

    Ti ho scritto un commento un po' lungo, ma appena ho letto il tuo post mi sono subito tornate in mente un sacco di cose (e di questo ti ringrazio).

    Un salutone di incoraggiamento, un abbraccio e
    alla prossima

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  2. Ciao Caro Accade, si, la storia è più o meno questa, solo che io sono sola, ovvero, ho un fratello, è una brava persona, si, ma non è come te. Non mi aiuta. Ne lui. Ne sua moglie. Forse la colpa è mia, che non chiedo, che non alzo la voce. E lui finge di non accorgersi che ho bisogno d'aiuto. Ho una donna che viene 3 volte la settimana a darmi una mano. Sai, lo sbaglio è stato fatto 11 anni fa quando mio padre ci ha lasciato. Mia madre andò in depressione ed io per rasserenarla un pò e anche per averla più sotto controllo, la convinsi a venire da me. Io vivo in un piccolissimo angolo di paradiso della campagna padovana, e per lei in quel momento era il luogo ideale per rimettersi in sesto. Doveva essere solo per un'estate. Invece non se n'è più andata. Ho due bravi figli, che all'occorrenza mi danno una mano. Ho un marito che l'ha accettata. Ma la mia Vita, piano piano, quasi senza accorgermene è totalmente cambiata. Con lei poi, abbiamo un tratto di Vita che va dai miei 4 ai quattordici anni che non riesco a perdonarle, forse perchè lei non ha mai ritenuto opportuno spiegarmeli e così, per me, sono rimasti un buco nero dal quale non riesco ancora adesso ad uscirne. Ho sempre pensato che mia madre sia una donna incapace di amare. Di amarmi. E' terribile portarsi appresso questa sensazione. Questa convinzione. Eppure io, ce l'ho sempre messa tutta per volerle bene. Adesso è molto malata. Ha il morbo di Parkonson,ha le allucinazioni uditive che la perseguitano, non cammina quasi più, fa solo piccoli passi, e comincia ad avere difficoltà anche con il cibo.
    Insomma, che dire, mi rincuora un pò essere la persona che sono. Ho un'animo limpido, guarda... vorrei quasi quasi dire bello. Si. E questo mi aiuta. Mi aiuta molto.
    Ciao Accade. E grazie di esserci.
    Buona domenica.
    Un abbraccio.

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  3. Carissima, hai tutta la mia massima solidarietà. Per il resto, durante l'esperienza con mia madre negli ultimi anni della sua vita, ad un certo punto mi ero convinto di un fatto o di una realtà che subito mi sfuggiva. Intendo dire che tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Lo dico perché a volte si è portati a pensare che i genitori ci sono sempre, ma poi in questi casi come per me o per te tutto sembra non finire mai...e non è per niente facile. Non parliamo poi della società in cui viviamo (lasciamo perdere). Per quanto riguarda i parenti stretti, lì le cose a volte si complicano in peggio. Ci vuole coraggio per esporre ma, ancor di più, ci vuole il saper dire e il saper ascoltare. Ho sempre pensato che c'è, come dire, un canale o una via di rapporto fra due persone che attende di essere trovata, sentita, vista con gli occhi che non sono quelli fisici. Penso sempre che ci vuole comprensione e, appunto, non è facile.

    Beh, ho scritto così di getto e non vorrei aver detto cose semplicistiche. Grazie anche a te e al tuo blog.
    Ti rinnovo il mio salutone di incoraggiamento
    Alla prossima

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[...che dell'Amore non si butta niente...]
Francesco de Gregori